Curiosità

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[Curiosità] Senza non resisto: il sesso compulsivo.

Fabio Dalmasso - 31.06.2007

In Italia sono quasi 3,5 milioni, cioè il 6% della popolazione. Negli Stai Uniti all'inizio degli anni novanta raggiungevano la medesima percentuale, ma nel corso degli anni sono aumentati e oggi sfiorano l'11%, quasi 20 milioni di persone. L'esponente tipico di questa categoria appartiene al genere maschile, ha tra i 26 e i 35 anni, spesso è single, frequentemente di ritorno, cioè separato, divorziato o vedovo, ma anche chi ha un partner fisso è rappresentato con un terzo delle presenze. Si tratta dei sex addicted, persone che provano un continuo e irrefrenabile impulso a soddisfare il proprio desiderio sessuale.

Occorre subito sgomberare il campo da possibili equivoci e non confondere un sano appetito sessuale da quella che assume tutti i tratti di una vera e propria dipendenza, con carattere compuslivo e coatto del desiderio, che viene aggravata dalla progressiva tolleranza, cioè il bisogno di stimoli sempre più forti, e dall'astinenza, con sintomi quali aggressività, insoddisfazione e malumore quando non si riesce a raggiungere la soddisfazione.

Il primo a classificare tale dipendenza fu Richard von Krafft Ebing, nel 1886, il quale intuì il carattere estremamente pervasivo di questo disturbo, che può sfociare in una vera e propria ossessione; nel corso della storia sono state diverse le definizioni date a tale comportamento: erotomania, ipersessualità, dongiovannismo, ninfomania, satiriasi, iperfilia; oggi si tende a parlare di sesso compulsivo quando si presenza "una forte pulsione sessuale che costringe chi ne soffre a compiere azioni a sfondo sessuale indipendentemente dagli effetti negativi che possono comportare per sé o per gli altri". Spesso, in seguito alla soddisfazione del desiderio, segue una fase depressiva, caratterizzata da una profonda disperazione, con sofferenza e vergogna per il proprio comportamento.

L'impulso a soddisfare il proprio desiderio può avere serie e pericolose conseguenze sociali, quando la persona si spinge oltre il limite e mette in atto comportamenti rischiosi o illegali: dall'esibizionismo estremo al frotteurismo (strofinamento dei genitali in luoghi affollati) fino ad atti estremi come molestie sessuali e stupro.
Le cause di tale dipendenza dividono ancora gli studiosi: alcuni ne attribuiscono l'origine all'età infantile, quando sentimenti di smarrimento e senso di solitudine hanno dato origine a un bisogno irrefrenabile e non mediato di cose che possano dare, in seguito, conforto, che facciano sentire bene e siano sempre disponibili. Altri attribuiscono la dipendenza da sesso all'insufficiente produzione di prolattina, l'ormone che aumenta la propria concentrazione dopo l'orgasmo, riducendo il desiderio sessuale e causando, inoltre, il cosiddetto periodo refrattario.
Quale che sia l'origine del disturbo, resta certo il suo notevole influsso sulla vita di chi ne soffre: essendo la soddisfazione del desiderio l'imperativo della propria esistenza, esso spinge la persona a mettere da parte tutte le attività che non possono portare a placare la sua carica sessuale: spesso viene trascurato il lavoro, la famiglia e le amicizie.
Negli ultimi anni la sex addiction ha trovato una sua nuova fisionomia in Internet, tanto che alcuni parlano già di Internet Addiction Pornophilia o Internet Sexual Addiction. Come nel caso reale, anche in questo sesso compulsivo virtuale la ricerca della soddisfazione è costante, assumendo caratteristiche come la tolleranza, la deprivazione, la preoccupazione e la perseveranza che, nei casi più estremi, porta all'abbandono dei rapporti sessuali reali preferendo a loro quelli virtuali.

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