Teodoro De Cesare - 23.09.2008
A cinque anni dalla morte di Guido Crepax la Triennale Bovisa ripercorre il tempo e i tempi di una grande creatura del fumetto: Valentina Rosselli, fotografa milanese, ispirata all'attrice del cinema muto Louise Brooks. Chi non conosce il suo perfetto caschetto di capelli e la sua sensualità che emerge dal tratto di matita? Credo sia l'unico personaggio dei fumetti ad avere una vita reale, che si sviluppa nel tempo, dall'infanzia fino alla maturità. Valentina non è un personaggio astratto che rimane tale, ma ha una sua esistenza: ecco perché la forma del tempo che la matita di Crepax plasma in un evolversi cronologico e in un incessante sforzo di creazione non banale, ma figlia del proprio tempo (dagli anni Sessanta), dei propri vizi, delle proprie sfumature e che affronta il quotidiano con una dose inesauribile di ironia, rendendo Valentina un personaggio tutto italiano. E milanese.
La mostra si dipana in diverse stanze tematiche con un allestimento avvolgente e multimediale che i giochi di luci e di suoni rendono a volte piacevoli altre sensuali altre ancora frivole: un po' come il mondo di Valentina. Le stanze del tempo sono nove e accolgono la vita di Valentina dalla sua genesi, passando per l'esistenza passata a Milano in bicicletta, automobile e metropolitana fino ai sogni e alle riflessioni sulla storia e sul mondo che Guido Crepax propone tramite la propria matita creativa. All'interno delle sale espositive è stato ricostruito lo studio dell'autore: si vedono i pezzi originali, si può girare intorno alla scrivania su cui si possono vedere anche i primi fumetti disegnati nell'età dell'adolescenza. Una sala video proietta interviste all'artista e a personaggi a lui vicini, come Claudio Abbado e il sassofonista Jerry Mulligan; oltre a spezzoni di film e manifesti pubblicitari. L'ultima stanza è quella dei giochi, battaglie storiche che Crepax rielaborò in vari momenti con figure che personalmente ritaglia e arma, veste, dipinge, costituendo veri eserciti e flotte.
Alla conferenza stampa di presentazione della mostra, il 19 settembre scorso, abbiamo raccolto interessanti e importanti voci. Il presidente della Triennale di Milano, Davide Rampello: «Mi è stato chiesto: perchè la mostra su un personaggio milanese in un mondo totalmente milanese? Pensiamo che questa mostra abbia una rilevanza che va oltre la dimensione di Milano, vista l'importanza dell'artista. Si è internazionali non solo quando si presentano artisti di altre nazioni: si è internazionali quando si offrono argomenti e temi che possono interessare un pubblico molto vasto che entra nel dialogo culturale internazionale. Sicuramente questa è una mostra di questo tipo. E il senso della forma del tempo ha un significato simbolico in questo discorso. Con questa mostra si entra veramente nel mondo di Valentina con un percorso labirintico che è proprio della forma del tempo.» Giovanni Terzi, assessore al Tempo libero del Comune di Milano: «Valentina è la rappresentazione della città di Milano che spesso non sa comunicare ciò che accade, in realtà con questa mostra rappresenta se stessa e comunica in modo internazionale. Siamo capaci di diventare immediatamente esterofili quando ci sono dei grandi artisti stranieri, non siamo capaci di riconoscere nella semplicità e nella cura che c'è stata per tanti anni con Guido Crepax l'internazionalità della sua opera.» Per Caterina Crepax, figlia di Guido e curatrice della mostra, «la mostra vuole toccare tutti gli aspetti dell'arte di Crepax e forse Valentina è l'unico personaggio dei fumetti ad avere una vita reale. Valentina era una di casa, faceva parte della nostra vita, era una presenza costante nei nostri spazi. Valentina vestiva con i vestiti che indossava mia madre; Valentina giocava con i giocattoli che erano i nostri; aveva una casa dove c'erano tutti i nostri mobili ed era quindi testimone del design e delle mode delle epoche in cui è vissuta. Mio padre era un attentissimo osservatore della realtà ed era un viaggiatore immobile nel senso che nelle sue storie c'è un fortissimo legame con Milano però, allo stesso tempo, c'è tutto un mondo: Valentina viaggia, si trova in situazioni diverse con il tempo della memoria, della fantascienza, del sogno. Valentina viaggia e si muove costantemente, Guido invece era immobile. La novità inedita della mostra è la presentazione di quelli che sono stati i giochi che faceva con i suoi amici, in particolare le messe in scena di battaglie storiche che sono una specie di anticipazione dei nostri attuali war games, disegnati sul cartoncino e poi armati con il ferro e con cui si giocava in casa insieme con i miei fratelli. Queste battaglie sono proprio l'eredità affettiva che ci ha lasciato.» Massimo Gallerani, curatore della mostra, è convinto che «la forma del tempo è forse il migliore modo per leggere l'opera di un artista e ciò vale ancor di più con Crepax. Il personaggio di Valentina è molto radicato nella realtà milanese e nel suo tempo ed è tuttora un'icona di quegli anni. Il segno grafico di Crepax si impone al di là del momento in cui è stato creato. Valentina è l'unica eroina dei fumetti che invecchia insieme a noi, appartiene alla sua epoca ma ormai è uscita dalla sua epoca e, nel momento in cui Guido disegna Valentina è a lui contemporanea, la fa agire, le fa fare le cose che la sua stessa famiglia faceva in quei giorni e in quelle ore. È il primo personaggio ad avere un passato è questo non è un limite perchè riesce a restituirci la sua universalità.»
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