Jacopo Grisolaghi - 21.01.2008
Nel corso degli ultimi venti anni il fenomeno "porno" ha assunto aspetti e caratteristiche diverse. L'indagine socio-psicologica condotta negli Stati Uniti dal grande psicoanalista Robert J. Stoller alla fine degli anni Ottanta sul cosiddetto "mondo a luci rosse" cioe sui protagonisti del porno - attori, attrici, produttori e sceneggiatori - ci fornisce un'immagine assai diversa da quella attuale. Stoller nel suo volume "Il porno. Miti per il XX secolo" individua nella ribellione alla società la caratteristica più comune negli attori e produttori del porno. "Nel fondo del porno c'e l'ira" , la rivolta contro i genitori, lo stato, le istituzioni in generale. Mi chiedo se questa affermazione sia ancora vera oggi.
In ogni caso molte altre sue considerazioni appaiono ormai datate: per esempio, che gli attori considerino la pornografia migliore della prostituzione, perchè hanno l'impressione di "fare del cinema".
L'intervento di Internet ha cambiato profondamente il significato politico della pornografia, nata ai suoi albori come veicolo di rivolta e di liberazione. La linea assunta dalla pornografia via Internet tende ad abolire la mediazione culturale su cui si fonda l'esperienza erotica. Mentre nel passato i confini tra la pornografia e l'erotismo erano incerti e fluidi, ora essi risaltano con molta maggiore evidenza. Il business pornografico via Internet tende a rompere i rapporti tra il desiderio e la totalità dell'esperienza e quindi impedisce che esso transiti verso altre forme di sentire. La pornografia via Internet e perciò funzionale rispetto alla generale tendenza verso l'immediatezza e la cultura del "fast food" che caratterizza la societa attuale.
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