Giulia Tarroni - 05.10.2007
Badra è una donna algerina, è bella, giovane, prosperosa. Sa quale sarà il suo destino: essere chiesta in sposa da qualche vecchio benestante, sverginata e preparata a partorire figli.
Badra sa tutto questo, ed ha paura.
Il vecchio marito la umilia, la prende con la forza notte dopo notte, fino a che lei fugge a Tangeri, dalla zia, dall'amica pronta ad accoglierla.
Ed è dalla zia che Badra rinasce, conoscendo finalmente il piacere.
"La mandorla" è un libro assolutamente innovativo: è infatti la prima volta che una donna di fede islamica mette a nudo se stessa ed il suo mondo, rompendo il tabù culturale che vuole segreto e riservatezza assoluta sulla vita matrimoniale e sessuale delle donne arabe.
Un mondo dove ciò che conta sono solo la verginità al momento del matrimonio, e la capacità di procreare. Altro non è preso in considerazione.
Ma Badra non è merce di scambio, è innanzitutto una donna, capace di prendere consapevolezza del suo corpo, e del potere che ha, con questo, di strumentalizzare l'uomo.
Si tratta di un romanzo complesso, imperniato sulla crescita psicofisica di una donna araba, sulle sue frustrazioni, sulle sue paure.
Pagina dopo pagina si soffre con lei, cresce un senso di ribellione nel leggere le angherie che le sono riservate, si scoprono scorci d'Algeria, scorci di mondi per lo più sconosciuti, arsi dal sole e dal finto pudore.
Si conoscono uomini incapaci di amare, schiavi di una cultura sessista ed autoritaria, che riserva sofferenza ed emarginazione: un libro ricco di erotismo e fantasie, una denuncia politica, un susseguirsi di piaceri di ogni sorta.
Perché, come dice l'autrice stessa "Di fronte ai peccati di una donna, gli angeli sono uomini come gli altri".
La mandorla
Autore: Nedjma
Editore: Einaudi
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