Elisa Campana - 21.03.2007
Amori è un romanzo che ripercorre le varie performances amorose di Alina Reyes, una biografia sessuale scritta da una donna che ripensa al suo passato in maniera confusa, una sorta di diario personale dove la scrittrice si racconta come donna ed usa termini delicati per indicare gli organi riproduttivi umani.
Ad esempio, in riferimento alla vulva usa il termine rosa, per il pene adopera la parola stelo.
La reticenza di Alina nel nominare gli organi sessuali con il loro vero nome smorza l'erotismo che descrive nella sua opera, dove alberga una protagonista avida di sesso.
Un libricino sottile, di poche pagine dove la donna diventa protagonista del suo piacere, ma vuole anche darlo ai suoi partners; infatti, si parla di Amore e di rapporti sessuali consumati all'interno di questo contesto.
Alina è una donna che si concede perché ama e non perché è una poco di buono.
Ogni rapporto, anche se si può parlare di un cospicuo numero di amplessi, è vissuto in funzione dell'altro e in maniera trasgressiva.
Una donna che sceglie i suoi partners e che non è affatto costretta a subire il rapporto, ma persegue l'acme del suo piacere in posti inverosimili come sulle tegole di un tetto.
Alina si lascia andare a rapporti orali ed anali senza tabù, ma rispettando sempre le sue esigenze e quelle del suo compagno. E' una sorta di crocerossina che fa del bene agli altri per procurare il suo piacere, il suo godimento estremo.
Un'opera leggibilissima e realistica, anche se ci sono degli sbalzi cronologici notevoli, dei frammenti che si spezzano e poi ritornano come se l'autrice scrivesse di getto e poi avesse degli abbagli fino a ritornare a parlare di quanto aveva lasciato in sospeso prima.
Per queste ragioni, Amori è sicuramente privo di logica; nonostante ciò se ne consiglia la lettura.
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