Sabrina Falzone - 19.03.2007
Quando e come nasce in te la vocazione per l'arte fotografica?
Durante i miei studi universitari, in un periodo di crisi, iniziai a lavorare da un mio amico che aveva un laboratorio fotografico. Si stampavano tantissime fotografie, ancora non c'era il digitale; il laboratorio era frequentato da diversi fotografi del luogo che spesso parlavano tra di loro di fotografia, iniziai ad ascoltarli, a capire la tecnica piano piano.
Da un fotografo comprai la mia prima reflex, sinceramente non con grande entusiasmo. Gli dissi: "vediamo...". Da lì, iniziai a fotografare, capire i miei errori, continuare a sbagliare per capire, poi mi resi conto che per me la fotografia stava diventando qualcosa di serio, perché mi procurava delle forti tensioni emotive.
Secondo te, quali caratteristiche deve assolutamente possedere una fotografia per essere considerata erotica? C'è una differenza tra erotismo e pornografia?
Una fotografia per essere considerata erotica deve farci "denudare" da ogni sovrastruttura mentale che ci ferma e ci rinchiude in quei recinti che ci costruiamo da soli.
Il limite tra erotismo e pornografia è un concetto molto soggettivo. Parlerei di volgarità oppure no, la pornografia è volgarità, l'erotismo no.
Che valore ha il colore nella tua produzione fotografica? Credi che l'espressione venga alterata utilizzando l'intera gamma cromatica o soltanto il bianco e nero? C'è una differenza
nel risultato finale?
Utilizzo più il bianco nero, ma non so il perché.
Per i tuoi scatti preferisci utilizzare tecniche analogiche o digitali? Perché?
Uso tutte e due le tecniche indifferentemente, l'analogico è più emozionante anche in fase di ripresa.
Quali tipi di inquadrature prediligi?
Preferisco inquadrature abbastanza essenziali.
In che modalità stampi le tue fotografie? Puoi spiegarci il procedimento che solitamente adotti per la stampa?
Mi trovo molto bene con la stampa lambda, l'importante è soprattutto il rapporto che si crea con lo stampatore.
Che ruolo ha la dimensione temporale nelle tue opere?
Nella fotografia la dimensione temporale ha un ruolo fondamentale, a partire dalla temporalità tecnica nel riprendere una goccia che cade, alla temporalità dello scorrere degli anni quando fotografo un bambino o una persona anziana.
E i tuoi soggetti preferiti?
I soggetti che mi emozionano.
Parlaci della tua recente mostra personale presso il prestigioso Palazzo Patrizi di Siena. Come è stato articolato il percorso espositivo? Quali opere hai esposto nel contesto?
La mostra si è articolata su due linee: il bianco&nero ed il colore. Nella sezione bianco/nero ho esposto dei ritratti ad artisti del cinema italiano : Sergio Rubini, Giovanna Mezzogiorno, Tonino Delli Colli, Asia Argento ed altri. C'erano una serie di nudi, dei miei autoritratti e due opere di grande formato che rappresentano l'unicità dello sgocciolamento di gocce d'acqua.
Nella sezione colore ho inserito opere di grande formato lambda di profili di fiori, fotografati su sfondi neutri per esaltare la precarietà, quindi la bellezza del soggetto ripreso.
Il catalogo della mostra si è avvalso dei testi di Omar Calabrese e Mauro Civai.
Quali sono i tuoi modelli, a cui guardi con ammirazione? C'è un Maestro della fotografia in particolare da cui attingi?
I nudi di Modigliani, i cretti di Burri, la sintesi raggiunta da Capogrossi, tra i fotografi ammiro il lavoro di Newton, Araki, Avedon, Francesca Woodman.
Quali pensi siano gli aspetti originali delle tue fotografie?
Lascio agli altri la risposta.
Rivelaci i progetti che hai in cantiere.
Riuscire a sintetizzare il mio linguaggio sempre più.
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