Arti Visive

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[Arti Visive] Spirali di piacere. Takato Proibito in mostra a Roma

Rolando Attanasio - 15.01.2007

Takato Yamamoto, celebre artista giapponese, ritorna ad esporre negli spazi della Mondo Bizzarro Gallery di Roma. Alla mostra, dal titolo Takato Proibito, è possibile visitare trentacinque opere del maestro nipponico, tutte inedite, mai presentate in Giappone, dove stranamente l'arte erotica è fortemente censurata.
Le opere, che spaziano dal colore bianco al nero, ritraggono scene palesemente erotiche, tratte da un immaginario a noi forse noto, attraverso i dipinti indiani del KamaSutra, trasposizione contemporanea di un concetto antichissimo dell'arte erotica indiana, in un percorso che si snoda da ovest - l'India antica - fino ad Est con il Giappone moderno capitalista; dall'antico KamaSutra per arrivare al moderno affronto, pittoresco, sexy, quasi sfacciato del Sol Levante.
In una Roma contemporanea che non arrossisce affatto, il genere ereditato da Yamamoto è quello degli antichi Shuga o immagini della primavera, immagini spesso a tema erotico.
Nell'immaginario occidentale dell'Oriente il Giappone è lo Zen e le sette Buddiste, i fiori di susino e il mistero del misticismo. Per quanto riguarda l'arte, invece, il Giappone ha sempre avuto un suo influsso sull'arte moderna attraverso le stampe: sicuramente noi riconosciamo la stampa giapponese come grado più alto dell'essenzialità del tratto figurativo nipponico, con la sua linea ferma, che descrive lo spazio, con la sua prospettiva schiacciata, che ha reso famoso il Giappone nell'arte e nella cultura, grazie proprio a questa essenzialità, che ritroviamo esasperata anche nei cartoni giapponesi famosi in tutto il mondo.
Un artista che ha inserito in tanti suoi lavori l'essenzialità e la precisione delle linee è certamente Edouard Manet: chi di noi non può che ricordare, con profonda nostalgia, i ritratti dove spiccano sul fondo le stampe giapponesi?
Proprio quella raffinatezza stilistica, straordinaria, che evoca infiniti sogni erotici, dalle geishe alla funzione celebrativa della città nel suo complesso, viene mostrata da Takato, che mostra anche Tokyo nei suoi lavori, città che in passato ha rappresentato e rappresenta ancora oggi il fulcro della civiltà giapponese - dall'antichità per giungere sino ai nostri giorni attraverso il segno di Yamamoto.
L'artista è solito dipingere usando degli inchiostri luminosissimi, su carta pregiatissima, una modalità cara agli artisti orientali. E' su questa carta che si snodano, intrecciano, sospingono i corpi, che si cercano con le lingue, si frugano, si avvolgono, proprio come nel quinto canto della Divina Commedia di Dante, dove Paolo e Francesca appaiono al poeta sospinti da un vento impetuoso ed i loro corpi sono come "bufera infernal, che mai non resta"[1], corpi che vengono spinti di continuo in voluttuose spirali di piacere: è il gioco dell'eros, cui l'uomo deve sottostare.
La libido è come un vortice che avvolge i corpi, si sfrena e si libera attraverso il disegno di Yamamoto, gli intrecci floreali si sovrappongono e assumono forme antropomorfe, oppure divengono lievi, soavi, leggeri come vento di primavera.
Yamamoto espone da dieci anni con un crescente successo di pubblico e critica, in America in particolare, è stato presente a Los Angeles con dei lavori interessanti ed ora è a Roma presso la Mondo Bizzarro Gallery.
Yamamoto ha pubblicato anche un lussuosissimo libro, rifinito in seta, pubblicato in Giappone dalla casa editrice Treville.
Non ci resta che andare, sprofondare e farci sospingere da Takato Yamamoto, lungo il percorso dei suoi lavori, sentire il profumo del Giappone, il ricordo del tè e dell'erotismo del Sol Levante. D'altronde i primi raggi del sole sorgono proprio lì, in quella terra tanto distante eppur vicina a noi.



[1] Inferno, V Canto della Divina commedia di Dante



Takato Yamamoto. Takato Proibito
dal 2 dicembre 2006 al 25 gennaio 2007
Roma, Mondo Bizzarro Gallery
Via Reggio Emilia 32c (00198)
+39 0644247451 (info), +39 0644247451 (fax)
ingresso libero


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