Elisa Campana - 14.02.2007
Il dolce veleno dello scorpione , scritto da Bruna Surfistinha, è un'opera priva di inibizioni e reticenze, in quanto Raquel ci parla senza falsi pudori né censure della sua vita da meretrice.
Indubbiamente siamo davanti ad una ragazza che ha un'infanzia ed un'adolescenza travagliata, una borderline che soffre di alcune patologie ossessivo-compulsive non trascurabili (il rapporto travagliato e contrastato con la sua famiglia tradizionalista e adottiva, i furti ripetitivi, la sua voglia di trasgredire pur essendo giovanissima) che la spingono a scegliere la via della prostituzione. Infatti, non sapendo fare nulla, reputa che il modo più semplice per guadagnarsi da vivere è mercificare il suo corpo.
Inizia a copulare in alcune case chiuse e poi continua anche quando si è resa indipendente.
Raquel, in arte Bruna, è una vera prostituta con un animo dolce e romantico - desidera di essere deflorata da un uomo che l'amasse e sogna l'Amore - ma descrive con dovizia le sue posizioni kamasutriche, le sue performance sessuali prive di censure e patine, dipinte nei minimi dettagli.
Tutto questo è ridondante, nel senso che la ragazza non nega di fare il mestiere per denaro, ma lo fa anche per desiderio carnale, per piacere.
Non si sofferma mai su dettagli precisi dei suoi clienti in quanto rispetta l'uomo che vuole consumare con lei (questo potrebbe apparire come un valore).
E' un susseguirsi di uomini, appartenenti a disparate classi sociali, che vogliono realizzare con Raquel le sue fantasie più nascoste; vi è un excursus fantastico: si parte dall'uomo povero che risparmia tutto l'anno, l'uomo facoltoso, lo sposato, il single, ma queste diverse figure sono accomunate dalla voglia di fare sesso con un'artista del sesso.
Il sesso orale e anale è un'arte per Raquel; si reca frequentemente al sexy shop: posto in cui tutte le donne vorrebbero entrare, ma alla fine, per evitare di essere considerate come immorali, desistono dal recarvisi.
Il sesso è vissuto in modo meccanico, trasgressivo e viene consumato sia con donne che con uomini, in casa sua, nella camera delle case chiuse oppure in club privè. E' promiscuo e macchinoso.
Questa meccanicità non la pervaderà nel momento in cui si innamora di Pedro.
Da questo momento Raquel si mette in discussione ed inizia a vivere l'Amore per quest'uomo sposato che rinuncia alla Sua famiglia e la redime.
Un romanzo toccante, spudorato, sincero e senza reticenze che fa trasparire il narcisismo di una donna che all'improvviso viene travolta dal successo del per blog, sul quale racconta la vita di una vera meretrice, ove dipinge in modo grossolano i "suoi" uomini e lo fa senza peli sulla lingua.
Un linguaggio scabroso, spinto e soprattutto una dettagliata descrizione di particolari, mai fuori luogo, sono gli elementi che rendono piacevole e gustosa la lettura dell'opera di una donna che non è mai oggetto della vita in quanto è stata capace di andarsene di casa e di guadagnarsi il pane, donando il suo corpo in cambio di denaro.
Una scelta difficile per una ragazzina di 17 anni che, per alcuni versi, è molto immatura, ma palesa la sua maturità nell'arte erotica, perversa e trasgressiva a tal punto che si arroga il diritto di dare dei consigli alle donne su come tenersi i mariti.
Superbo e azzardato per una ventenne.
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