Sabrina Falzone - 19.01.2007
"Esistono due Parigi. La Parigi prostituta, violentata dagli sguardi dei turisti stranieri che sfilano in coda, uno dopo l'altro, per addentrarsi in una delle città più belle del mondo. E la Parigi delle tentazioni che, stavolta, stupra tutti i corpi di coloro che hanno l'ardire di voler conoscere la sua dimensione autentica, che non figura su nessuna guida". Così Valérie Tasso, l'autrice francese di Diario di una ninfomane (tradotto in nove lingue), introduce il suo nuovo romanzo Paris la nuit.
Già dall'incipit si avverte che ad accompagnare la lettura sarà un itinerario essenzialmente lussurioso, distante anni luce dalla finta Parigi del giorno, indigesta di ipocrisie e falsi perbenismi. E' l'autenticità, o meglio, la variante letteraria di essa, la vera conduttrice del gioco erotico in questo romanzo scanzonato, a tratti un po' sfacciato, che narra l'arrivo di Valérie in una città delle meraviglie, la particolare amicizia sia con l'ex compagna universitaria Mimi, prostituta d'alto bordo lesbica, sia con il tassista Pipo. L'ambiguità di questo rapporto viene a delinearsi in tutta la sua problematicità con un triangolo amoroso, per certi versi devastante.
Pipo non è altro che il cicerone delle notti parigine: è lui che conduce Valérie in un mondo sotterraneo, mostrandole i segreti proibiti di una Parigi notturna dedita alla sfrenatezza ed all'erotismo più estremo. Di notte si assopiscono le inibizioni e si risvegliano gli istinti animaleschi, i desideri scabrosi, le perversioni mondane. E' una via crucis di party licenziosi, feste sadomaso, cocktails dell'alta società, orge feline ed esperienze erotiche di ogni genere.
La cura dei particolari descrittivi non censura la narrazione, neanche quando essa si fa più spinta, anzi si dilunga e si ravviva nel momento dell'eccitazione. E' il caso della scena erotica detta ironicamente Gang-Bang, un'orgia diffusa a Parigi con un'unica donna partecipante che viene penetrata da una serie uomini che, a loro volta, attendono in fila il proprio turno. La Gang-Bang è una pratica sessuale che offre una forte eccitazione iniziale, ma che a posteriori lascia, inevitabilmente, una sensazione di vuoto nella donna-oggetto ed un sentimento di compassione da parte degli uomini che godono di quel corpo. Quando si assiste all'annullamento della componente emotiva - ovviamente, qui non ci riferiamo all'amore - in favore di una totalità istintuale, tutto sembra perdere senso. L'essere umano non può congedarsi dall'emozione senza sprofondare nel baratro dell'infelicità, del vuoto.
Un tema ricorrente nella letteratura della Tasso è l'ambiguità, con cui la scrittrice adotta effetti di suspance. Il testo si snoda su passaggi interessanti, sviluppati su immagini antitetiche, quali eccitazione-pena, uomo-donna, sesso-sentimento, giorno-notte e così via.
E' la mancanza di regole e categorie lo scenario prescelto da Valérie, uno scenario orgiastico, no-limits, all'interno del quale la stessa autrice rivela che di tutto ciò che racconta non ha inventato nulla. Sarà poi vero che i fatti non siano frutto di una irrefrenabile fantasia? Chissà, al lettore poco importa, anche se resta comunque il dubbio.
Rimane il fatto che è un romanzo assolutamente sconsigliato ai puritani, per quanto non sia nemmeno eccessivamente audace.
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