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[Letteratura] Ho goduto: autobiografia di una ventenne alla ricerca dell'orgasmo

Elisa Campana - 23.08.2007

Orgasmo questo sconosciuto. Orgasmo che molte donne fingono pur di accontentare e potenziare la virilità dei loro partner. Orgasmo che Sarah, la protagonista di questo romanzo, persegue sino allo spasmo, all'esasperazione.
Sarah, vent'anni e dinnanzi a un corpo pieno di pulsioni giovanili, di violenze subite dai suoi coetanei che cercano di soddisfare il loro piacere, non curanti del piacere che devono dare alla donna.
Incontri consumati negli androni, in palazzi dismessi, in corridoi. Lo zampillare dello sperma, il pene che si inturgidisce ed esplode dentro l'ano e la vulva di questa ragazzina che non gode.
Ossessionata dall'orgasmo vive delle situazioni che hanno dell'inverosimile, lascia agli altri decidere della sua vita e non diventa mai protagonista del suo corpo e della sua mente.
Freme, ma non gode.
Un'opera che si divora, un'opera che appassiona, che prende per il linguaggio schietto e adolescenziale di una quasi donna che è tormentata dal fatto che il suo corpo non tocca l'apice del piacere.
La voglia di essere la puttana di turno, la consapevolezza di saper eccitare in qualsiasi luogo e istante un uomo fanno di Sarah una ragazza cosciente dei suoi limiti e soprattutto un soggetto che ha imparato, dopo gli abusi e le violenze subite, a far impazzire un uomo e a lasciarlo in preda al suo "quasi venire".
Una stronza che ben presto si scolla dalle altre sue coetanee e fa del suo corpo un oggetto di attrazione, di attenzione da parte del sesso maschile, ma pur sempre un involucro inquieto.
Solo Andrés, un cinquantenne, le regala quell'orgasmo sospirato e tanto atteso e lo fa coinvolgendola mentalmente e fisicamente come fanno le api in calore.
L'orgasmo viene comparato a questa danza che si innesta lentamente per poi regalare un crescendo.

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