Arti Visive

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[Arti Visive] L'Orient Express di Giampaolo Atzeni

Giorgio Neri - 20.04.2008

L'artista Giampaolo Atzeni trasfonde la dimensione onirica del viaggio, mentale o fisico che sia, attraverso la sensitività erotica delle gambe di donne raffigurate senza volto, dei seni come dolci o nascosti tra tendine immaginarie, come decorazioni sensuali e necessarie.
Sono donne senza volto, sono l'erotismo della semplice forma mischiata a colori vivaci, che riprendono la lezione di Matisse, trasportandola però nella semplicità del viaggio, che diventa il punto di riferimento della quotidianità d'ogni essere umano, quindi riconoscibile dallo spettatore-voyeur, ma al tempo stesso, cambiando di senso. Si aggiunge, infatti, un'eccelsa sublimazione dell'aspetto della sensualità: viaggio come esperienza sessuale sul (del) corpo della donna.
La visione viene coinvolta dal corpo femmineo coperto nei suoi punti più erotici, ma, proprio per questo, attirando l'attenzione dello sguardo. Le gambe con le gonne fino al ginocchio; i seni coperti o dipinti come budini su un tavolo; i volti con splendide bocche senza occhi; le bocche che diventano consistenza di bicchieri; tutti questi segni definiscono un universo animato dalla sensualità del piacere, cioè dalla possibilità che, come per il viaggio, gli oggetti subiscano la fascinazione del corpo umano, la sua profonda esistenza legata all'aspetto della bellezza e della sua natura sessuale (e il corpo femminile ne è l'involucro, il simbolo classico e seducente).

La resa stilistica di questo piacere su tela diventa una visione piacevole, appunto. Di fronte ai quadri di Atzeni, lo spettatore comprende la solarità delle situazioni ‘fermate' dal pittore: un viaggio in treno, le valige del passeggero vicino alle sue gambe tornite, un cammello, una zebra, una donna seduta in attesa e anche una moderna Eva che sembra difendersi così: "Se non avessi mangiato la mela sarei stata una giardiniera" (titolo dell'opera), queste ‘immagini sensitive' costituiscono la freschezza e il sorriso che si vuole imprimere allo spettatore. La vita è colorata e può essere apprezzata per situazioni quotidiane e magari banali, come il viaggio in treno (l'Orient Express di un bel trittico di opere) o la visione di ciò che si nota dal finestrino di un treno (la natura).

Le opere di Atzeni sono un inno alla vita e alla possibilità che essa venga apprezzata attraverso tutti i momenti, dal peccato originale di Eva all'attesa del treno alla stazione, con le valige, fino al viaggio. Finalmente. Un viaggio che dura anche oltre il ‘confine' o lo spazio del quadro, visto che la tecnica pittorica di Atzeni, oltre ad essere colorata in maniera satura e simmetrica (ma non fredda nelle linee), si trasporta anche sui bordi spessi dei quadri, a voler indicare il continuum spazio-temporale, l'impossibilità di ingabbiare un movimento infinito. Potrebbe essere inteso, semplicemente, come il movimento del viaggio da lui dipinto e che sembra essere il tema delle sue maggiori opere, ma, a livelli più profondi, esso descrive l'impossibilità di definire, fermare il momento della vita, perché già trascorso, già passato. Ma il colore permane, nitido nella retina e allora forse il pittore è riuscito a fermare quell'attimo. E il ricordo è piacevole, come vedere la fanciullesca e infantile immagine di un pesce, quasi una firma dell'artista, in tutte le opere. Timeless Memory.


Giampaolo Atzeni "Orient Express"
Galleria ARCH ART e JEWELS
Via Giovanni Lanza 91a Roma
dal 28 marzo al 19 aprile 2008
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