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[Interviste] Confessioni di una pornoromantica: intervista a Carolina Cutolo

Giulio Ragni - 19.10.2007

Realizzare un'intervista non è mai facile: il rischio di porre domande banali, o viceversa di trovarsi di fronte a persone restie ad esprimersi o mortalmente noiose, è sempre molto alto.
Parlare con la scrittrice Carolina Cutolo, autrice del best-seller Pornoromantica, molto dibattuto mediaticamente per la spregiudicatezza linguistica e, aggiungerei, per la sincerità con cui affronta l'eros e i temi legati alla sessualità, è stata una piacevole eccezione: non so se sono stato banale - i lettori spero mi perdoneranno - ma Carolina Cutolo è stata tutto fuorché mortalmente noiosa.
Il titolo Pornoromantica suggerisce l'unione di due aspetti fondamentali nella vita di ogni individuo, la consapevolezza della propria sessualità e il bisogno di esprimere i propri sentimenti. In un'epoca come la nostra dove l'esibizione del sesso è dappertutto, è diventato invece più difficile esternare le proprie emozioni e il proprio mondo interiore?
"Secondo me è naturale che esternare le proprie emozioni e coltivare l'intelligenza emotiva sia una cosa difficile in un mondo che non mette l'autenticità al primo posto tra i valori più importanti. Credo che uno dei problemi principali dell'essere umano sia la pigrizia, perciò preferiamo lasciarci rassicurare da schemi, false certezze di ruolo piuttosto che metterci in gioco a 360 gradi, nel sesso come in tutte le cose belle della vita. Tanto più in un momento come questo di sovraesposizione mediatica del sesso usato come specchio per le allodole quasi sempre allo scopo di vendere qualcosa. Questo purtroppo crea un immaginario e una serie di luoghi comuni sessuali assolutamente deleteri per un essere umano già, come dicevo, molto pigro, che quindi il più delle volte si ferma alla prima impressione, alla superficie delle cose."
Il successo del libro nasce dal tuo blog: cosa ne pensi della diffusione di strumenti come appunto il blog o le chat erotiche? È nella virtualità che oggi le persone si sentono davvero libere?
"Bisogna distinguere. Il blog e la chat erotica sono sicuramente spazi di espressione favoriti dall'anonimato o comunque dall'assenza della propria faccia e dalla possibilità di pensare prima di scrivere. Ma il blog oltre a questo è anche uno spazio versatilissimo, una palestra di scrittura, un'occasione di confronto coi lettori e anche una vetrina per le proprie capacità all'indirizzo di editori o quant'altro. Detto questo trovo che sia più facile esprimersi liberamente dietro a un monitor, ma anche che questa sia una liberazione a metà e che il rischio costante di distorsione della realtà, di proiezione di proprie aspettative e di dipendenza sia altissimo, soprattutto nella chat, e infatti io da romantica consapevole me ne tengo alla larga, ci metterei pochi secondi a trovare l'uomo della mia vita e chissà quanto tempo a capire che mi sono immaginata tutto e che la realtà quotidiana è tutta un'altra cosa. È nella realtà che bisogna secondo me innanzitutto coltivare la liberazione dei propri istinti e desideri più genuini."
Sono incuriosito dal tipo di reazione che possono avere gli uomini nei confronti dei tuoi scritti. Secondo la tua esperienza, aldilà di una sicurezza di facciata, non è che gli uomini si rivelano alla fine più "conformisti" di quanto credano, e forse anche meno fantasiosi rispetto alle donne, sotto le lenzuola?
"In quattro anni di discussioni sul blog e di email private in cui mi sono trovata ad affrontare i più disparati punti di vista sul sesso con i più disparati tipi di persone, quello che posso dire è che il conformismo lo si trova sia tra gli uomini che tra le donne, ma anche che ci sono molti esemplari di entrambi i generi che coltivano la curiosità e la voglia di mettersi in discussione in favore di una vita sessuale più felice, più libera da pregiudizi. Quindi secondo me il conformismo è trasversale al genere di appartenenza, cambia solo il tipo di modello a cui ci si conforma (o si tenta disperatamente di conformarsi). Per quanto riguarda il "sotto le lenzuola" per noi donne è più difficile accontentarci, la nostra eccitazione è più mentale e più lenta nell'arrivare al culmine, quindi soffriamo di più di un uomo conformista, perché se le cose avvengono in modo "standardizzato" e meccanico è la morte dell'eros. Chiaramente anche per un uomo, se una donna agisce in modo "conformista" sotto le coperte, la cosa è meno piacevole, ma il vero problema è che purtroppo molte di noi, per risolvere questo dilemma, pur di non rinunciare a portare una maschera, imparano a fingere. Inutile dire quanto tutto questo sia infinitamente triste."
Mi ha colpito molto il fatto che tu abbia scoperto l'autoerotismo superati i vent'anni: mi ha fatto venire in mente esperienze analoghe di altre esponenti della cultura e dello spettacolo, penso ad esempio alle canzoni di PJ Harvey. La masturbazione femminile è davvero ancora un tabù? E se non lo è, quali lo sono secondo te (ammesso che ce ne siano...)?
"La masturbazione femminile è indubbiamente ancora un tabù. Al di là del mondo della cultura e dello spettacolo dove ne succedono e se ne dicono di tutti i colori, nella vita di tutti i giorni pochissime donne ammettono di masturbarsi o ne parlano semplicemente tra loro come invece avviene tra gli uomini. Nel mio libro ho cercato proprio di fare giustizia a questo proposito e conferire alla masturbazione la dignità che merita, descrivendola come un superpotere del corpo, come una gioia tra sé e sé. I tabù ci saranno sempre, ne elimini uno e ne nascono due, alcuni sono ineliminabili e magari anche funzionali a un certo tipo di società, ma quello sulla masturbazione non è davvero tra i tabù benigni! Il bello dei tabù maligni invece è proprio il divertirsi a scovarli e scardinarli, per poi aprirsi (parlando di sesso) a dimensioni di piacere nuove e tutte da scoprire, a qualsiasi età."
Ci sarà un Pornoromantica 2? In quale direzione si avvia la carriera di Carolina Cutolo?
"Non credo che ci sarà Pornoromantica 2, perché l'argomento (dopo quattro anni di blog e un libro) comincio a sentirlo piuttosto esaurito. Al momento sto scrivendo la sceneggiatura per un albo a fumetti, e mi sto divertendo moltissimo perché sto scoprendo come la possibilità di contrapporre il testo e il disegno di una vignetta fornisce stupendi stimoli all'uso dell'ironia. Sono sempre stata un'appassionata di fumetti, mio padre li colleziona da sempre e ogni tanto vado a spulciare nella sua ricca libreria, quindi non escludo che, se questo primo esperimento riuscisse, continuerò ad orientarmi sulla scrittura per i fumetti. La prima storia di questo albo sarà presentata - e ci sarò anche io - alla Fiera del Fumetto di Lucca il 2 novembre."
L'ultima domanda: c'è ancora qualcosa che Carolina non riesce ad esprimere, né a se stessa né agli altri? C'è ancora un' "intimità", una parte di te che non ti senti di violare, o meglio, di mettere al centro dei tuoi discorsi, della curiosità di chi ti legge?
"Certo, per esempio una cosa per cui provo davvero pudore e senso di intimità è quello che provo nel presente. Posso parlare di storie passate, di pratiche sessuali che favorisco, ma le emozioni che vivo oggi sono solo mie e di chi le vive con me. Se sono innamorata, se non lo sono, se mi sto vedendo con qualcuno o se sono in astinenza da un po', sono cose che tengo per me."
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