Giulia Tarroni - 20.02.2008
Irvine Welsh ritorna, e lo fa in grande stile.
Abituato com'è a stupire, provocare, creare scalpore con i suoi romanzi "dannati", stavolta ci propone una storia particolare, dai toni meno accesi e meno forti. Ma di sicuro straordinaria.
Lo scenario è sempre Edimburgo, ma questa volta sulla scena troviamo due personaggi, Danny Skinner e Brian Kibby: il primo donnaiolo, maschilista, crudo, dedito all'alcool ed ossessionato dall'idea di scoprire chi era suo padre; il secondo timido, imbranato e soprattutto vergine.
La storia si snoda leggera, tra abbuffate nei migliori ristoranti irlandesi, sesso e perversione descritti con metodico cinismo, come solo Welsh sa fare, ricerche estenuanti e la musica forte dei Clash, in un revival underground degli anni settanta.
L'epilogo è spiazzante, un gioco di ruoli che ricorda tanto Dorian Gray e che porterà i due co-protagonisti ad annientarsi l'un l'altro.
Non è insomma il solito Welsh che ci si aspetterebbe di leggere, più cupo, concentrato sull'alcool e sulle manie-ossessioni moderne, quali il bere appunto, le chat, il sesso violento.
Il sesso diventa una valvola di sfogo su cui fare affidamento per Skinner, ma diventa una curiosa ossessione frutto di immaginazioni perverse per Kibby.
In ogni caso è un romanzo ben costruito, avvincente, dove le pagine si susseguono in un ritmo incalzante, e dove il lettore vuole arrivare il prima possibile a scoprire le "carte in tavola"dei protagonisti.
Irvine Welsh
I segreti erotici dei grandi chef
edizioni GUANDA
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