Sergio Toffolo - 03.12.2007
Tutti pronti a sparare a zero su Chiesa e Sessualità, come se essa fosse l'unico baluardo di un pensiero medioevale, ma nessuno, o pochi, ne conoscono i principi fondatori e i molti documenti espressi lungo la sua millenaria storia, sperando, sotto sotto, di poter cambiare a proprio piacere, o bisogno, l'insegnamento di cui è depositaria che inizia con la parola rivelata. Tutti pronti meno uno o meglio, meno tutta quella moltitudine di cristiani che non vedono nell'apparato ecclesiale un ostacolo, ma una opportunità. Così, nonostante l'accanimento mediatico, in cui si è trovato partecipe Alberto Ruggin, salito sulla cresta dell'onda dell'informazione, poiché dopo una sua apparizione alla puntata del programma di Paolo Bonolis "Ciao Darwin", ha fatto outing rivelando pubblicamente la sua omosessualità e la sua appartenenza alla fede cristiana. Dopo essere stato sospeso dalla possibilità di far parte della corale nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie di Este dal proprio parroco, Don Paolino Bettanin, per queste affermazioni, la certezza che nella comunità vi sia il riflesso dell'amore Divino non l'ha mai abbandonato. Lo Stesso San Paolo, scrivendo ai Romani, descrive l'atteggiamento della comunità stessa: " [...] non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. [...]Chi dá, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.[...] amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità. (Rm, 15,3-9).
Forse, la notizia della sospensione sarebbe potuta diventare un gran pretesto per ravvivare quella contestazione che molte frange dell'opinione pubblica rivolgono alla Chiesa: sessualità più libera ed accettazione dell'omosessualità. La testimonianza di Alberto, invece, ha spronato l'informazione ad una grande riflessione generale non solo sulle affermazioni della Chiesa, ma anche su tutto il mondo omosessuale. Abbiamo raggiunto Alberto Ruggin al telefono per poterci raccontare quale sia la sua esperienza da giovane omosessuale di fede cattolica.
Sig. Ruggin, la sua vicenda, finita nella stampa, nelle scorse settimane sta rappresentato per molti una novità rispetto alla visione socio-culturale dell'omosessualità. Un'omosessualità non gridata, non esibita a tutti i costi, non quella che grida alla discriminazione in ogni dove e in ogni quando. Lei è un omosessuale, di fede cattolica e politicamente schierato a destra. Lei si sente un rappresentante dell'omosessualità diciamo "normale", quella lontana dal modello che nell'opinione pubblica si è formata in questi anni?
Certo, infatti, non ho mai partecipato alle manifestazioni del Gaypride. Io credo che quando verrà organizzata una manifestazione seria e civile dove si chiederanno diritti elementari come l'assistenza sanitaria alle coppie omosessuali ne prenderò parte.
Quando ha incontrato e conosciuto la sua omosessualità?
Più o meno in seconda media, quando tutti cominciano ad avere le prime fantasie erotiche.
Come ha incontrato la fede cristiana e come mai ha scelto il cattolicesimo come chiesa di riferimento?
La fede è un dono che mi è stato trasmesso dai miei genitori. Momenti di dubbio, d'incertezza, ci sono stati, ma alla fine sentivo che Qualcuno era con me.
Lei, nelle sue interviste, ha parlato della Chiesa del silenzio. Ci potrebbe spiegare cos'è e se secondo lei è solo una punta di un iceberg o un piccolo gruppo?
Ne ho parlato con una mia amica suora, l'altro giorno. La Chiesa non sta zitta, però in lei fatica ad esserci la ricerca di una Pastorale per tutti quei cristiani che per un motivo o l'altro possono sentirsi esclusi da essa. Sto pensando ai tantissimi divorziati, risposati e omosessuali. Bisogna iniziare a pensare a delle Pastorali anche per queste persone.
Nel documento Persona humana, della Congregazione della dottrina per la Fede, del 1975 si dice che nell'azione pastorale gli omosessuali devono essere accolti con comprensione. Come mai, molti cattolici, non conoscono questi documenti?
Fare Chiesa, vuol dire essere cristiani in mezzo ai fratelli. Non sono stato allontanato per volontà personale del mio parroco, anzi Don Paolino ha voluto tutelarmi da una percentuale di cattolici che non mettono in pratica la propria fede. Non voglio dare un giudizio, ma una constatazione: alcuni cristiani, quando escono dalla celebrazione Eucaristica, dimenticano ciò che hanno sentito non mettendolo in pratica.
Una chiesa che è madre e l'accoglie, pronta a difenderla, come nell'accusa di pedofilia che le hanno posto, ma allo stesso tempo timorosa della pubblicità e notorietà del caso. Come la spiega?
In questi giorni sono stato accusato, da una parrocchiana, di essere un pedofilo. Errori di giudizio come questi, l'affermare che l'omosessualità è pedofilia, non sono altro che accuse che non solo fanno male alla persona stessa, ma che implicano anche la stessa parrocchia, in quanto si presuppone che quest'ultima sapesse e che non sia intervenuta. Fortunatamente i parrocchiani hanno compreso e mi hanno dato il supporto per affrontare anche questa battaglia. Domattina partirà la querela contro quella mamma che ha fatto queste accuse. I danni morali che prenderò da questo fatto devono essere simbolici per tutti gli omosessuali accusati ingiustamente di pedofilia.
La fede cristiana divide l'atto in sé dalla persona che lo compie.
Ci può descrivere come è la vita di un cattolico-omosessuale?
La Chiesa dice che è peccato avere rapporti al di fuori del matrimonio. Quindi mi ritengo nello stesso piano di chi ha rapporti pre-matrimoniali. So benissimo che quando andrò a confessarmi dirò anche questa cosa, ma sarà " un piacere alla chiesa" perché quel momento, che ancora non ho vissuto, lo sentirò come uno dei momenti più belli della mia vita... quindi la Chiesa mi chiede di confessare l'atto al di fuori del matrimonio e io, per fede, lo farò.
Oltre ad essere un rappresentante della Chiesa ha dichiarato anche di essere politicamente schierato con il centro-destra. Questa sua affermazione ha creato una sorta di sconcerto tra tutti coloro che hanno sempre collocato storicamente l'omosessualità nei partiti schierati a sinistra. Come mai questa scelta di campo?
Tra Veneto e Lombardia sono molti gli omosessuali che chiedono alla destra di farsi portavoce delle problematiche legate al mondo gay. Certo, forse siamo pochi, ma se anche rappresentiamo una minoranza nella minoranza, sarebbe un enorme sbaglio se venissimo a mancare. La democrazia si realizza nel dialogo e la nostra presenza garantisce un voto trasversale agli schieramenti. Ci sono esponenti schierati con il centro desta come Chiara Moroni che è contraria ai pax, ma non nega i matrimoni tra omosessuali o come il governatore del Veneto Galan che si sta battendo per permettere l'affidamento alle coppie gay.
Presidente regionale di GayLib. Cosa è quest'associazione e che differenza ha rispetto alla più famosa ArciGay?
ArciGay raccoglie tutti gli omosessuali, Gaylib raccoglie tutti gli omosessuali di centro destra.
Quali saranno le sue mosse politiche da Presidente del GayLib Veneto? Ha chiesto un registro per le coppie omosessuali al comune del suo paese. A Quando l'incontro con il governatore Galan?
L'incontro con il Governatoe Galan avverrà la settimana prossima. Parleremo di quello che è possibile fare a livello regionale, se avrò le porte sbattute, nello spirito del dialogo, ne parlerò anche con il centro sinistra.
La ringraziamo per la gentile disponibilità accordataci per l'intervista.
Versione stampabile / Commenta questo articolo