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[Arti Visive] Le tele inquiete di Alessandro Fantini. Erotismo surreale e onirico

Sabrina Falzone - 04.04.2006

S'ispira alle correnti metafisiche e surrealiste, l'artista Alessandro Fantini dalla poliedrica personalità in continua evoluzione. Visionaria è la sua realtà pittorica anche nell'intraprendere i sacri temi dell'erotismo. Le sue tele permeano di "energia orgonica" - così chiamata dallo scienziato Reich - emanando un potente impulso sessuale di diffusione cosmica. Contro le limitazioni della realtà naturale, Alessandro Fantini gioca con la dimensione onirica e, il mondo della fantasia assai più spazioso. Ha subìto l'influenza di artisti come Dalì, dal quale riprende i deliri onirici che rielabora in chiave ascetica; iconografia e tecnica esecutiva sono condizionate dallo stile proprio del surrealismo e, ancor più lontanamente, dalla pittura fiamminga. Magritte, Ernst, Tanguy e Delvaux costituiscono il repertorio a cui attinge Alessandro Fantini.
Il suo linguaggio erotico gioca sul contrasto cromatico tra tinte fredde e tonalità calde; tipico è infatti l'accostamento stridente tra il rosso e il blu, all'interno del quale trovano spazio figure femminili estremamente provocanti dai seni pieni e tondi, ma si tratta di una concezione "inquieta" della donna non tanto dolce e remissiva, quanto piuttosto sicura, pericolosa e d'indole forte. Una femminilità che sembra quasi schiacciare la componente maschile sottomessa e soggiogata dal potere del gentil sesso.
Una delle opere più recenti di Alessandro Fantini, "Adamantina Artesiana", ostenta infatti la moderna emancipazione femminile, nuova icona della bellezza attuale. La sensualità che emana il corpo della giovane e avvenente ragazza nasce da un insieme di particolari intriganti, quali la consapevole sporgenza del labbro inferiore, l'abbigliamento succinto che lascia effettivamente poco all'immaginazione, la posa audace. L'ampio decoltée lascia intravedere sia un seno sodo sia un lembo del reggiseno ornato di un nastrino rosso; il top cortissimo concorre a mostrare l'ombelico, mentre il jeans a vita bassa scopre, in maniera seducente, le naturali pieghe del pube. L'elemento di maggior sensualità si condensa, tuttavia, nella leggera apertura delle labbra lievemente pronunciate e carnose. L'autore ci rivela che si tratta di un "ritratto astrale suscitato dall'infatuazione per l'ombellico di Martina Urini, metamorfizzato nel disco di un astrolabio, sbocciato sul portale della Luna dell'abbazia di San Giovanni in Venere." E' un'opera che s'innesta tra passato, presente e futuro. Il primo è suggerito dall'architettura abbaziale e dai capitelli corinzi, il secondo dall'atteggiamento moderno della donna alla moda, il terzo dalla raffigurazione di un astronauta all'interno della lunetta. Il richiamo all'antico è chiaramente provocatorio e viene contestualizzato in una dimensione astratta dalle connotazioni fantastiche sia a livello iconografico sia a livello spazio-temporale. Il contrasto luministico presente in "Adamantina Artesiana" si colloca a cavallo tra il giorno e la notte, determinata da tonalità bluastre che si distinguono emergendo dalle tonalità chiare e dalle parti illuminate. La presenza dei segni zodiacali è ulteriore indice temporale. Un possibile intento dissacratorio non nasce dall'apparente voluttà della fanciulla, ma è conferito dall'affiancamento di un'immagine sacra — mi riferisco alla figura recante l'aureola sulla parete architettonica — ad un'altra che non lo è: Martina che mostra le sue grazie. Per di più, le dimensioni sono emblematiche in quanto la figura sacra considerevolmente piccola rispetto al profilo della donna che — si noti — occupa quasi tutto il dipinto verticalmente e accentra su di sé l'attenzione dell'osservatore. A tutto ciò fa da sfondo un'ambientazione ora realistica nella sezione superiore e nell'asse verticale, ora onirica nelle zone laterali dell'opera, accentuandosi ulteriormente, quest'ultima, nelle improbabili e inverosimili sporgenze dell'architettura.

Debitore a Salvador Dalì è "Apparato Zenitale" che Alessandro Fantini definisce un "delirio morfo-genetico provocato da un'erezione assurta a simbolo della quarta dimensione come squarcio sull'era quaternaria." Predomina in quest'opera un cromatismo freddo dominato dal blu e spezzato brutalmente da un colore rosso acceso, che provoca una sensazione di violenza e aggressività, dunque simbolo di una virilità energica; la stessa virilità in cui si è imbattuta la figura femminile dall'abbigliamento estremamente sexy, raffigurata nell'atto del godimento sessuale con gli occhi chiusi e le labbra aperte in gemiti, in un abbandono totale al piacere. La femme fatale, imbattutasi nella virilità, ne esce feconda, assumendo anche un incarnato dal tono aranciato. Duplice è la sorgente di luce che investe il petto della donna, unico essere che possa generare vita. Gli elementi decorativi nella zona superiore non sono altro che palesi allusioni sessuali agli spermatozoi e alla vagina.
"The Atman Journey" (2005) è, a detta dell'artista, "l'inizio del viaggio attraverso il portale dell'Anima del Mondo". In questo caso, la raffigurazione del sesso orale vede la figura maschile di spalle succube e incatenata ai polsi dalla fluente chioma della donna, che scende giù come un fiume devastante e impetuoso, inghiottendo nelle proprie acque pilifere la virilità. È così che si sente l'uomo attuale dominato e sopraffatto dalla rivalsa del gentil sesso. L'elemento che scatena orrore è dovuto alla presenza dei due pesci laterali che mostrano le loro lingue, inarcati insidiosamente proprio all'altezza dell'atto erotico che si sta consumando. Nel contesto delle religioni antiche l'immagine del pesce è stato in genere accostato all'amore e alla fertilità. Deboli architetture oniriche sospese nello spazio sembrano vacillare nel vuoto, private di uno sfondo logico e consapevolmente instabili. Nella sezione inferiore del dipinto una formica e un ricordo di un teschio sono evidenti simboli di vanitas.
Nel 2004 Alessandro Fantini ha realizzato "Yod", un olio su tela (30x40 cm) dove una serie di corpi, capovolti in posizione fetale, sembrano sospesi in un contesto surreale. È il trionfo del blu. Nessuna traccia di altri colori. È una "meditazione sui fenomeni della cariocinesi e sull'impatto dei flussi di energia cosmica sull'atto riproduttivo". Immersi nel blu sono volti senza corpo, baci con turbinio di lingua, corpi che si uniscono carnalmente, volti celati dalle chiome. Il senso di mistero denota un erotismo ancora per certi versi ignoto alla conoscenza umana.
Cambia toni il dipinto su tavola "OBE" (80x50 cm), realizzato nel 2003, che figura nell'autoscatto pubblicato sul booklet del disco internazionale "Aero" del compositore francese Jean Michel Jarre. Le atmosfere si tingono di rosa e di toni violetti. Ricorre anche in quest'opera il tema del sesso orale; non a caso, la testa di una tigre si immerge nell'inguine di una donna nuda, a sua volta immersa in strane acque rosate.

Alessandro Fantini ha eseguito anche alcune opere grafiche a tecnica mista, realizzate prevalentemente a matita, china e pastello acquerellato con tocchi di felt-tip pens.
"Erotique" è una delle illustrazioni ancora inedite eseguite per un magazine erotico australiano dall'omonimo titolo. Il voltarsi disinibito e invitante della donna che solleva con malizia una gamba è un invito all'erotismo.

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