Elisa Campana - 10.01.2007
La scrittrice è una donna che parla di sesso come un uomo non farebbe mai e questo è vissuto dalla stessa come un atto di ribellione nei confronti della figura materna.
La protagonista non vive la sua sessualità in modo passivo come un uomo, ma sceglie autonomamente come vivere la sua vita, esalta il sesso senza amore.
Ispirandosi a questo panorama letterario, in Spagna si afferma nel 1989 Almudena Grandes con Le età di Lulù, ragazzina illibata che ben presto si trasforma in una donna determinata, spudorata e imbevuta di trasgressione. Oltrepassa il limite con il suo corpo (svariati incontri sessuali con omosessuali, rapporti incestuosi con il padre e il fratello, promiscuità) e con il linguaggio esplicito da lei usato. Questi aspetti emergono quando vive il suo primo rapporto completo, quando si intrattiene con il transessuale Ely, quando partecipa ad un'orgia dietro compenso.
La sua intraprendenza comportamentale e sfacciataggine linguistica sono manifestazioni del suo bisogno di essere sessualmente libera come un uomo, di assimilare una parte dello slancio attivo maschile, di soddisfare impulsi aggressivi in continue infedeltà: tutti motivi che emergono dalla componente mascolina della donna e la spingono ad un'attività erotica non inibita.
Almudena Grandes fa agire così la sua protagonista, perché conosce il mondo della donna, relegata per secoli, a ricoprire il ruolo di madre e moglie, nonché casalinga.
La scrittrice non accetta la sottomissione e crea una protagonista che esce da schemi precostituiti.
Lulù cerca la sazietà della carne e crede di poter controllare qualsiasi situazione. Conosce molto bene il mondo del piacere ed è in esso che cerca la propria identità femminile, andando a stravolgere quelle che sono le convinzioni sul concetto di essere donna.
E' risaputo che l'essere femminile evolve sotto il segno fisico del vuoto, dell'elastico, sinonimo di capacità di accogliere, di contenere, di generare. Crocevia di scambio continuo fra dentro e fuori e, soprattutto, fra sé e l'altro (accoppiamento, gravidanza): il corpo femminile incorpora, contiene ed espelle, alla ricerca di uno stato di equilibrio tollerabile.
Lulù cerca di confutare queste affermazioni perché vuole essere piena, incarnare forza e potenza, dimostrare la sua capacità di godere, agire e reagire così come fanno gli uomini. Questo modo di comportarsi ci sorprende, perché quel tanto di animalesco, di voluttuoso, di sensuale evidente in un bambino che si attacca con avidità al seno o al poppatoio, nel maschio viene considerato normale, una prova della sua naturale aggressività e sensualità, mentre si suppone che una donna abbia appetiti fisici più moderati, sia più spirituale e meno attaccata ai piaceri terreni.
Lulù vuole soddisfare i suoi desideri perversi, ma quando il desiderio porta solo sé stesso è destinato a portare con sé una sconfitta, perché la passione per l'altro viene allontanata per diventare semplice azione sulla carne dell'altro.
E' una donna malata perché cerca la sua identità attraverso rapporti sessuali, maniacali, ossessivi con partners occasionali. Questa sua ossessione la porta persino a prostituirsi.
Indubbiamente la protagonista rappresenta l'incarnazione di una donna emancipata in modo estremo, quasi un'eroina, ma potrebbe anche essere una donna malata di eterosessualità poliandria passionale instabile. Il problema si relaziona con una strutturazione psichica lacunosa, dovuta all'assenza di valorizzazione etica e culturale quando era bambina nel periodo anale e fallico del suo sviluppo pregenitale.
Il suo corpo frammentato si è identificato, in tutti i suoi frammenti, al desiderio sotto forma di corpo dalla dialettica orale: più consumatori ci sono, più essa è valorizzata, ma è sempre presente un elemento di fragilità sociale oppure affettiva. Non c'è frigidità, ma imperiosi orgasmi clitoridei e vulvari, di tipo ninfomane o da adescatrice. Sedurre per lei significa esistere, chiunque sia l'oggetto della sua seduzione. Basti considerare il rapporto incestuoso con il padre e il fratello Marcelo.
Il romanzo è scorrevole, avvincente, contempla un linguaggio scabroso quanto il tema.
Appassionante ma il tema trattato sfocia nella pornografia vera e propria.
La psicologia della protagonista è davvero ben costruita e di non semplice interpretazione. Sembra scontato capire cosa si cela dietro ad un comportamento della stessa, ma alla fine c'è qualcosa di molto più profondo che va analizzato e su cui si deve riflettere molto.
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