Fabio Dalmasso - 24.03.2008
Latex, maschere, frustini, corde: le fotografie di Thomas van de Scheck lasciano poco spazio all'immaginazione. Il territorio che l'arista esplora è costellato di donne aggressive, dominanti, ritratte in pose e situazioni bizzarre che strizzano l'occhio al sadomaso.
Nato nel 1965, Thomas van de Scheck è solito adottare una tecnica fotografica con colori molto marcati, forti, quasi eccessivi, sempre in contrasto con lo sfondo completamente bianco, tale da esaltare il soggetto ritratto e convogliare lo sguardo dello spettatore sulla modella, senza distrarlo dall'ambiente che le sta attorno.
Una scenografia assente, quindi, che contrasta molto con le modelle che indossano spesso abiti in latex e ricoprono ruoli che variano dalla mistress all'infermiera erotica, in un immaginario fetish costellato da donne dalle espressioni decise e cattive che rasentano l'eccesso.
Nel parlare delle sue opere, infatti Van de Scheck non dimentica di sottolineare come lo humor sia un elemento fondamentale dell'opera artistica da lui creata: l'infermiera con una siringa oltremisura in mano oppure la donna in latex nero con le orecchie da topolino non possono che suscitare una certa ilarità, provocando una sorriso e una risata che riconduce l'estremo raffigurato in un qualcosa di molto più vicino e meno serioso di tanti ritratti fetish.
Con due importanti pubblicazioni personali alle spalle (Cuts del 2004 ed H.E.L.P. del 2006),l'autore si è guadagnato un posto di tutto rispetto nell'ambito della fotografia gotich e fetish. Molte sue opere sono state pubblicate su magazine come Skin Two, Marquis, Secret, Savane riscuotendo un grande successo tra gli appassionati del genere.
Nelle sue fotografie, van de Scheck esalta spesso le forme delle modelle grazie ad abiti succinti, rigorosamente in latex, o ad indumenti intimi che trasformano il soggetto in un elemento estremo, graffiante nella sua raffigurazione estrema di donna dominante.
Accanto alla dominatrice, però, troviamo spesso anche il soggetto sottomesso, che subisce le angherie della mistress con fruste o corde in stile bondage: imbavagliate e incantate, le schiave di van de Scheck hanno colori vivaci ed espressioni rassegnate per evidenziare il loro ruolo nel mondo sadomaso del fotografo.
Thomas van de Scheck è sicuramente un ottimo fotografo del bizzarro che, con tecnica e stile, sa mettere in mostra figure estreme e all'apparenza cattive, dotate di una carica erotica notevole che attinge all'immaginario classico del fetish e del sadomaso rileggendolo in un'ottica personale e originale.
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