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[Arti Visive] Fotografia - L'irriverente Erwin Olaf, un'icona dello scatto provocatorio

Sabrina Falzone - 16.07.2006

Per gli appassionati della fotografia erotica d'autore, il fotografo olandese Erwin Olaf rappresenta un'icona dello scatto provocatorio e trasgressivo nell'utilizzo dell'immagine erotica impregnata di ironia irriverente. Le opere di Olaf sono, infatti, caratterizzate dal senso dell'humor e dalla costante allusione a immagini del mondo dell'arte e della sottocultura.
Dopo il successo dell'esposizione intitolata "Booby-trap", tenutasi nel 2003 al Man, il Museo d'Arte della provincia di Nuoro, Erwin Olaf continua a raccogliere successi in tutto il mondo. Cristiana Collu rivela: "l'esercizio dell'ironia di Erwin Olaf, infatti, apparentemente dice meno di quello che pensa, mentre smaschera idee infondate e si spinge nella critica di coloro che pensano che il mondo sia diventato favola".
La filosofia di Olaf è annidata nella sua provocazione: l'artista prende lo stile usato nella fotografia glamour e fashion delle riviste di moda più note e lo rovescia completamente. Le sue, sono fotografie erotiche che finiscono col sembrare delle immagini di moda patinate. Con questo escamotage denuncia tutti coloro i quali propinano moda "turbando" i sensi del lettore, con lo scopo unico di vendere. L'artista irriverente afferma: "l'uso consumistico del sesso insito nella pornografia, è simile all'atteggiamento consumistico con cui divoriamo le proposte che ci vengono dai grandi protagonisti della moda. È per questo che rappresento gli uomini e le donne come se stessero posando per una rivista erotica".
Omosessuale dichiarato, Erwin Olaf ha criticato "l'atteggiamento di pornografica mania da griffe" in uno dei suoi ultimi lavori, la serie Fashion Victims (Vittime della moda). Così non ha esitato a ritrarre uomini e donne interamente nudi e senza volto, rappresentati tutti con buste griffate di stilisti famosi (Chanel, Gucci, Calvin Klein, Moschino, Yves Saint Laurent) al posto della testa nel tentativo di evidenziare "il simbolo perfetto del rapporto morboso di viscerale dipendenza tra chi vende e chi compra". Nelle sue serie più mature, Olaf si è spinto a ridicolizzare il punto di vista contemporaneo sull'erotismo analizzando molte idee scomode a partire dalla pornografia come folklore, dal sesso acrobatico come una comica liberazione allo stupro come intrattenimento familiare e piacere malizioso.
Il linguaggio artistico di Olaf si concentra sul corpo nudo, con il quale gioca senza pudore, mediante l'uso di simboli pornografici e l'esibizione di organi genitali, "elementi che conferiscono alla nudità un significato nuovo, elementi di un nuovo vestito". Il fotografo olandese si è cimentato anche di ritratti carnevaleschi inquietanti, sfilate di pin-up pensionate, risate diaboliche e tumulti di corpi di reminiscenza iperrealista. Immagini spesso molto forti, che emanano ironia e autoironia, caratteristiche essenziali del suo operato.

Nato in Olanda nel 1959, Erwin Olaf ha esposto le sue foto al Groninger Museum in Olanda (2003), al Paris Photo, alla Wessel O'Connor di New York, al Frankfurter Kunsteverein, al Ludwig Museum in Germania, all'Espacio Minimo di Madrid e così via. Nel 1988 ha vinto il premio Giovani Fotografi Europei in Germania, nel 1998 il Leone d'argento a Cannes per la campagna pubblicitaria della Diesel e di nuovo nel 2001 per la campagna pubblicitaria della Heineken. Inoltre, una sua opera è stata utilizzata come manifesto della Biennale di Valencia 2001.

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