Arti Visive

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[Arti Visive] Giampaolo Atzeni in Orient Express

Roberto Barzi - 23.03.2008

Giampaolo Atzeni da un punto di vista puramente stilistico potrebbe essere riconosciuto quale figlio di una pop art di ascendenza italiana ed inglese, eppure, se si analizza in profondità il suo linguaggio figurativo, emerge un tratto surrealista ed una semantica fondata sulla simbologia e sull'assurdità. Dal punto di vista prettamente cromatico Atzeni prende quale ispiratore Matisse, il colore steso secondo ineccepibili campiture che isolano le forme nello spazio secondo principi d'elaborazione grafica.

Il viaggio è la tematica implicita dell'intera produzione pittorica di Atzeni. Un treno passa dove non potrebbe passare indicando una linea di confine tra il concreto e l'irrazionale: una dimensione onirica e sospesa dalla quale è possibile sottrarsi unicamente attraverso una conclusione volontaria dell'atto immaginario. Lo spinotto elettrico, simbolo ricorrente nelle opere di Atzeni, rappresenta questa possibilità d'interruzione.

La tecnica artistica di Giampaolo Atzeni è sofisticata, colta. La staticità manifesta, interna alla scena, riflette l'assenza transitoria, mentre il paesaggio si trasforma a seconda degli stati mentali stimolati dal ricordo. Domina l'assenza e il non detto. Le donne, sole o a coppie, avvolte nella loro equivocità e dai silenzi, fissano indelebilmente all'atmosfera una sensualità erotica raffinata, le loro gambe sono compassi leggeri che dosano le geometrie del mondo, i seni un invito alla purezza, al soprappiù e allo scetticismo.

Il critico, curatore e storico dell'arte Guglielmo Gigliotti precisa l'esatto punto di connessione fra opera e vita del pittore cagliaritano, affermando: "Giampaolo Atzeni dipinge storie: Poemi policromi, bidimensionali fiabe. La gaiezza del colore squillante a stesura piatta e l'intelaiatura rigorosa dei contorni sono le note caratteristiche dei suoi racconti visivi. Sempre pronti a stupire, a giocare con chi guarda, nella trama fitta di rimandi e sottintesi, di allusioni ed elusioni. La fragranza dell'immagine, la sua luminosa evidenza giocano per paradosso a nascondino con il mistero e l'enigma. Il messaggio è leggiadro perché sospeso, non perché è facile.
Le immagini, ad esempio contengono sempre altre immagini, altri brani e riquadri, come una serie di scatole cinesi che raccontano mondi incapsulati in altri mondi. E' questa la storia personale di Atzeni, assemblaggio vivente di pittore che è anche fotografo, grafico, designer, reporter e da giovane anche attore; la su pittura è il distillato di una vita in movimento, che lo ha portato a viaggiare in Africa, Asia e Medio Oriente. La sua immagine è quindi sempre internamente multipla; piatta ma al contempo stratificata di sensi, capace di esprimere il kitsch con buon gusto, l'eccesso secondo armonie, e di sposare allegoria e allegria.
Nel suo repertorio rivivono il fumetto pop di Wasselman e l'erotismo di Baltus, il decorativismo di Matisse e l'assurdo di Magritte, la grafica pubblicitaria per tutti e i riferimenti colti per pochi. Il luogo comune, il banale massificato, l'icona da cartolina, la griffe turistica: Atzeni gioca sempre con sottigliezza con lo stereotipo, come un funambolo che incede sicuro sul filo sospeso tra i registri bassi e quelli alti della figuratività. L'ammiccamento è d'obbligo ma mai sgraziato, indica l'ovvio ma solo per caricarlo di non detto e lucidi sogni."

Giampaolo Atzeni. Orient Express
A cura di Fulvio Chimeto e Junior Zunica
Galleria ARCH ART & JEWELS, Via G. Lanza, 91 A - Roma
Dal 28 Marzo al 19 Aprile 2008

Orari: dal martedì al sabato dalle ore 15.30 alle ore 21.30
info@archrome.com
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