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[Interviste] Erotismo di classe. Intervistando Roberto Gualtiero Moggio, predatore di immagini

Sabrina Falzone - 05.01.2007

Abbiamo intervistato uno dei grandi maestri della fotografia erotica italiana, divenuto famoso anche grazie ai suoi delicati nudi. Roberto Gualtiero Moggio, ex pubblicitario pentito e voyeur elegante, ci racconta come si è allontanato dal fragore del successo alla ricerca di una pace e tranquillità che solo la natura può dare. L'erotismo chic di un illustre maestro della fotografia, tanto geniale quanto umile, che attraverso lo studio della luce sui corpi è riuscito a sublimare la femminilità, altro non è che il frutto di una profonda dedizione personale. E' proprio lui a definirsi un voyeur professionista che cattura la propria preda per consacrarla all'immortalità dell'immagine.
Roberto Moggio si diverte molto ad "assistere all'evoluzione di ciò che un tempo veniva considerata bassa pornografia e che oggi evolve in opera d'arte. Come se l'obiettivo del fotografo fosse mai stato un tempo volgare nel riprendere il nudo di un corpo". Calze sexy, scarpe e biancheria particolari figurano nelle sue immagini, accessori dell'indiscutibile protagonista: il corpo.

S.F. Arte e pubblicità. Credi che abbiano qualcosa in comune?

R.G.M. Dove esiste la creatività esiste anche l'arte, Warhol ne é stato sicuramente l'esempio più tangibile con la sua lattina di tomato capbell's o con le bottiglie di coca-cola o le scritte riprodotte in seguito anche da altri artisti, egli riprende messaggi destinati alla massa, a riprova che si può trarre ispirazione dalla pubblicità per fare arte, ma anche viceversa.
Si é artisti nel momento medesimo in cui si dà forma e corpo a qualcosa che é in noi e dal nulla scaturisce ciò che tutti potranno in seguito vedere.
Personalmente sono arrivato alla fotografia passando dal design e dalla pittura, e questo mi é servito per interpretare il passaggio dal bianco di una tela o di un foglio, al colore, esattamente come avviene con l'immagine fotografica, pur utilizzando strumenti o strutture diverse.

S.F. Quali sensazioni ti scaturisce fotografare un nudo femminile?

R.G.M. Quando fotografo sono troppo occupato a concentrarmi sulla luce, sulle forme plastiche, sul contenuto che voglio dare all'immagine, sul messaggio che desidero trasferire attraverso il progetto che sto realizzando, e sulla sensibilità di chi mi sta di fronte e che poi si rivedrà esibita attraverso il risultato finale, per poter dare spazio ad altre sensazioni se non quella di ottenere dalla stessa modella ciò che solo lei può fornire istintivamente, e nulla di più.

S.F. Cos'è per te la volgarità?

R.G.M. L'arte resta immune dalla volgarità, qualsiasi forma espressiva ne é esente, prendiamo il dipinto di Gustave Courbet "l'origine du monde" dove la modella viene ritratta distesa e con il sesso ben in vista in una interpretazione iperrealista del femminile, immagine da sempre considerata inquietante, come del resto inquieta tutto ciò che rappresenta il vero.

S.F. Esiste una differenza tra erotismo e pornografia? e tra arte ed eros?

R.G.M. Il confine tra erotismo e pornografia non può che esistere nei pensieri di chi guarda.
Parlare di immagini solo per adulti é un controsenso, perché una visione puramente sessuale é intrinseca nell'adolescenza come in adulti immaturi, che non distinguono come l'erotismo vada oltre le esplicite situazioni descritte attraverso la pornografia.
L'erotismo é intellettualmente basato sull'ambiguità per far durare un gioco il più a lungo possibile, l'esplicito della pornografia si esaurisce in un attimo.
Così il riuscire ad interpretare ogni aspetto dell'eros diviene sempre più un'arte.

S.F. Domanda piccante. Ti è mai capitato di fare l'amore con una delle tue modelle? In particolare ti è rimasta impressa una storia o una situazione con una modella?

R.G.M. Quella che si vede nella foto n. 5 é stata la musa ispiratrice con la quale ho condiviso le esperienze eroticamente più intense, che erano già presenti in noi e che assieme abbiamo saputo rivelare.
Tutto é nato casualmente dopo un servizio fotografico di moda, che é servito a farci comprendere quanto fossero in perfetta sintonia i nostri pensieri più reconditi, ma credo che nella vita non capiti a molti la fortuna di poter materializzare i propri sogni nella realtà.

S.F. Le tue modelle preferite sono delle professioniste o ragazze comuni?

R.G.M. Non ho mai avuto alcun pregiudizio in tal senso, anche se resta inconfutabile il fatto che l'esperienza consenta in molti casi di potersi esprimere, offrendo il meglio, in talune condizioni dove la professione può fare la differenza.
Tuttavia esistono moltissime ragazze, definite comuni, sicuramente dotate di capacità espressive, naturalmente istintive, a volte superiori alle stesse professioniste.

S.F Cosa è cambiato nella fotografia con l'introduzione dell'immagine digitale?

R.G.M. Con l'avvento del digitale si é persa molta della poesia, ormai catturare la luce, giocando con le ombre e trepidando sempre un po' prima di poter conoscere il risultato definitivo, sono sensazioni svanite, tutto oggi é divenuto molto più semplice.
Assieme a ciò si é perso il calore offerto dalla granulosità di una pellicola e sostituito dai gelidi pixel, l'odore acre degli acidi della camera oscura, le ore notturne spese sotto la luce di un ingranditore, a volte per ottenere anche una sola immagine, ma costruita ed elaborata senza l'ausilio del mouse.
Professionalmente, invece, il potenziale illimitato offerto dal digitale é innegabile, adesso resta possibile il recupero anche di una vecchia immagine che non era facilmente utilizzabile, permettendo in tal modo di dare libero sfogo ad una ulteriore creatività.
Per contro, oggi, si sentono tutti dei bravi fotografi, e si assiste all'esibizione di molti saggi di tecnica a volte anche troppo esasperata e gratuita, là dove prima alcuni effetti sarebbero stati realizzabili solo con enormi difficoltà e con una dose di pratica non a tutti comune.

S.F. Cosa ti ha spinto ad allontanarti dal rumore del successo e rifugiarti in campagna?

R.G.M. La passione per i cavalli, il silenzio, gli spazi aperti, i colori della natura che raccontano l'andamento delle stagioni, la tranquillità e la possibilità di vivere in una dimensione fatta più a misura d'uomo.

S.F. Attualmente a cosa stai lavorando?

R.G.M. Il sogno nel cassetto da anni é un libro fotografico che racconti, attraverso le sole immagini, della femminilità in ogni sua forma, anche esasperando quella più estrema.

S.F. La tua citazione preferita?

R.G.M. Non esistono solo fotomodelle bellissime, ma bravi fotografi capaci di renderle eteree donando loro in alcuni casi anche l'immortalità.



Un sentito ringraziamento al Maestro Roberto Gualtiero Moggio per la concessione dell'intervista e la solerte disponibilità.

(Fotografie di Roberto Gualtiero Moggio)

1. Moggio, Quadrello
2. Moggio, Simon
3. Courbet
4. Moggio, Guepiére
5. Moggio, Gloria
6. Moggio, Leila
7. Moggio, paesaggio
8. Roberto Moggio a cavallo
8. Roberto Moggio


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