Sabrina Falzone - 06.07.2007
Claudio Marcon è un fotografo in continua evoluzione. S'ispira in primis a Cartier Bresson, ma nel genere del nudo guarda a Newton, in particolare al reportage Salgado. E' stato, inoltre, il fotografo ufficiale della mostra itinerante "EroticArt" presso le Officine Artistiche di Treviso.
Quando e come hai iniziato ad appassionarti di fotografia?
Direi fin da bambino, quando per casa giravano delle foto; mi sembrava qualcosa di magico rivedere persone e momenti vissuti poco tempo prima. Ne sono stato catturato.
Quali soggetti prediligi per i tuoi scatti?
Sono innamorato della fotografia, di essa mi piace quasi tutto. Il reportage, il nudo e la figura ambientata, sono i miei temi preferiti.
Quale messaggio vorresti esprimere con le tue fotografie?
Vorrei far capire che la fotografia insegna a guardare e a cogliere le cose e restituisce i momenti della vita che spesso sfuggono. Imparare soprattutto a guardare un soggetto da angolature diverse: scopri sempre qualcosa di nuovo.
Secondo te un nudo può essere volgare o scandaloso?
Il nudo e' un genere fotografico difficile; basta poco per cadere nel banale. Secondo me può essere più volgare che scandaloso.
Ti ispiri a qualche maestro della fotografia in particolare?
Molti, visto che la mia fotografia spazia in vari generi. Cartier Bresson per primo. Nel genere del nudo sicuramente Newton, nel reportage Salgado.
Al momento quali progetti hai in cantiere?
Porto avanti le mie ricerche cercando di rinnovarmi, spero di poter allestire delle mostre in qualche luogo prestigioso.
Ci vuoi svelare il tuo sogno nel cassetto?
Realizzare un libro fotografico importante.
Claudio Marcon è stato il fotografo ufficiale della mostra itinerante "EroticArt" presso le Officine Artistiche di Treviso.
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