Elisa Campana - 28.04.2007
Dipingere con le dita e realizzare delle opere, ove i protagonisti hanno dei corpi muscolosi e ben definiti: che percorso formativo hai svolto?
Sono completamente autodidatta.
"Lucifero", una delle tue imperiose opere ritrae un uomo nudo, in cui viene dato
particolare risalto alle natiche: come mai questa scelta?
Avevo la necessità di imprimere sulla tela il corpo di un uomo che io considero bello e sensuale quanto quello di una donna, come avrai notato, però, è di schiena, infatti non riesco a dipingere le nudità maschili, non le trovo belle e parlo solo di una questione estetica.
Le natiche sono sensuali, ma sono anche simbolo sessuale di penetrazione
anale. Cosa ti spinge a prediligere questi ritratti di uomini e non quelli
di donne?
Quel quadro è nato così, non c'era un motivo preciso se non quanto detto sopra.
Eppure i corpi che ritrai hanno un qualcosa di femminile: come giustifichi
questa cosa?
Platone nel parlare del mito dell'androgino spiega bene il concetto di dualità: in noi c'e' sia uomo che donna ed io cerco di esasperare questo concetto.
Una donna non viene rappresentata con sembianze femminili, ma maschili,
basti considerare l'importanza che viene conferita agli addominali che sono
sproporzionati per un corpo di donna, alle gote che sono gonfie. Cosa ti
piace degli uomini, dei loro corpi e cosa detesti delle donne? Sembra che
tutto sia concentrato sul mondo maschile non su quello femminile. La donna è
deformata nelle sue linee che solitamente sono sinuose.
In realtà rappresento anche donne molto femminili, sempre in coppia, certo è che la maggior parte hanno una componente maschile costante, ma personalmente io adoro il corpo femminile essendo gay anche io.
Quando rappresenti i personaggi che popolano le tue tele hai uno schema
mentale ben definito, oppure no? Ti arriva l'ispirazione e prendi colori ad
olio e tela e inizi a dipingere quello che ti passa per la testa?
Diciamo che ho una idea di quello che voglio rendere con le mie "creature".
Poi prendo tela e colori e...le mie mani. E' ora di iniziare!
Le tue tele esprimono passione e rappresentano delle persone che, non curanti
della razza, della cultura e del sesso dell'altro, decidono di
copulare. Mi riferisco alla tela denominata "Gino&Pino", ove si evince una
trasgressione pulita. Da cosa nasce questa voglia di rappresentare una scena
così forte e allo stesso tempo così controtendenza?
"Gino & Pino" è uno dei quadri censurati, non ritengo però che esso rappresenti una scena forte, se la sola cosa che lo rende "forte" è perché ci sono un uomo bianco ed uno nero in un letto, due uomini che dormono; dormono, ma è solo quello che l'occhio di chi osserva che alla fine emerge.
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