Arti Visive

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[Arti Visive] Seduced: art and sex from antiquity to now

Giulia Tarroni - 19.12.2007

Questo il titolo della mostra inaugurata a Londra, alla Barbican Art Gallery, e sarà la prima mostra vietata ai minori di 18 anni. Il tema della mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 27 gennaio 2008, è la rappresentazione dell'atto sessuale nell'arte.
Non si tratta dunque di arte erotica ma di rappresentazione esplicita della sessualità fisica, dell'unione dei corpi, dei preliminari. Un evento che mai si è verificato prima, una sfida che i curatori della mostra intendono affrontare per dare una sferzata di brio nell'universo dell'arte, e perchè no, anche scioccare un po'.
Se a Milano il sindaco Moratti vieta la mostra sull'omosessualità curata dal Prof. Sgarbi e mette al bando fotografie di Toscani contro l'anoressia, oltre la Manica la Regina Elisabetta non sembra porre veti, ma le istituzioni hanno collaborato ampiamente per la realizzazione del progetto. Kate Bush, direttrice della Barbican, smorza in anticipo, e con ironia, le polemiche: «Una mostra costruita con grande rigore scientifico e che al tempo stesso stuzzichi il grande pubblico: è il sogno di ogni museo. E il sesso è un argomento che coinvolge tutti: chi lo fa e chi non lo fa».
Le 300 opere in mostra sono autorevoli: dalle opere del Pittore di Brisedide, datate 480 A.C. agli album giapponesi del periodo Edo (1600), dalle incisioni del '500 di Giulio Romano (allievo di Raffaello) alle opere di Agostino Carracci e François Boucher. Al bando i falsi pudori! Le immagini sessuali espliciti sono una rivoluzione silenziosa, anticlericale, una liberazione dai costumi costrittivi e puritani che hanno accompagnato l'essere umano nel corso dei secoli. Ci sono pittori dalla sensualità snervata e torbida, come Gustav Klimt o Egon Schiele, ci sono esteti deliziosi, per esempio, il disegnatore Aubrey Beardsley, ci sono gli "insospettabili" come William Turner (1775-1851), grande paesaggista inglese. Ed ancora Picasso, con un dipinto ad olio su tema erotico, c'è anche il più giovane (1958) Thomas Ruff, che rielabora materiale pornografico trovato su internet oscurandolo e sfumandolo in immagini a bassa risoluzione, tanto che guardando le sue opere, ovviamente celebratissime, a volte viene il dubbio che sia solo pornografia riuscita male. Il tutto accompagnato da un video di Andy Warhol"Blowjob" (1963) e da "Requiem" (2002) di K. R. Buxey: il primo inquadra per 41 minuti il volto di un uomo durante un rapporto orale, nel secondo l' artista si ritrae per 39 minuti mentre gode di un analogo trattamento.

Inutile scommettere: questa mostra sarà al centro dell'attenzione per i prossimi mesi, nel suo essere scandalosa ma al tempo stesso preziosa, si ripercorre il cammino dell'uomo, dall'antichità ad oggi, in un percorso forse irriverente, goliardico, sessuale. Ma vero. E l'Italia sta a guardare. L'Inghilterra puritana e bacchettona vince uno a zero.
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