Giulia Tarroni - 17.02.2007
Albano Guatti nasce a Udine nel 1950, ha studiato storia del cinema a Firenze ed ora, fotografo freelance, vive tra Venezia e New York, dove lavora dal 1978.
La sua personale, che si è conclusa a Roma il 3 febbraio, intitolata "Contortions" (LipanjePuntin artecontemporanea di via Monitoro), è un tripudio di corpi dinamici, flessuosi, un intreccio intenso di gambe, mani, braccia, teste, che si sfiorano in un bacio armonioso.
Sculture, disegni e foto sono i mezzi impiegati da Albano Guatti per studiare ed esplorare i movimenti corporei, per offrirli in una realtà diversa, colorandoli con tinte shock, come nell'opera "Kiss the Kiss", dove due corpi nudi si inarcano tra loro, in uno scenario fortemente erotico, offrendo un bacio esplicito e passionale.
Non si può identificare uno stile definito, forse è un dadaista, forse un futurista. Guatti reinventa l'arte, concepita come il tutto e il contrario del tutto, come libertà di forme, come un gigantesco cavallo che prima si libera nell'aria, poi si accascia sull'uomo che lo sostiene con la testa ("Movimento equestre").
Un artista eclettico, amante del colore, che offre ai nostri occhi un giusto mix di erotismo e riflessione sul corpo, vissuto in chiave astratta e dalle flessuosità sconvolgenti.
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