Fabio Dalmasso - 29.04.2007
Ce n'è davvero per tutti i gusti: Bertrand Férrier e Stéphan Lévy-Kuentz ne hanno fotografati più di 300: da quelli in pelle o lattice a quelli commestibili, passando attraverso quelli da vestire o quelli semplicemente da usare. Stiamo parlando dei giocattoli del sesso, oggetti di varie dimensioni, colori e utilizzi che donano una nuova visione al rito sessuale.
Perché mai come in questo caso è d'obbligo parlare di ritualità: cosa pensereste se il vostro partner si presentasse indossando uno slip di vinile, una vera e propria corazza per il busto, composta da cuoio e acciaio, e una frusta in mano? Probabilmente state per mettere in scena quel gioco in cui il padrone domina la sua schiava o viceversa, un vero e proprio rito che prevede una forte partecipazione mentale, che è la vera forza motrice dell'erotismo.
Ma non ci sono solo maschere di pelle o fruste multiuso (usata da una parte fustiga il dominato, dall'altra viene in aiuto durante i momenti di autoerotismo): quale migliore strumento per restare a stretto contatto col partner se non lo slip a due piazze? O come riscaldare una serata se non con Hot Memory, il gioco di carte mnemonico stile Memory, ma con raffigurazioni hard?
"Sex toys" passa in rassegna tutto l'ampio universo legato alla sessualità e all'erotismo, fotografando gli oggetti che popolano le fantasie maschili e femminili e trasformano il semplice atto sessuale in qualcosa di molto più intenso: se un'ampia sezione è interamente dedicata all'abbigliamento intimo, visto sotto ogni sfaccettatura (dai pizzi al cuoio), un'altra si occupa di immortalare quello che potremmo definire il "gioco dell'identità"; ecco, allora, il grembiulino molto succinto per la sexy cameriera, la divisa grigio-verde per il giovane e aitante militare, la penna rossa e gli occhiali per la severa maestra, l'uniforme «rosso sangue» per il pompiere muscoloso o, ancora, il lecca-lecca per la Lolita di turno o la divisa candida per l'infermiera addetta al paziente inquieto.
Fantasie che prendono corpo negli oggetti fotografati da Bertrand Férrier e Stéphan Lévy-Kuentz e che permettono di conoscere, tra l'altro, le innumerevoli tipologie di vibromassaggiatori e dildo. Forme, colori, usi e destinazioni diversi permettono di poter scegliere tra una gamma davvero molto ampia di giocattoli per l'autoerotismo (e non solo): da quello a forma di coniglio a quello che sembra un mouse, fino a quello doppio (stimolazione completa) a quello da borsetta: comodo, portatile e sempre pronto all'uso. Molto originale la cosiddetta «lingua elettrica» che riproduce le movenze della lingua umana quando questa non c'è: attenzione però, questa non è fatta per baciare.
Arricchisce la lunga serie di fotografie una breve (forse troppo breve) intervista a Nathalie Rykiel, «la prima nell'universo della moda ad aprire una boutique di lusso specializzata nel piacere e a introdurre in Francia il Sex Toy esteticamente corretto»; nelle sue parole emerge lo spirito che sta dietro l'uso dei sex toys: «Per me il sex toy non è assolutamente sinonimo di solitudine, né di sessualità triste». I sex toys sono semplicemente oggetti, a volte simbolici, che trasformano la passione e l'erotismo in realtà, mettendo in pratica le fantasie sessuali che ogni persona ha e che permette a tutti di vivere il sesso come quello che è: gioco, fantasia e piacere.
Titolo: Sex toys
Autori: Bertrand Férrier e Stéphan Lévy-Kuentz
Editore: Guido Tommasi Editore
Pagine: 352
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