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[Cinema] Irina Palm: masturbazione e comunicazione

Giorgio Neri - 29.03.2008

Irina Palm è la storia di una donna di mezz'età (la straordinaria performance della cantante-attrice Marinane Faithfull vale tutto il film) che, per poter curare suo nipote da una malattia, decide di frequentare abitualmente un postribolo facendo le ‘seghe a mezza Londra'(sic)attraverso un foro nel muro che la divide dai clienti. Diventerà famosa, ma ciò comporterà dei problemi morali tra lei e il figlio, nonché un difficile, ma sincero, rapporto con il suo datore di lavoro.
Questo film, che parte per essere una commedia, in realtà, attraverso il racconto del lavoro in un bordello, definisce bene la drammaticità del precariato nel mondo dell'economia, che induce a svolgere i lavori più impensabili all'età più improbabile. Ma, al tempo stesso, mette in scena la difficoltà della comunicazione tra le persone. Soltanto quando la donna comincerà a diventare richiestissima dai clienti del locale, si muoverà la costruzione di un rapporto che svelerà le difficoltà, le paure, la solitudine e la disperazione dei protagonisti (il figlio e sua moglie, il datore di lavoro, l'amica che svolge lo stesso lavoro nel locale, l'ipocrisia delle persone che circondano Irina), come se il gesto masturbatorio diventasse una liberazione, oltre che fisica, anche mentale per chi lo svolge e lo conosce nei minimi aspetti, togliendo di dosso quell'aura conservatrice e puritana, che nasconde atti, gesti e desideri naturali e normali.
Così Irina Palm vuole cancellare, con una narrazione lenta e via via melo-drammatica, tutti quei buonismi della società perbene inglese, che perbene lo è soltanto all'esterno, per svelare, con il gesto della masturbazione (cioè, la visibilità estrema di ciò che è nascosto e che sarà sempre la sessualità), una possibilità di comunicare e comunicarsi senza nascondere i propri sentimenti di gioia e dolore. In fin dei conti, Irina Palm è una storia d'amore tra questa donna sola e disperata, che cerca di aiutare il suo nipotino e che è stata oppressa da un matrimonio non riuscito, e il suo datore di lavoro, che sotto la scorza di una persona insensibile ricerca la vicinanza di qualcuno da amare.
Il film mette in relazione la possibilità che il lavoro precario possa aiutare la comunicazione e l'unione di chi lo svolge, denunciando però l'obbligo decadente a un simile stato della natura umana e della sua intelligenza, soltanto per denaro (che è il fine primo, da cui partirà tutta la storia). Se da una parte ciò può essere accettato per il melodramma che seguirà nel corso del film, dall'altra parte si denuncia un simile stato della condizione dell'uomo e della donna. L'amore esiste, così come la sessualità. Ma è inaccettabile e scomodo secondo la moralità della famiglia inglese (rappresentata dal figlio) e offensivo per la società borghese e provinciale (le amiche di Irina). Rimangono soltanto due cuori soli che s'incontrano in un locale per prostitute e viziosi. Due cuori soli e una capanna, che non è costruita con i mattoni dell'ipocrisia e del perbenismo borghese, sebbene ne sfrutti il denaro, per continuare a spostare i limiti della sessualità e della sopravvivenza in un mondo reazionario.
Da vedere e ricordare: il dialogo tra Irina Palm e le sue tre amiche durante l'ora del thè, in cui si fa a pezzetti un'abitudine ‘nobile' della società inglese attraverso l'irruzione del sesso, che svelerà le rimozioni nascoste (e le voglie?) delle tre donne.
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