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[Racconti] Poesia - Occhi gravidi

Francesco Verso - 30.05.2006

Un rivo ricade dalle gote
a rinverdire un mare
increspato di spine
troppo timide per bagnare
chi sa solo galleggiare tra i flutti
di nuove e vecchie commozioni.
Quando chiedo al mondo vibro
e le solite risposte scuotono
chi non sa riconoscere
una stretta e uno slancio
come suoi fidati accoliti
Assaggio ciò che resta
con la testa tra le mani
ma scomodo a me stesso
squilibrio senza mani.
Filtrare attraverso
ogni carnale e spirituale Senso
solo Amore indifeso e intenso
che si slanci furente contro il giorno
e rincorra febbricitante la notte
che pianga accecato di passione
e sciolga mura di paura
che limi via i pigri lividi
e raschi a fondo i temuti freni
che guardi umile dall'alto
e venga nobile dal basso
che corra come un bimbo ingenuo
e s'alzi come un vecchio saggio
che si nutra d'audace insolenza
e bandisca le altrui viltà
che spazi tra le dita
e salti alle ginocchia
quando dalle orecchie
un incontenibile bisbiglio
non si riesca più a tacere.

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