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[Curiosità] La Geisha, aurea mediocritas tra sensualità e dolcezza

Sabrina Falzone - 24.06.2006

Se si vuol parlare di ideali estetici femminili lontani geograficamente, la Geisha è, senza dubbio, la figura che più di ogni altra ha, da secoli, suscitato inconfessabili desideri erotici nell'immaginario virile, esercitando un'inevitabile, quanto intensa, attrazione sul tessuto sociale non esclusivamente nipponico. L'Occidente, dal canto suo, non è mai rimasto indifferente alla seducente "magia" della geisha, che ancor oggi continua a stuzzicare le fantasie maschili in tutto il mondo.
Analizzando il termine "geisha" dal punto di vista etimologico, si può comprendere che ci troviamo di fronte a una persona "esperta nelle belle arti". La geisha è l'incarnazione dell'iki, un canone estetico giapponese, che per noi occidentali potrebbe essere la "grazia". Non a caso essa è la donna più affascinante, raffinata e colta di tutto il Giappone. Non solo. La geisha racchiude in sé delle qualità in perfetto equilibrio tra corpo e anima, dolcezza e sensualità, malizia ed eleganza, bellezza e cultura. Maestra di una seduzione spiritualizzata, la geisha rivela al tempo stesso la fragilità della carne e la forza dello spirito.
Riconoscere una geisha non è poi così difficile: si tratta di una silhouette sottile e slanciata con il viso ricoperto da un pesante cerone bianco, al punto da sembrare quasi una maschera o una sorta di trasfigurazione femminile. Sull'estremo pallore delle guance risaltano gli occhi marcati di nero, sottolineati da uno sguardo che esprime dolcezza e civetteria al contempo, e la bocca rossa modellata in modo da mostrare rilassatezza e tensione assieme. I capelli della tipica geisha sono corvini e in passato venivano esaltati da una pesante acconciatura a crocchia o a shimada (oggi sostituita da una parrucca).
Anche d'inverno i piedi sono nudi, mentre il corpo è interamente coperto dal kimono: un modo come un altro per esprimere la dualità della seduzione. Questo rapporto fra kimono e la nudità dei piedi è di segno diametralmente opposto alla volgarità di stampo occidentale, che fa indossare calze e scarpe a dei corpi quasi nudi. La nuca della geisha è inoltre lasciata scoperta, perché esibire l'attaccatura dei capelli è molto provocante in quanto, nella mentalità giapponese, si vuole suggerire in modo discreto un varco che conduca all'intimità del corpo.
Quella della geisha, in realtà, è una vera e propria professione con un regolare salario: è una professionista nell'arte di intrattenere. Costa quasi duemila euro poter passare la serata con una geisha; è chiaro che una parte della tariffa va alla donna, il resto agli intermediari.
Ma per esercitare la professione di geisha è d'obbligo un lungo e duro apprendistato, con molti anni di studio e disciplina per perfezionare le tecniche. La donna che vuole intraprendere questo mestiere deve distaccarsi dalla sua famiglia in tenera età (in genere intorno ai 9 anni) per entrare in una scuola specifica - una sorta di tìaso orientale - dove imparerà a curare il suo aspetto fisico, a muoversi, a servire da bere in modo raffinato, a conversare con intelligenza, a calibrare ogni singolo gesto. Tra gli insegnamenti principali vi sono la musica, la danza, il canto, la recitazione, la letteratura, l'uso del ventaglio, la cerimonia del tè, la calligrafia e l'ikebana, ovvero l'arte di disporre i fiori.
Il suo compito è quello di allietare le noiose cene di affari dei potenti uomini dell'alta società. La sua vera abilità sta nel flirtare con gli uomini, farli ridere e sopratutto farli bere, badando che tutto si svolga senza intoppi. Di certo una caratteristica che non la riguarda è la spontaneità, dal momento che quando lavora controlla tutto il suo essere, in ogni gesto, parvenza ed emozione, giungendo perfino alla modulazione del respiro.Tra l'altro le geisha non conversano mai su temi concreti, ma ricamano e indugiano in raffinate disquisizioni a metà tra il frivolo e l'elegante.
Nel corso del tempo le geisha sono diventate le depositarie della tradizione. Ora sono considerate tesori nazionali. Le geisha sono quindi portatrici di cultura.

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