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[Cinema] Basic Instinct 2 - Sharon Stone sfida se stessa

Sabrina Falzone - 09.04.2006

Sono ancora splendide le gambe della Stone, sapientemente accavallate in una posa decisamente accattivante. Al di là della sua splendida forma fisica, Sharon Stone ha alle spalle un passato non proprio idilliaco. Nonostante l'apparenza "dorata", negli scorsi anni, infatti, la vita l'ha sottoposta a dure prove di sopravvivenza fisica e psichica, trovandosi faccia a faccia con la morte quando nel 2001 ha avuto un'emorragia cerebrale. L'instabilità sentimentale, poi, non ha fatto altro che peggiorare la situazione mettendola nel bel mezzo di un travagliato divorzio, con le sue inevitabili ricadute sull'assetto psicologico.
Dietro la facciata dello stile di vita mondano dell'attrice, si celano dunque numerose sofferenze. Ad esse vanno aggiunte le delusioni derivate dal lieve declino della sua carriera artistica. Dopo lo strepitoso successo di Basic Instinct che l'ha resa celebre in tutto il mondo, difatto la bella Sharon è stata volutamente messa un po' da parte, nonostante abbia comunque continuato a comparire sul grande schermo con qualche apparizione in ruoli di secondo piano per diversi film, tra cui "Oscure presenze a Cold Creek", "Catwoman" e "Broken Flowers". A distanza di 14 anni, l'attrice quarantottenne ha sentito dentro di sé l'esigenza di riscattarsi, di rilanciare il suo potere seduttivo che sembrava essersi assopito. Così Sharon si mette in discussione, dimostrando - a se stessa - di essere ancora l'oggetto del desiderio per tutti gli uomini che l'ammirano.
Queste, le motivazioni alla base di Basic Instinct 2, il thriller erotico uscito nelle sale cinematografiche italiane il 31 marzo 2006. La pellicola ha dovuto superare notevoli problemi di finanziamenti e di produzione, ai quali ha parzialmente risolto la stessa Stone, indice di quanto tenesse al progetto.
A prima vista è un prodotto cinematografico che lascia un po' perplessi. Il film si presenta in diversi punti poco realistico e, di conseguenza, scarsamente credibile. Il regista Michael Caton-Jones riesce a creare un debole filo di suspence, ma nulla di più. Rispetto alla prima versione l'interpretazione espressiva di Sharon Stone va perdendo qualitativamente, colpa della chirurgia plastica? A conti fatti, il personaggio "riciclato" della scrittrice trasgressiva e pericolosa, che in un primo momento aveva incuriosito, ormai sembra aver perso il suo fascino iniziale, assumendo per certi versi addirittura degli accenti caricaturali.
Sharon Stone ritorna nei panni della seducente autrice di gialli, Catherine Tramell, con il solito stile raffinato che connota le movenze del suo corpo sullo schermo. Il contesto urbano si sposta da Los Angeles a Londra, città in cui si ritrova di nuovo nei guai con la polizia, perché accusata di omicidio a seguito dell'incidente in cui muore il suo compagno. Scotland Yard, che indaga sulla donna, affida il caso allo psicologo criminale Andrew Glass (David Morrissey) per una perizia psichiatrica, ma anche il dottore si lascia sedurre dal perverso gioco della scrittrice. Tra i due scatta una selvaggia attrazione, però il bel dottore è reticente a lasciarsi andare con una probabile omicida, ed è proprio questo l'ingrediente più piccante che crea quel sottile filo di suspence. C'è chi ha gridato allo scandalo e alla perversione di questa pellicola, ma le scene hard si limitano a mala pena ad un paio di riprese di nudo integrale!
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