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[Cinema] La bestia di Walerian Borowczyk

Giorgio Neri - 04.12.2007

E' il film più tagliato e censurato del regista polacco.
La violenza grafica, la sua carica emotiva al limite della pornografia ne fanno un capolavoro di un cinema che si potrebbe definire post-surrealista, intendendo così il necessario passaggio, negli anni Settanta, dal surrealismo 'bunueliano' a quello di una più profonda libertà espressiva che non eliminasse la parte più corporale, fisica, masturbatoria del sogno. La Bestia è sì quella specie di lupo gigante che compare nei sogni erotici della protagonista, ma è soprattutto il suo membro ad essere il motore dell'azione del film. Il regista introduce ogni genere d'immagine sessuale: dall'accoppiamento dei cavalli alle figure disegnate su libri o quadri, alle eiaculazioni del membro della bestia, alla masturbazione della protagonista, ai rapporti sessuali tra il cameriere e la figlia del marchese, alla non tanto velata pedofilia del prete. Un calderone di sessualità repressa, di passione carnale che esploderà con la rivelazione finale, cioè quando si scoprirà che la bestia altri non è che il futuro sposo della protagonista, ormai morto perché ucciso da lei stessa nei suoi sogni d'accoppiamento con la bestia-lupo che, infatti, muore per il troppo desiderio della donna. Ecco allora come Borowczyk scardini la controllabilità delle immagini filmiche per un'analisi impietosa della borghesia senza utilizzare le raffinatezze stilistiche di Bunuel, ma innervando il film del più basso e becero istinto animale, che fa l'uomo e che soddisfa la donna. E questa è l'accusa che muove il regista contro la bigotta morale della Chiesa, incarnata nella figura del cardinale del Vaticano, ma anche dell'insistita misoginia del conte, zio del futuro sposo-bestia. Queste regole non possono sussistere se il mondo regge sul desiderio e sulla passione. Sono castranti e frustranti. Portano inevitabilmente a nascondersi, a vergognarsi e per Borowczyk (che ha dedicato quasi l'intera sua filmografia all'erotismo) un tale meccanismo è sottomissione al potere costituito della famiglia come dello Stato. La via da percorrere sarebbe il sogno e l'illusione di un desiderio da soddisfare da soli (da vedere la 'scena della rosa', simbolo della distruzione progressiva di un amore castrato) oppure, ed è la peggiore delle ipotesi, la morte dopo l'amplesso, la fine dopo il piacere vissuto e il desiderio ritrovato e soddisfatto.
Così se il tono del film è ironico (e addirittura comico), grazie anche alle musiche di Scarlatti, dall'altra parte ci si accorge che La Bestia è un film che mette una grave ipoteca sulle relazioni umane, perché bloccate alla formalità della società borghese o aristocratica, ostracizzate dalla morale cattolica o dalla morale tout court, fino a che non si comprende appieno che ciò che c'è di positivo nella vita (e che è vita stessa) è la passione di due corpi che si bramano e si uniscono l'uno nell'altro. Senza bisogno di teorie psicologiche o di pensieri sublimi. Pura carne, puro sangue,puro sperma.
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