Arti Visive

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[Arti Visive] Nudes, una mostra personale di Tom Wesselmann

Rolando Attanasio - 05.02.2007

Ritorna Tom Wesselmann con una importante mostra alla LipanjePuntin arte-contemporanea Gallery di Roma. L'esposizione, che si inaugurerà giovedì 8 febbraio 2007, sarà visitabile fino a domenica 25 febbraio 2007, in via Montoro 10.
In questa mostra vengono esposte diverse opere, in prevalenza i suoi famosi nudi, dove l'artista ripercorre alcune sue tappe dal 1968 al 2004 e dove vede impegnato lo stesso Wesselmann in una sua ricerca famosissima sui nudi artistici. Quei nudi che hanno fatto il giro del mondo e hanno ribaltato l'immagine poetica del nudo e il simbolismo legato ad esso, il nudo che diviene oggetto, il nudo ridotto a merce, non più simbolo romantico del piacere sublime ma oggetto freddo e simbolo, invece, del gusto massificato della cultura americana di quegli anni, che è ovviamente anche la cultura dell'immagine di massa.
Infatti, Wesselmann dipinge interni in cui ci sono degli oggetti che appaiono più veri, gli oggetti vengono riprodotti il più delle volte tridimensionalmente dall'artista stesso, dove appaiono quasi d'incanto delle figure di donne, che assumono spesso una gestualità che riguarda tutta una gamma di ritualistica quotidiana, anche banale, ma che in una maniera o nell'altra diviene atteggiamento, quasi posa fotografica. Le figure così riprese appaiono freddamente oscene, ridotte a sagome colorate e deprivate di ogni aspetto sessuale.
Wesselmann è nato a Cincinnati nel 1931 ed è morto a New York nel 2004, è stato un esponente della famosa corrente artistica della Pop Art che si appropria delle immagini di massa e della caratteristica di queste immagini che è anche e sopratutto la sua riproducibilità. Infatti, anche Andy Warhol si appropria di questo concetto, con la differenza che che Warhol si interessa principalmente di personaggi politici e attrici famose, trattate poi alla stregua di un prodotto qualsiasi, un prodotto di massa appunto, dove la spettacolarizzazione è l'unica cosa che conta.
Verso la metà degli anni Sessanta fiorisce tutta una serie di artisti che danno impulso alla Pop Art, artisti come Claes Oldenburg, Robert Indiana, Gorge Segal, Roy Lichtenstein tanto per citarne alcuni.
Proprio in quel periodo vi era una esasperazione dell'efficiente e del produttivo, addirittura si era portati a pensare che la civiltà americana avesse imboccato la strada giusta, quella del benessere per tutti e a tutti i costi, un benessere che era legato alla massificazione dei prodotti e all'inizio dell'omologazione culturale, ma il prezzo da pagare era ancora invisibile, impalpabile.
Wesselmann tratta anche con ironia i corpi delle donne, quelle stesse donne che vanno al mare, si scoprono i seni mostrando i segni del costume, tutti simboli del cambiamento di tendenza dei costumi e dell'atteggiamento informale di una società che ha come bisogno comune e massificato anche quello di andare al mare, visto che il fenomeno era appena diventato di massa in quegli anni.
Come vediamo è tutta una società, tutto un mondo che si muove insieme, non disgiunto affatto, quindi negli artisti nasce il bisogno di mostrare questo cambiamento. Mentre in Italia Pier Paolo Pasolini ci mostra una società alienata, lui che inorridiva di fronte alla massificazione culturale e ci mostra tutto il suo orrore nel suo lavoro scandaloso per quei tempi, nei suoi films, che trattano in maniera fortemente polemica molte problematiche del tempo, per arrivare a protestare lui stesso in persona contro gli studenti dell'Università di Roma che definisce appunto figli della borghesia e i celerini figli del proletariato.
La ferita è aperta e comincia appena a sanguinare: è la ferita della moderna società dei consumi che avanza con i suoi miti e i suoi prodotti che si mescolano, si confondono per abbagliare, creando ogni sorta di illusioni; Wesselman intuisce tutto questo e lo trasporta nel suo lavoro, utilizzando spesso anche l'eros come tramite, dipingendo i corpi piatti, alla maniera di Matisse, forse per evocarne il vuoto esistenziale, o alla Lichtenstein per trasformarle al limite in una vignetta che appare come immagine ripetitiva.

Tom Wesselmann. Nudes (1968-2004)
Roma, Lipanjepuntin artecontemporanea Gallery
dall'8 febbraio al 25 marzo 2007
Orari: martedì-sabato h 14.00/20.00 o su appuntamento
Tel. 06-68307780
Fax 06-68216758


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