Giulia Tarroni - 07.05.2008
David Hockey nasce a Bradford (U.K.) nel 1937, città dove frequenterà durante l'adolescenza la scuola d'arte, primo passo effettivo che lo porterà alla scoperta di un amore ed una passione insopprimibile per ogni forma d'arte, oltre che bisogno di esprimere artisticamente la propria sensibilità.
Tappa importante per la sua carriera è nel 1959 il trasferimento a Londra per seguire i corsi del Royal College of Art, dove in un primo momento la sua attenzione verrà calamitata verso le forme di espressionismo astratto. Col tempo abbandona questo filone rivedendo ogni sua scelta, e lasciandosi trasportare solo dalle sensazioni che l'arte sa trasmettergli, fondendo sessualità e ricerca stilistico-artistica. A partire dagli anni '60 l'attenzione sulle opere di Hockey è massima, soprattutto grazie alla Young Contemporaries Exhibition del gennaio 1961, grazie alla quale si impone come uno dei protagonisti della Pop Art londinese.
In uno dei suoi viaggi, scopre New York, città che oltre a colpirlo profondamente per la grande libertà che si respira nella società americana, lo porterà alla realizzazione di acqueforti che riflettono questa sua esperienza newyorkese, e che nella patria natia lo portano al successo immediato. Decide di trasferirsi definitivamente in America, anche se le numerose esposizioni ale quali partecipa lo riportano spesso in patria: in particolare nel 1970 espone a Londra, alla Whitechapel Art Gallery.
Alla fine degli anni '70 la passione per l'arte lo porta a sperimentare un altro campo, oltre alla pittura ed all'incisione: la (tanto che tra le sue realizzazioni piu importanti si ricordano nel 1974 per il Glyndebourne Festival il Rake's Progress di Stravinsky e nel 1978 il Flauto Magico di Mozart per il Metropolitan Opera House di New York).
Hockey è famoso soprattutto per le sue numerose sperimentazioni, tra le quali l'uso di fotografie polaroid per la realizzazione di nuove opere, l'inserimento di parole dentro ai dipinti per "umanizzarli" ed il riferimento ad artisti come Matisse e Picasso per l'antimodernità figurativa che vuole imporre.
Dal punto di vista artistico, si può affermare fu una grande influenza sulla persona e sulle opere di David Hockney il suo compagno Peter Schlesinger, un giovane studente californiano che divenne il suo amante ed il suo modello preferito. L' omosessualità dichiarata è palese nelle opere di Hockey, soprattutto in "the Beginning" o "Okney", dove vengono ritratti due uomini nudi (forse gli stessi David e Peter?) al momento del risveglio nello stesso letto, o mentre stanno dormendo, in un clima di complicità sessuale, dolce e mai volgare.
Il viaggio americano di Hockey l'ha portato alla scoperta di un mondo nuovo, liberale, ripulito da pregiudizi sessuali e sessofobi che ancora erano presenti nella puritana Inghilterra, e soprattutto lo porta a sviluppare la sua arte in un momento storico in cui è possibile affrontare liberamente tematiche gay e lesbiche, proponendo turbamenti, questioni, incertezze di cui poco si è parlato, ma che sono cruciali per l'artista.
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