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[Letteratura] Laura Esquivel: l'erotismo che trapela dal cibo in Dolce come il cioccolato

Elisa Campana - 18.01.2007

Laura Esquivel scrive con grande maestria Dolce come il cioccolato, un romanzo che ha riscosso un notevole successo per l'abilità palesata dalla scrittrice messicana nella stesura di quello che è un capolavoro, frutto di creatività e ingegno.
La passione, mai vissuta pienamente, di Tita e Pedro che sin da ragazzini si innamorano, ma per delle regole sociali non possono amarsi in libertà. Infatti, essendo la più giovane di tre sorelle, Tita deve accudire la madre sino alla fine dei suoi giorni. Una madre perfida, infima e priva di scrupoli, che provoca alla figlia un dolore atroce perché stabilisce che Pedro convoli a nozze con la maggiore delle sue figlie.
Un matrimonio combinato privo di amore, di emozioni e sensazioni. Un amore diverso rispetto a quello che prova Tita per Pedro e non smetterà mai di dimostrarlo praticando l'arte culinaria.
Prepara dei piatti succulenti che coinvolgono il corpo e la mente, che sono sinonimo di erotismo, passione, coinvolgimento totale dei sensi e della bocca.
Questo tema sarà approfondito anche da Isabel Allende in Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci.
In fondo, la bocca è ricettacolo di sensazioni, emozioni, piacere ed è un po' come il mangiare, nel senso di un istinto animale.
Proprio dopo che una sua sorella mangia le quaglie ai petali di rosa si sente infiammata da un ardore che le pervade il corpo intero, la fa spogliare e andarsene nuda su un cavallo assieme ad un uomo dell'esercito.
Passione, amore, ma anche dolore.
Il dolore per la morte della figlia di Pedro che, non accudita dalla moglie, muore.
Questa morte porta Tita a diventare autistica, "pazza" e priva di sentimenti; uscirà da questo tunnel solo grazie all'aiuto di un medico, che sarà designato come suo futuro sposo.
Un matrimonio che non verrà mai celebrato, in quanto, nel frattempo, la moglie di Pedro muore e loro, ritrovandosi al matrimonio del figlio del medico e della figlia di Pedro, infiammati dai cibi afrodisiaci, si ritroveranno a copulare. Un orgasmo mai assaporato sino alla fine, un rapporto mai pienamente consumato in quanto le fiamme si impadroniranno dei loro corpi.
Il romanzo è talmente scorrevole, geniale e sublime che si legge tranquillamente in un giorno e si può anche assaporarne la bellezza della trama nel film, ispirato al medesimo libro.
L'opera è pregna di valori dicotomici: rapporto madre-figlia, amore–odio, passione–solitudine, pazzia–stabilità mentale e i sentimenti traboccano dalle ricette preparate da Tita. Dodici capitoli e dodici ricette che sono improponibili per qualsiasi cuoco, ma che nel libro hanno un senso. La torta nuziale di Pedro e Tita, in cui questa riversava le sue lacrime, procurano negli invitati al matrimonio una forte dissenteria; le quaglie ai petali di rosa fanno infiammare i corpi e salire la voglia.
Il piacere sopra ogni cosa, esaltato con maestria e correlato alla cucina.
Un accostamento che merita un plauso.
Il libro è genuino, fresco sia per la trama, sia per la proprietà di linguaggio che non annoia. Non è la classica storia che abbocca, ma le pagine vengono divorate.
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» Casa Editrice Garzanti Libri
I VOSTRI COMMENTI:

Nome: carla
Commento: tutti i libbri di questa scrittrice sono magici perchè hanno storie originali e sono scorrevoli alla lettura. per me un libbro deve essere facilmente leggibile e deve trasmettere armonia come un brano di musica. le storie sono originali e stupiscono, quindi acchiappano il lettore lo avvolgono in una atmosfera di piacevole leggerezza. provo la stessa situazione di trasporto ascoltando la musica preferita

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