Fabio Dalmasso - 16.04.2008
Il dibattito sull'opportunità o meno di legalizzare la prostituzione è uno di quei temi che, periodicamente, fanno capolino nel mondo politico e nella società civile. Molti auspicano un ritorno al passato, al periodo precedente alla promulgazione della legge Merlin con cui i bordelli d'Italia vennero ufficialmente chiusi: secondo i sostenitori la legalizzazione del mestiere più anticod el mondo in determinate strutture permetterebbe di regolarizzare molte lavoratrici, togliendole dalla strada e assicurando loro un costante controllo medico. I contrari, invece, ritengono che così facendo si verrebbero a creare dei ghetti entro i quali chiudere le persone che esercitano il mestiere, aumentando l'ostracismo sociale e i pregiudizi nei loro confronti.
Forse, per poterci fare un'idea più chiara della questione, occorrerebbe seguire l'esempio del Randolph College di Lynchburg (Virginia) che ha deciso di fare seguire ad una sua classe femminile una lezione sulla prostituzione direttamente la pratica. Il breve seminario è stato seguito all'interno dello storico bordello legale di Chicken Ranch, una tenuta vicino a Pahrump, a poco meno di cento chilometri da Las Vegas, in Nevada.
L'iniziativa ha, come prevedibile, suscitato alcune polemiche, ma i dirigenti scolastici hanno assicurato che la visita al bordello e la lezione tenuta da alcune sue lavoratrici rientra nel corso di studi previsto sul consumismo americano. Inevitabile, quindi, il riferimento al sesso, "merce" tra le più redditizie, non solo negli Stati Uniti d'America: «Ogni semestre il corso esamina uno spaccato dell'America e termina con un viaggio scolastico» hanno dichiarato i docenti. Dopo lo studio e la visita a New Orleans colpita dall'uragano Latrina, il «World Disney World» in Florida e il «Civil Rights Memorial Center» a Montgomery, nello stato dell'Alabama, la scuola ha deciso che la prostituzione fosse un aspetto sociale di sicuro interesse e ha organizzato la visita al Chichen Ranch.
Ad accogliere la scolaresca c'era Debbie Rivenburgh, manager del bordello che si è dichiarata soddisfatta dell\'incontro: «Da sempre noi cerchiamo di far accettare al pubblico l\'idea della legalizzazione della prostituzione». Alcune prostitute non hanno voluto partecipare all'incontro, mentre altre hanno risposto entusiaste alle domande delle studentesse che dopo aver ascoltato le parole delle protagoniste, hanno dato vita a un interessante dibattito sull'ossessione della società americana per il sesso e su come i corpi delle donne siano usati per vendere oggetti e idee.
Stando alle dichiarazioni delle studentesse, il viaggio - incontro è stato molto interessante e proficuo dal punto di vista scolastico: alcune hanno detto di aver cambiato completamente idea sulla prostituzione. Una di loro ha dichiarato: «Non penserò più che è un lavoro imposto con la forza. Queste donne hanno, al di là del loro lavoro, anche altre carriere e un'altra vita e si sentono felici di stare qui».
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