Arti Visive

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[Arti Visive] Ars Erotica, Ars Theoretica, Ars Politica

Roberto Barzi - 29.12.2007

Con spirito beffardo quanto volutamente istigatore, rimarcato già dal titolo, l'esposizione Ars Erotica, Ars Theoretica, Ars Politica - che si sta svolgendo presso la "Prometeogallery" di Milano - presenta le opere di tre autori che, pur nella completa autonomia delle metodiche artistiche messe in campo, s'identificano nel terreno comune di un'arte percepita come critica ideologica, o più onestamente quale valutazione comportamentale/sociale.
Discendenti del cosiddetto "azionismo provocatorio" e politicamente scorretto della scena artistica moscovita degli anni Novanta, Alexey Buldakov (Kostroma, 1980), Petr Bystrov (Mosca, 1980) e Valery Chtak (Mosca, 1981) sono considerati inoltre i nipotini dello spirito dadaista così come della "critica situazionista". Disponendo sulla loro scena di una complessità di tecniche visive partendo da determinate condizioni di provenienza, come il "graffitismo" e lo "skateboarding" per Valery Chtak, l'animazione video in 2D per Alexey Buldakov e l'azione "underground" della musica elettronica e del "punk rock" per Petr Bystrov, il tutto viene condito da un salutare umorismo, infarcito però da un pizzico di biasimo a trecentosessanta gradi per l'attuale situazione sociale, culturale e soprattutto economica del globo terracqueo.

Esponenti dello status "post-sovietico", i tre artisti procedono concettualmente da un modello d'osservazione comune e privilegiato quale è la attuale Mosca, la megalopoli in preda a forme di degenerazione dilagante, nonché di un affrettato "iper-consumismo". Buldakov, Petr Bystrov e Valery Chtak si domandano: dove si situano oggi i processi di socializzazione? Cosa resta della vicenda della dissolvenza della comunità sovietica? In che modo agisce il fare collettivo in una condizione di mercato globalizzato? Sono questi alcuni dei quesiti che continuano ad essere formulati in forma indiretta dai tre artisti tramite i loro lavori. Senza alcun tipo di presunzione nel fornire delle risposte, tutti e tre operano attraverso segni grafici "basici" e "minimali", simboli astratti alla "decostruzione" di molti stereotipi ordinari e dissimulati nei vari contesti sociali. Come si può denotare negli immensi murales dipinti in grigio, nero e ocra di Valery Chtak - presenti in galleria, dopo il successo riscontrato allo "Espace Louis Vuitton" di Parigi -, nei quali si amalgamano il "graffititismo" di Jean-Michel Basquiat con l'esperienza trascendentale/concettuale di Joseph Beuys. Non mancano inoltre i riferimenti alla religione ebraica - in un immaginario "yiddish" - con icone pop ripetute ininterrottamente, come quella di Mark David Chapman, l'assassino di John Lennon. Buldakov utilizza prevalentemente il video, qui ne presenta tre. Talking heads strike mostra un assemblaggio di vari telegiornali tratti dalle più note agenzie mondiali - "BBC", "CNN", "Aljazeera". L'audio è però stato annullato, così come offuscate appaiono le notizie in sovrimpressione sullo schermo. La comunicazione è quindi assente, la notizia non perviene allo spettatore, indi per cui la censura è di nuovo in atto. Le sue animazioni in 2D hanno tempi seriali e partono costantemente da immagini grafiche astratte in bianco e nero, ripetute ossessivamente, come in Crash Test e in Sex Factory, dando così loro un'impronta umoristica. Buldakov ritorna inoltre a puntare il dito sulle questioni legate alla comunicazione - presenti nel suo Paese, ma anche in molte altre nazioni -, facendo riflettere sull'importanza della libertà di pensiero e d'informazione. Un'altra rivoluzione è invece possibile, sembrerebbe esprimere il video 1905, in cui è ripresa una bandiera rossa issata su una ciminiera: narra la leggenda che, poco prima della rivoluzione russa, una bandiera fosse stata issata proprio all'apice di una ciminiera. Di tutt'altro genere è il lavoro di Bystrov, che presenta una serie di stampe tratte da Paris 2007. Realizzate tramite computer, queste "vignette" sono poi stampate su tela e ritoccate dall'artista con acrilico o pastelli a cera. Anche in questo caso il sarcasmo non manca: con la sua prorompente critica spazia dal mondo dell'arte, come in Ex-critic and ex-model at Arco fair, a quello della politica con la presumibile caricatura dell'attuale presidente francese Sarkozy. Inoltre le sue "performance" improvvisate come Exercises e i suoi disegni aspirano alla "decostruzione dell'immaginario urbano" e dei suoi personaggi che, come nei cartoons, sono il principale frutto della società dello spettacolo.

Presenti in Italia per la prima volta come artisti individuali, Buldakov, Bystrov e Chtak non sono nuovi alla critica specializzata, nonché all'attento pubblico italiano, quali membri del collettivo "Radek Community", di cui hanno fatto parte dalla fine degli anni ‘90.

Ars Erotica, Ars Theoretica, Ars Politica
"Prometeogallery"
Via Giovanni Ventura, 3-Milano
Dal 12 dicembre 2007 al 26 gennaio 2008 Orario: da martedì a sabato dalle ore 12.00 alle ore 14.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00 Ingresso libero Info: 0226924450 www.prometeogallery.com
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