Francesca Paolini - 24.04.2008
Francesco D'Isa (Firenze, 1980)è un artista che ama la sintesi e odia le biografie. Parlano per lui le sue opere, le numerose menzioni su riviste e magazine, specie quelli internazionali e il gran numero di esposizioni concluse e in programma. "Nemo propheta in patria"...
D:Le tue opere sono molto particolari, una contaminazione di tecniche. Ci spieghi come le realizzi?
R: Come hai detto utilizzo molte tecniche: alcune sono fotografie elaborate e "montate" con Photoshop, altre tradizionalissime chine su carta, altre infine sono un misto delle due tecniche, ossia disegni rielaborati al computer.
D: Per quanto riguarda la tua "poetica", ti concentri sempre sul corpo. Inevitabilmente questo porta con sé il tema dell'erotismo: è solo questo l'ambito che ti interessa o c'è dell'altro? (la religione, per esempio...)?
R: Credo che il corpo sia solo uno strumento attraverso il quale affronto vari temi: anche lo stesso erotismo probabilmente è più un mezzo che un oggetto di indagine. Dire quali siano i temi non è facile... la morte, dio, le relazioni umane, l'amore? Accenno ad alcuni dei temi che mi ossessionano quotidianamente. Vivo continuamente in un intreccio di interessi casuali, idiosincrasie e monomanie. In fondo mi limito a scagliare i miei corpi contro i miei interessi, con i quali si crea una relazione di conoscenza piuttosto erotica. La conoscenza è una forma bizzarra di erotismo.
D: C'è chi afferma, a mio avviso banalmente, che il corpo femminile sia più sensuale di quello maschile. Cosa ne pensi?
R: Sarò sincero: Trovo il corpo femminile così sensuale e quello maschile così privo di attrattiva che per me questa affermazione vale al cento per cento. Ma non posso certo farne una regola generale: sono un uomo, il corpo maschile è intrecciato indissolubilmente alla mia identità, quello femminile oltre ad essere oggetto di desiderio è per me la più simile delle differenze universali. Se fossi una donna sarebbe diverso, probabilmente. Ma anche questo vuol dir poco: se fossi una donna sarebbe tutto diverso. Tutto sommato credo che sia solo questione di gusti, a proposito di sensualità i criteri oggettivi risultano ancora più ridicoli che negli altri campi.
D: Nelle tue "visioni" (chiamarle foto mi sembra riduttivo) i corpi delle modelle si trasformano in qualcos'altro: conchiglie di mare o fantastici scheletri, per dirne alcune. Cosa rappresentano questi esseri ibridi?
R: L'identità è fragile e fittizia. Noi siamo mescolati con oggetti, idee e persone più di quanto crediamo. Può sembrare che io crei delle creature fantastiche, ma credo che gli ibridi siano in fondo più realistici delle foto.
D: In alcune tue immagini emerge un'atmosfera quasi fiabesca, mentre altre sono più crude, quasi inquietanti. Mi riferisco a quelle in cui è visibile l'interno del corpo ritratto, viscere, feti o ferite. Perché questo tipo di impatto?
R: Mi piacciono le inversioni. Interno / esterno, dentro / fuori, dolore / gioia etc. Ma ancora di più mi piace utilizzare la profondità - che sia di analisi, anatomica o psicologica - come un ornamento. Considero organi, viscere e quant'altro come dei begli ornamenti nei miei lavori.
D: Cosa sono per te il bello e il brutto?
R: Non ne ho idea, ma generalmente il bello mi attrae ed il brutto mi respinge.
D: E l'osceno?
R: L'osceno è qualcosa che ci fa così schifo (o ci attrae a tal punto) da generare la stupida pretesa che faccia schifo anche a tutti gli altri.
D: Passiamo ai tuoi disegni. Hanno tutti un'aria maliziosa e divertente, rispetto alle opere di cui parlavamo prima. Con quale delle tecniche che usi senti di esprimerti meglio? Quali diverse possibilità ti danno?
R: Non saprei, ogni tecnica mi dà la possibilità di esprimere al meglio qualcosa, e la loro scelta è figlia delle mie esigenze. Coi disegni si può essere più cattivi in modo più accettabile: il risultato è l' ironia. Con le tecniche fotografiche si può presentare delle idee come se fossero vere.
D: A quali maestri, se ce ne sono, fai riferimento? Le decorazioni di alcuni disegni sembrano richiamare Klimt, mentre alcuni dei tuoi "corpi impossibili" ricordano M.C. Escher...
R: Hai citato due influenze importanti: li adoro sin da piccolo, e su Escher ho scritto persino la mia tesi di laurea in Filosofia. Quanto ad altri, potrei citarne tantissimi: I maestri del rinascimento, Caravaggio, Max Ernst ed i surrealisti, Bellmer, Giger, la Pop art, alcuni esponenti del Lowbrow.... Ma anche il cinema: Lynch, Tarantino e Bergman ad esempio.
D: Vorrei che ci parlassi del progetto Porn Saints, in cui, se non sbaglio, hai un ruolo molto attivo.
R: La Chiesa delle Pornosante (www.pornsaints.org) è un collettivo internazionale di artisti, pornostar e pornografi che lavorano intrecciando arte, pornografia e religione. Io ne sono fondatore e "Pornopapa".
Gli artisti di Pornsaints (pornovescovi) lavorano in collaborazione con celebri pornostar per consacrarle con un' opera d'arte. Nelle opere si fa sovente riferimento all'arte sacra, altre volte all' arte erotica, spesso ad entrambe le cose ma anche a nessuna delle due: gli artisti hanno la massima libertà espressiva, come gli si conviene. Pornsaints è inoltre un portale di notizie, risorse ed articoli sul mondo del porno, dell'arte e dell'erotismo, un collettivo che organizza mostre e feste, un saggio filosofico etc. Per maggiori informazioni vi consiglio di visitare il sito. In fondo, mettere insieme artisti e pornostar non può che essere divertente.
D: Pensi che chi si batte per la "vittoria" dell'erotismo artistico sulla pornografia abbia torto?
Non le ritieni due esperienze inconciliabili?
R: Sono due cose molto diverse, sia per scopo che per pubblico, e non credo che debbano essere contrapposte. Esistono infinite gradazioni: l' erotismo artistico, la pornografia artistica, il porno mainstream, quello alternativo, quello amatoriale... infiniti generi, infinite richieste e gradazioni, infiniti prodotti brutti, belli orribili e meravigliosi. E' decisamente una guerra impossibile.
D: Francesco, tu sei un artista giovane. C'è difficoltà per questa categoria ad emergere in Italia, dove il concetto di arte spesso è troppo legato ad un passato nobilissimo...ma pur sempre passato?
R: E'difficilissimo. A parte ribadire il concetto di "nemo propheta in patria", l'Italia da questo punto di vista è terribile. Chi è già affermato vince sul presente, ed il passato vince su tutto. Soprattutto c'è poco coraggio ed interesse nell'investire sul nuovo senza garanzie. Ma per fortuna il nuovo c'è e cerca di auto-organizzarsi per emergere. Il nobilissimo passato blocca gli investimenti ma istiga per reazione ad una furiosa, esigentissima creatività.
D: E com'è la situazione per un artista che come te affronta il tema erotico? A fine Marzo, l'assessore alla cultura del comune di Trieste ha censurato una scultura che raffigurava tre preservativi, esposta secondo lui in un luogo troppo visibile, sebbene nell'ambito di una mostra.
R: Considero la censura così stupida che spesso nemmeno me ne accorgo. L'ho spesso vissuta e me ne sono sempre sorpreso con un' ingenuità imbarazzante, in quanto mi sembrava inimmaginabile e fuori luogo. Mi scandalizza che ci siano ancora persone che si scandalizzano. Probabilmente nulla di realmente nocivo è mai stato censurato, perchè la censura è fondamentalmente paura, ed la società non sa mai guardare le proprie paure. La società è come una persona abbastanza stupida.
D: Chiudiamo l'intervista chiedendoti dove stai organizzando la tua prossima esposizione.
R: Parteciperò a:
FOOLS FOR FEET" @ ANTEBELLUM GALLERY (April the 1st 2008 - May the 3rd).1643 n las palmas ave, hollywood, ca 90028 USA, www.antebellum.us.ms
"Biennale delle arti dell' Unità d'Italia" 25 Aprile - 11 maggio 2008, @ Complesso monumentale del belvedere di san Leudio, Caserta, Italy) www.biennaleitalia.it
"La Femme" from 25 April @ Art Whino Gallery, 717 N. Saint Asaph St, Alexandria, VA 22314, USA, www.ArtWhino.com
Inoltre, dal 14.06.2008 sarò alla Zero Gallery (Berlin) con una mostra "Pornsaints", dedicata principalmente ai miei lavori e quelli di Ida Belogi.
Galerie ZERO -
Köpenicker Strasse 4,
10997 Berlin
Versione stampabile / Commenta questo articolo