Marco F. Ferrari - 22.10.2007
Le Shunga (pitture della primavera)sono le stampe erotiche giapponesi appartenenti
alle xilografie policrone della scuola Ukiyoe.
Nella storia delle arti figurative del Giappone, queste occupano un posto di rilievo.
A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, grazie soprattutto alla critica
occidentale, si è scoperta l'importanza del genere erotico, senza dimenticare che la
scuola Ukiyoe ebbe un enorme influsso sui pittori impressionisti francesi.
Storia
Gli antenati delle Shunga, sono gli Emakimono del periodo Kamakura (1185-1333),
genere di pittura erotica sviluppatasi all'interno del mondo aristocratico. Ricordiamo ad
esempio il Yobutsu-Kurobe (La lotta Fallica) o il Fukuro Hoshi Ekotoba (Il Monaco nella
Valigia). Erano rotoli dipinti che illustravano storie più o meno licenziose.
Successivamente si passò ai fogli singoli, in genere scene composte da 12 fogli;
questa nuova invenzione viene attribuita al pittore Tosa Mitsunobu (1434-1525) e
raggiunse la massima diffusione dal periodo Kicho al periodo Genroku
(1596-1703).
Erano pitture dai colori vivaci e dalle linee fluide che ispireranno i primi artisti della
scuola Ukiyoe.
Lo Shunga venne influenzato dalle stampe erotiche cinesi della dinastia Ming (1368-
1683), ma come accadrà per molte discipline artistiche giapponesi, il genere
conquistò in Giappone completa autonomia e raggiunse esiti estetici insuperati.
Oltre ai culti Shintoisti, Mistici ed Agrari del Giappone antico, per la nascita degli Ukiyoe,
fu decisiva la cultura della borghesia mercantile urbana di Edo, (l'antica Tokyo), Kyoto e
Osaka, caratterizzata da una spregiudicata libertà sessuale.
Un chiaro esempio è la rappresentazione dei genitali, spesso sottolineata dalle
dimensioni enormi e sproporzionate.
Accanto al carattere edonistico della cultura mercantile, lo spirito artistico era intriso di
una volontà intenta a dare uno scopo etico e didattico a queste opere: ricordiamo che la
morale puritana cristiana era totalmente assente.
Le Shunga riescono a velare l'osceno non con le immagini, arbitrariamente accusabili
di pornografia, ma con il valore più alto: quello dell'arte...
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