Giulia Tarroni - 10.10.2008
Matteo Soltanto è un artista, torinese di nascita e bolognese d'adozione, a tutto tondo. La sua genialità spazia dalla pittura, alla scultura, alla scenografia, materia nella quale si è diplomato all'Accademia di Belle Arti, ed attraverso la quale ha potuto firmare importanti lavori per teatri italiani, set di moda, trasmissioni televisive. Inoltre ha anche insegnato Storia dello Spettacolo presso l'Accademia Brera di Belle Arti di Milano.
Il suo approccio con l'arte è iniziato presto, nell'infanzia, grazie alle ore di solitudine tipiche dei figli unici che abitano in zone di campagna, disegnando sul retro delle fotocopie che il nonno faceva di articoli di giornale, "Fonti familiari dicono che abbia imparato a disegnare prima d'imparare a camminare" racconta, e non abbiamo dubbi a riguardo!
Il suo percorso artistico inizia con lo studio del ritratto, "E' stato un fatto naturale. Perché poi naturale non so, ma pensavo esclusivamente a quello, e mi sono creato tutt'attorno una famiglia di volti, allargata, anche in termini dimensionali.
Stati d'animo". La tecnica è arrivata più tardi, supportata da un grandissimo estro e voglia di sperimentazione, che l'hanno portato a voler alleggerire l'immagine, "ricreando, pur sempre nella bidimensionalità, la tessitura che stava alla base dei ritratti attingendo a tecniche e supporti per lo più aerei, fino ad una quasi totale smaterializzazione grazie al cellophane, dipingendo quindi con una delle materie più sfuggevoli. Quasi come fermare il vento", dice.
Col tempo è arrivato anche l'interesse per il corpo umano, per lo studio dell'anatomia e della fisicità.
"Il nudo rappresenta per me il ritorno alla figura umana. Un ritorno in cui le esperienze dei Ritratti e delle successive Sospensioni si unificano ed in cui i volti - ma soprattutto i corpi, assenti nell'esperienza dei Ritratti - appaiono e scompaiono all'interno dell'ambiente primigenio in cui le Sospensioni aleggiavano - o galleggiavano.
Fin dagli inizi, mi ha affascinato la proprietà della luce di scolpire le forme dando carattere ad ogni cosa in maniera addirittura autonoma. Ed essendo la luce, e non già la forma da lei incontrata sulla sua via, a conferire alla forma stessa il carattere che noi percepiamo, mi sono messo al suo inseguimento. Un volto, pur senza mutare espressione, può assumere caratteri e addirittura forme assai diverse con un solo cambio di luce, e io mi faccio sempre guidare dalla curiosità d'indagare le infinite possibilità di variazione della luce sulle cose. E' per questo, infatti, che fin dagli albori il mio lavoro ha teso al monocromo, indagando le identità e i rilievi grazie alla luce - che nei miei singoli lavori ha sempre avuto un unico tono - piuttosto che grazie ad una più ricca tavolozza", racconta.
La tecnica espressiva di Matteo Soltanto è estremamente particolare ed affascinante, quasi come se ci fosse un alone che ingloba totalmente la figura, esaltandola.
Una scelta stilistica azzardata, che spesso può far scambiare le sue opere per fotografie anziché dipinti. Come nasce questa tecnica, da dove trae origine?
"Oltre alla luce, un'altra costante del mio lavoro è stata - ed è - la ricerca del magma più appropriato a partire dal quale dare forma all'oggetto del dipinto. Ogni opera è per me un viaggio denso d'insidie e curiosità, proprio come ogni viaggio più propriamente inteso. E quando lo inizio, da sempre, mi pongo "all'alba dell'uomo", e, come dicevo, partendo dal magma che penso più calzante per il soggetto che sto per far nascere, chiamo in causa la luce e me ne servo per ..dare alla luce un corpo. Nel caso dei Nudi, quello che chiami "alone che ingloba la figura" rappresenta una memoria amniotica, lascio decidere a te se liquida o aerea, vista la colorazione che richiama sia le profondità marine che quelle spaziali, dunque entrambe le nostre origini.
Tecnicamente invece, si realizza a spatola, mentre gli incarnati esclusivamente a pennello. E forse, in effetti, va specificato perché mi sono sentito davvero chiedere se erano foto, questo poiché a video i corpi possono sembrare stampati con tecniche fotografiche, mentre nella realtà sono dipinti ad olio".
Scorrendo i lavori di Matteo Soltanto, il mio occhio è fortemente attratto da un dipinto rappresentante una donna nuda e incinta: il viso disteso, sereno, trasmette una gran pace, armonia. Ma come mai la scelta di rappresentare proprio una donna incinta?
"Ho voluto dipingere la sua maternità in quella dimensione di abbandono e rilassatezza in cui la si può vedere, nel silenzio e nella dolcezza dei suoi pensieri e senza aggiungere nulla alla sua espressione di futura madre, ricca di una nuova vita e dunque spogliata del superfluo tranne, accidentalmente, degli occhiali... Per i rotocalchi, un mese dopo ha partorito una splendida bambina che si chiama Irene!".
Le sue opere di nudo esprimono grandissima sensualità, un erotismo dolce, dalle movenze leggere e fluttuanti, frutto, a parere di chi scrive, di una grande ricerca "fisica" oltre che stilistica, di studio del corpo, delle sue potenzialità. Ci si può aspettare un'altra produzione erotica, oppure questa è stata solo una sperimentazione?
"Non conoscendo ancora le prossime puntate della mia Saga della sensualità, posso solo azzardare supposizioni, ma visto che per un pittore le supposizioni sono le opere stesse, non mi rimane che rimandarti alle prossime, se vorrai!".
L'intervista con l'artista Matteo Soltanto termina con un rimando alle prossime mostre e produzioni che lo vedranno protagonista, di cui speriamo avere presto notizia! Ringraziamo Matteo per l'enorme disponibilità, per averci fatto conoscere molto di lui, della sua creatività e tecnica.
Maggiori informazioni sul suo sito web www.matteosoltanto.com
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