Lorenzo Renzulli - 26.01.2006
Calle dei Fabbri, San Marco Venezia, come al Pigalle? Il sestiere veneziano che porta il nome del patrono, a cui è dedicata la celebre Basilica, nulla ha in comune con il famoso, oramai ex, quartiere a luci rosse di Parigi. Almeno fino a oggi.
Tra qualche settimana, con l'inizio del carnevale, dentro un palazzo quasi limitrofo alla Basilica, aprirà la succursale italiana del Museo dell'arte erotica di Parigi, non nuovo a iniziative di esportazione. E, naturalmente, già serpeggia la polemica. Tra i protagonisti: il patriarca Angelo Scola, dichiara: "La collocazione geografica è un elemento secondario. La vera domanda è un'altra: ha senso creare un museo dell'erotismo? Secondo me, no. E' l'idea in sé che mi trova contrario. Un'operazione di mercato. Certo, non mi scandalizzo di fronte alle tele di Lucien Freud perché inserite in un certo contesto. Ma è ragionevole estrapolare questo e altri lavori e raccoglierli in un unico scenario?".
Il sindaco filosofo, Massimo Cacciari, rimane più cauto e cerca di capirne di più prima di esprimere giudizi. "Magari fosse un museo dedicato ai capolavori dell'arte erotica. Sarebbe magnifico. Penso a pittori come Gustav Klimt, Schiele, Kokoschka. Di quel che si farà a palazzo Rota, in calle dei Fabbri, non so nulla. Non ho neppure visto il catalogo dell'esposizione" - afferma e prosegue - "Non mi scandalizzo, attendiamo gli eventi. Il museo è privato, quindi non ci riguarda. C'è sempre tempo, nel caso, per fare la guerra alla volgarità".
Giandomenico Romanelli, direttore dei Musei civici veneziani, nota che, se il genere è quello del Pigalle più che un'iniziativa culturale ci si dovrà aspettare qualch'cosa di commerciale. Fatto sta che la società francese ha messo in cantiere il progetto, affittando (senza richiedere nessun contributo pubblico) un palazzo di quattro piani per 700mq di spazio espositivo (dove in passato aveva chiuso i battenti l'esposizione dei merletti di Burano) e, in meno di un anno, praticamente in sordina, senza ancora nessun annuncio ufficiale, è pronta a inaugurare il museo, in prossimità del celebre Carnevale Veneziano. Un'ulteriore attrazione per i tanti turisti in maschera e non. Con l'aggiunta di un po' di trasgressione con il divieto d'ingresso ai minori di 18 anni.
La città di Casanova, di Zanzi Baffo, di Veronica Franco, cortigiana e poetessa del Cinquecento, di Vittoria Cappella, ci pare davvero perfetta per uno spazio espositivo dedicato all'eros, così come spiega anche Maurizio Costa, che si occupa della direzione artistica del nuovo museo. La storia della Serenissima gronda erotismo. Apollinaire parlava di Venezia definendola il sesso femminile d'Europa. Costa racconta che il museo avrà una sezione permanente intitolata "Venezia di piacere", che presenterà dei percorsi tra luoghi, eventi e personaggi, attraverso vari forme espressive (illustrazioni, foto, video, dipinti e sculture). Ci saranno inoltre delle stanze dedicate all'oggettistica a sfondo sessuale.
Si prevede anche l'allestimento di mostre temporanee. La prima sarà un omaggio al disegnatore veneziano Leone Frollo, 74 anni, noto anche come "il Maestro di Rialto".
Per l'inaugurazione del museo, è prevista anche una performance degli emuli di Baffo, ovvero della Compagnia de Calza "I Antichi". Il gruppo teatrale, noto a Venezia anche per essere promotore del Festival della poesia erotica, giunto quest'anno alla sua quattordicesima edizione.
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