Annalisa Cameli - 02.03.2007
All'alba del 28 giugno 1969 un'irruzione della polizia nello Stonewall Inn di New York provocò incidenti e feriti, oltre ad alcuni fermati. Era la prima volta che gli omosessuali reagivano alle frequenti azioni di disturbo e di violenza che agenti in divisa e in borghese organizzavano da tempo nei gay bar del Village.
Nacque così il gay pride intesa come manifestazione, organizzando ogni anno in occasione della "giornata dell'orgoglio LGBT", nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 giugno, che commemora la rivolta di Stonewall.
L'anno dopo vi fu la prima marcia dell'orgoglio omosessuale a New York ed in altre 4 città americane, mentre a Londra e a Parigi si svolsero le prime manifestazioni pubbliche. Da allora ogni anno, l'ultimo sabato di giugno si svolgono i Pride ormai in molte città del mondo, almeno in quelle ove l'omosessualità maschile e femminile e la transessualità non sono perseguite per legge.
L'espressione Gay pride, nel significato più ampio, sta invece ad indicare la fierezza gay. L'"orgoglio gay" si basa su tre assunti: che le persone dovrebbero essere fiere di ciò che sono; che la diversità sessuale è un dono e non una vergogna; che l'orientamento sessuale e l'identità di genere sono innati e non possono essere alterati intenzionalmente.
Se ne sentono di tutti i colori e spesso si finisce per pensarla come il tale uno o il tale due, senza però prendersi la briga di farsi una bella ricerca e farsi una propria opinione personale.
Che cos'è il gay pride?
C'è chi dice che sia una festa gay, solo una "celebrazione" per far parlare di un mondo innaturale, che non ha necessità di esistere. C'è, poi, chi afferma che il gay pride sia organizzato per far sapere al mondo che esiste un mondo in cui le leggi naturali non esitono: donne con donne, uomini con uomini, uomini con il seno, donne con il pene... Viene vista, però, più come una trasgressione o, peggio ancora, come un problema sociale. E c'è chi afferma che "La questione sessuale rimane una questione aperta, ma non per questo occorre andare in piazza".
Di contro in città come Viareggio e Versilia le lesbiche e i gay sono accolti con sconti (con tessera ARCI).
C'è però un presupposto a cui pensare, neutrale: potrebbe essere comunque un evento che tende a "catalogare" determinate persone per le loro preferenze sessuali...? Ma d'altronde di questo tipo di eventi ne abbiamo già: penso a Miss Italia (solo belle), quiz in tv (solo acculturati)...
Sul sito www.gay.it nei mesi scorsi si è tenuto un sondaggio, per determinare la città in cui tenere il prossimo gay pride. Inizialmente la scelta era fra Roma e Bologna, è stata poi scelta la capitale.
Il fronte pro Roma, fra le tante, ha dato queste motivazioni: per «attirare l'attenzione delle istituzioni (Governo e Parlamento) sui diritti dei gay e sui PaCS e combattere l'omofobia crescente diffusa dalle alte sfere vaticane, che cercano prepotentemente di influenzare la politica nazionale a discapito della laicità dello Stato italiano che sta diventando una sorta di teocrazia», perché «a Roma c'è il Mieli», perché «a Roma non ci possono ignorare le istituzioni», perché «bisogna insistere nei posti "visibili" ai politici».
Molte altre le motivazioni, tutte sul fronte Vaticano (ne segnalo solo alcune, potete leggerle tutte sul sito gay.it): «sfilare davanti a questa chiesa orribile sarebbe molto bello»; «contro gli integralismi di Ratzinger e gli atteggiamenti supini nei suoi confronti di Prodi e degli altri»; «È la capitale della politica italiana, hanno voluto il nostro voto, noi oggi vogliamo i nostri diritti: ricordiamoglielo scendendo in piazza!»; «in tutta Europa i Pride si svolgono nelle capitali »; «è il centro del potere politico, così ricordiamo loro le promesse fatte...e poi cosi possono partecipare quelli del Vaticano!».
Ma quando nasce in Italia il gay pride? È un fenomeno tutto contemporaneo o ha radici profonde?
Il primo Pride Italiano si tenne il 1972, a Sanremo. Scaturì dalle proteste per un convegno sulla sessualità, in cui si ipotizzavano elettroshock e lobotomizzazione per i gay.
Tra gli invitati, ad esempio, c'era lo psichiatra inglese Philip Feldmann con la sua "terapia d'avversione", che consisteva nel proiettare "una diapositiva di un uomo nudo visto di spalle davanti ad un omosessuale. Se questi indugia più di otto secondi ad ammirarla riceve una scossa, un piccolo shock, attraverso gli elettrodi applicati ai polpastrelli. Poi la diapositiva dell'uomo scompare sostituita da quella di una bella donna, anch'essa nuda. In questo caso l'omosessuale non riceva alcuna scossa.". Varie altre proposte, come quella di Jefferson Gonzaga: l'omosessuale con una serie di trattamenti ipnotici, che potevano durare anche dieci anni, seguiti dall'incontro con una bella donna compiacente poteva cambiare gusti.
Il cattolico CIS voleva valutare la radicale "tecnica Reder" che consisteva "nel produrre una lesione in quella zona del cervello che si chiama nucleo ventricolare mediale" in parole povere una lobotomizzazione leggera.
Il neonato FUORI, Fronte unitario omosessuale rivoluzionario Italiano, ovviamente non ci stava. E chiamò a raccolta anche i militanti di altri paesi europei.
Quella mattina i luminari delle scienze sessuologiche furono accolti da una piccola folla arrabbiata che gridava: "Normali, normali". Era la ribellione dei potenziali pazienti che oltre a gridare mostravano cartelli con scritte di questo tenore: "Psichiatri siamo venuti a curarvi", "Psichiatri ficcatevi i vostri elettrodi nei cervelli", "La normalità non esiste", "Primo e ultimo congresso di sessuofobia" e così via...
Era la prima lotta italiana omosessuale a viso aperto.
In conclusione la storia di una fiction, che ha scatenato il finimondo, la prediletta dalle famiglie italiane "Un medico in famiglia". Il medico Oscar - gay dichiarato - si fidanzerà con un altro medico, un pediatra. Da qui è nata la polemica: Tv Sorrisi e canzoni, infatti, si spinse oltre la reale storia e scrisse che "i due andranno a convivere con la bambina di Oscar" (avuta dalla sua precedente unione con Jessica, quando non sapeva di essere gay).
Lino Banfi - nonno Felice nella fiction -, sul suo blog, ha affermato che «(...) i politici che non aspettavano altro per rilasciare le loro solite dichiarazioni. Mi viene da pensare che la polemica sia strumentale. In questo periodo si discuterà di Pacs in Parlamento e le divisioni sull'argomento non hanno colore politico ma sono, come si dice, trasversali. Fatto sta che favorevoli e contrari sfruttano ogni occasione per portare acqua al loro mulino. Questa è una di quelle occasioni: una vicenda decisamente secondaria all'interno del Medico in famiglia scatena tutti i dietrologi di turno che ci vedono un "preciso disegno di condizionamento delle coscienze". Esagerati. Per una semplice fiction che racconta la realtà per come è, senza nascondersi dietro a un dito»
(http://www.linobanfi.it/).
Il prossimo 10 Marzo si svolgerà a Roma una manifestazione nazionale per ribadire le richieste del movimento in un momento in cui le proposte di legge sulle coppie di fatto dovrebbero essere in discussione al Parlamento. Il Pride Nazionale unitario si svolgerà il 9 Giugno, sempre a Roma.
Bibliografia
"La nascita dell'orgoglio" A cura di Stefano Bolognini
Wikipedia
Didascalie immagini:
1, 2- Gay pride anni 70
3- Un disegno del famoso autore newsyorchese Keith Haring, artista gay, fiero di esserlo
4 / 17- Gay pride contemporanei, foto da tutto il mondo (New York, Brasile, Madrid, Islanda, Vancouver...)
Versione stampabile / Commenta questo articolo