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[Interviste] Sinuose emozioni. Intervista al fotografo Andrea Mazzucchelli, appassionato interprete del corpo femminile

Sabrina Falzone - 03.04.2007

Flessuosi corpi popolano la fotografia di Andrea Mazzucchelli, pregni di una sinuosità inedita e al tempo stesso delicata. Sono sussurri di vita, amore ed erotismo, studiati nell'istante, rubati al tempo. Specializzatosi sulla fotografia di ritratto presso l'agenzia milanese "Elite Photo Model", dal 2001 Andrea Mazzucchelli collabora con l'associazione "Click Art's" per la realizzazione di eventi culturali legati al mondo della comunicazione visiva tramite proposte di workshops, mostre, corsi di fotografia e lettura portfoli.



In quale occasione ti sei avvicinato alla fotografia?

Il mondo della fotografia ha sempre fatto parte della mia vita sin dagli inizi, i miei primi "ricordi fotografici" sono all'interno della camera oscura con mio padre, il pregnante odore dell'acido acetico che riportava alla memoria i momenti esaltanti e magici dell'immagine, che si formava piano piano sotto i miei occhi. Scatto praticamente da sempre, ma è grazie ad una collaborazione con un'agenzia fotografica milanese che ho avuto modo di specializzarmi e capire qual è il mio settore di interesse: il ritratto.

Quali esperienze annoveri nel campo della fotografia fino ad oggi?

Nel campo del ritratto è stato fondamentale l'ingresso nel mondo della fotografia professionale , ma le migliori esperienze fotografiche le ho vissute attraverso l'associazionismo; la possibilità di crescere professionalmente ed imparare da chi "ne sa di più" ma soprattutto è partecipando attivamente alla vita associativa, che si presentano innanzi le maggiori opportunità. Ho all'attivo parecchie mostre collettive,la partecipazione a workshop e corsi di fotografia, sia come insegnante che come alunno, perchè non si deve mai smettere di fare gli "allievi", la fotografia è ispirazione e l'ispirazione deriva da ciò che abbiamo vissuto.

Cosa vuoi trasmettere fotografando la natura? E fotografando un corpo?

A mio parere, fotografare, come qualsiasi forma d'arte, significa voler esprimere un'emozione. La capacità dell'artista sta nel rendere leggibile questa emozione. Le condizioni di ripresa per lavorare su un paesaggio naturale o con una persona di fronte sono differenti; nella fotografia di natura il risultato è dato soprattutto dai valori di esposizione utilizzati sulla fotocamera e dalla particolarità della luce al momento dello scatto, ricerco molto la pulizia nella composizione dell'immagine e utilizzo le diverse tecniche di ripresa in base alle condizioni di luce, ad esempio, amo allo stesso modo un rosso tramonto che si riflette nel lago o la luce diretta che crea ombre nette. Il valore artistico dell'immagine sta nel riuscire ad esaltarne la peculiarità del momento, dell'"istante" e ovviamente a trasmetterne la sensazione provata. Le mie immagini di ritratto sono esclusivamente scattate all'interno di uno studio di posa, quindi per la maggior parte studiate. La preparazione del set fotografico è già di per se' un momento emozionante che culmina con la ripresa stessa, con la possibilità di decidere a priori ed in qualsiasi momento, quali sono gli aspetti che si vogliono far risaltare. Importante valenza nel lavorare con una persona è il poter condividere l'emozione della sessione fotografica, l'interazione e la complicità che si creano tra fotografo e fotografato sono sensazioni indescrivibili.

Secondo te il nudo è volgare? Può esserlo?

Il nudo può essere volgare. La famosa linea di confine è davvero molto labile e soggettiva. A mio parere una immagine di nudo diventa volgare nel momento in cui l'emozione trasmessa non è più una sensazione accennata, ma un chiaro riferimento alla sessualità che voglia esaltare gli "istinti" piuttosto che stuzzicarli.

Cosa cerchi di estrarre da una donna senza veli?

Dall'immagine di una donna senza veli è piacevole la ricerca della sinuosità del corpo, un corpo che spesso non è perfetto, ma che alcune linee non demarcate nella foto stessa ce lo fanno immaginare, piuttosto che vedere.

Che rapporto hai con le tue modelle?

Con le mie modelle ho un ottimo rapporto di tipo professionale. La simpatia e l'amicizia non trascendono mai dai ruoli che nei momenti di lavoro ognuno di noi ricopre.

Quale aspetto ti emoziona di più nell'arte fotografica?

Rischio di essere ripetitivo, ma confermo che il momento di maggiore esaltazione è durante la ripresa. Il divertimento di variare l'esposizione della fotocamera o la posizione delle luci, di lavorare con tutti gli sforzi per immaginare quale sarà il risultato finale. La stampa è, infine, considerata la fedele riproduzione di un istante, la suggestione di un ricordo.

Ti ispiri a qualche maestro della fotografia internazionale? Chi?

Sebbene siano di fondamentale importanza per le scoperte fatte in campo tecnico–fotografico, non amo molto i fotografi del XIX secolo, apprezzo molto di più la fotografia della metà del XX secolo, in quanto ritengo questi fotografi dei privilegiati perché hanno avuto la possibilità di poter ritrarre l'Italia nel suo "fulgido istante", ricavandone dei documenti di enorme valore culturale e artistico; i miei favoriti sono due italiani: Gianni Berengo Gardin e Mimmo Jodice. Per quanto riguarda le immagini di ritratto non guardo assolutamente agli attuali maestri del glamour, Rocchi, Marocco, ecc., cerco piuttosto un mio stile nel rendere flessuoso il corpo femminile.

Quanto hanno di artificiale le pose assunte dalle tue modelle?

Poco è lasciato al caso nei miei scatti, in una sessione fotografica parto sempre con delle direttive ma lascio comunque alla modella la libertà di proporsi e di esprimersi, per sentirsi a proprio agio davanti alla fotocamera. All'interno di questo ampio contesto è mio dovere riuscire a cogliere il taglio più efficace o ricercare quella sfocatura che spazzi via tutto il superfluo e venga resa la mia personale idea di ritratto.

Puoi rivelarci i tuoi obiettivi professionali?

Parlare di obiettivi professionali mi mette in imbarazzo, la mia frase topica è la seguente: "Fotografo solo ciò che mi piace, poi, se i miei scatti piacciono, sono più contento!". Il risultato che cerco non è certo la consacrazione nel mondo della fotografia, piuttosto la possibilità che le miei immagini siano viste.




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