Arti Visive

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[Arti Visive] Fotografia - Le donne fatali e decadenti dal fascino orientale di Irina Ionesco

Sabrina Falzone - 11.01.2006

Audaci scatti in bianco e nero, alcuni dei quali inediti, per l'esposizione milanese di Irina Ionesco, la fotografa che ha fatto scandalo negli anni Settanta - un'epoca dominata dal moralismo e dal femminismo - per via della sua nuova interpretazione del mondo femminile. Una ventina di fotografie, sia d'epoca che recenti, vengono proposte al pubblico italiano, dopo il successo già ottenuto in Francia. Interprete di un'immagine femminile decadente e fatale, Irina Ionesco ha saputo intrecciare abilmente, davanti all'obiettivo della sua fotocamera, una sintesi tra tendenze barocche e motivi francesi, arricchendoli sensibilmente di una elegante influenza giapponese, intimamente assorbita in essi.

La personale della fotografa franco-rumena, ospitata fino al 31 gennaio nella Galleria 70 di Milano, mira a ripercorrere il suo intero percorso artistico dagli esordi della metà degli anni Sessanta fino ad oggi. La disposizione delle foto non è casuale, ma segue una graduale evoluzione della concezione estetica dell'artista, la quale partirà da una visione più propriamente barocca di sapore decadente fino a giungere a uno stile sintetico e lineare, frutto della compenetrazione con la cultura orientale. Il primo periodo citato comprende l'arco di tempo che va dal 1965 al 1980; il secondo, più semplice, arriva sino ai nostri giorni. Le sue fotografie costituiscono un incantevole connubio tra due culture profondamente diverse per storia e usanze, in esse Oriente e Occidente creano una fusione dal profumo erotico, dal sapore inter-etnico. Di fama internazionale, Irina Ionesco ritrae splendide donne agghindate a festa e supertruccate, personaggi barocchi dalla parvenza teatrale che sono còlti in pose esageratamente artificiali, statuarie e oniriche al punto da rievocare i nudi egocentrici e drammatici di Man Ray dei primi anni del Novecento. Le donne immortalate da Irina sono più che altro figure orgogliose della loro femminilità, donne dallo sguardo sfuggente, poste al centro di una scena carica di simboli: pizzi, frange, piume, tessuti plissettati e stampe giapponesi che hanno influenzato recentemente il suo percorso professionale.
Al primo impatto Irina Ionesco sembra una donna austera, sofisticata e composta, ma dietro questo apparente atteggiamento di distacco si cela una personalità semplice e ironica. Nel periodo francese aveva avuto una storia d'amore con il pittore Corbeille, ma aldilà delle intense passioni, Irina non ha sempre avuto una vita facile, in quanto ha dovuto fare i conti con l'abbandono della madre. Per lei "la fotografia è uno sguardo su uno specchio interiore...una ricerca negli altri di me stessa". E infatti "Irina è concentrata costantemente su se stessa, il fulcro della sua ispirazione è rappresentato dal suo microcosmo, un mondo governato da leggi proprie".


Dal 25 ottobre 2005 al 31 gennaio 2006
Galleria 70 - Milano
Via della Moscova, 27
Orario di chiusura: domenica e lunedì
Orario di apertura: martedì-sabato 10.00-13.30; 16.00-19.30
Ingresso libero
Telefono: 02/6597809

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