Fabio Dalmasso - 15.10.2008
Forme oniriche, figure senza volto, corpi mostrati ed esaltati nelle loro forme: l'arte di Massimo Mazzu è qualcosa di travolgente, un'espressione grafica molto particolare che non può lasciare indifferenti. Abbiamo fatto due chiacchiere con questo giovane artista pugliese.
Morbidezza, plasticità, fisicità: le sensazioni che le opere di Massimo Mazzu trasmettono sono molteplici, contrastanti a tratti, ma forti. Nudi di donne senza volto in cui il seno e il sedere vengono esaltati nella loro sensuale abbondanza; scene di sesso esplicito rappresentate nella loro fisicità ed elasticità; personaggi mitici rivisti in chiave erotica. I disegni di questo giovane artista sono destinati a far discutere, nel bene e nel male: alcuni troveranno eccessive le sue rappresentazioni, mentre altri le giudicheranno geniali, artisticamente irriverenti, provocatoriamente intriganti.
Per cercare di capire meglio e conoscere maggiormente l'artista e la sua arte, abbiamo posto alcune domande a Massimo Mazzu.
D: Una breve presentazione di te
R: Mi chiamo Massimiliano Di Lauro, in arte Massimo Mazzu. Ho 24 anni e vivo a Trani, provincia di Bari. Sono un musicista, un grafico e dottore in design disoccupato.
D: Quando hai iniziato a dipingere?
R: In realtà disegno da sempre, non ho mai smesso. Ho frequentato l'istituto d'arte dove, diciamo, ho appreso un po' di tecnica. Prima li buttavo i miei lavori, non sapevo proprio che farmene né dove metterli. Poi hanno iniziato a chiedermeli... meglio che buttarli e a dirmi che non erano male. Da lì ho cominciato a pensare che forse avrei dovuto raccoglierli e magari anche mostrarli a qualcuno.
D: Che tecnica usi per le tue opere?
R: Fondamentalmente penna (solo Bic) e acquerello su carta, cartone, carta da imballaggio e qualsiasi altro supporto cartaceo che raccatto qua e là. Qualche volta mi do anche all'olio su tela.
D: Le tue figure sono surreali, oniriche: da dove trai l'ispirazione per disegnarle?
R: Bè, sicuramente mi ispiro al bagaglio di immagini degli artisti che adoro che mi porto dentro: Dalì, Bellmer, Bacon, Freud, Kline, Hess, Caravaggio, ecc... Ricordo però che da piccolo rimasi folgorato alla vista, su un libro di storia, della Venere di Willendorf: tutta quella ciccia, così arcaica, sensuale, senza volto ne capelli, mi faceva venire voglia di mordere. Penso che questa sia la mia maggiore influenza. Il resto lo fanno poi la mia mano sinistra e la mia mente. Non sempre,anzi quasi mai, mi servo di una modella.
D: Se dovessi catalogare la tua arte, come la definiresti?
R: Ma non so... mi metti in difficoltà. Non saprei dirti nemmeno se è arte o illustrazione (sebbene io non pensi che le due cose vadano separate come fanno gli addetti ai lavori). Posso dirti che non dipingo per una qualche ragione pseudofilosofica o quant'altro. Semplicemente non posso farne a meno.
D: Hai mai subito una censura per le tue opere, a volte molto esplicite?
R: Certo che vengo censurato: mi hanno cancellato lo space ben due volte e una volta che ho cercato di partecipare ad una mostra nel mio paese: volevano farmi velare un nudo (in stile "brachetto"). Che tristezza... e poi torno a casa e apro il giornale e ci sono cosce e culi ovunque, per non parlare della tv. Ma i miei disegni...quelli sono osceni!
D: Hai già fatto esposizioni?
R: Una sola, a Russi (RA), una collettiva di arte erotica.
D: Che riscontro hai da chi guarda le tue opere?
R: Fondamentalmente le reazioni sono due: da un lato chi gradisce e sono tanti per fortuna (mi hanno fatto anche i complimenti Derek Hess, grandissimo, e Manko delle Suicide Girls!). Dall'altro chi la etichetta come pornografia. Credo che siano dei repressi o semplicemente gente che cerca di darsi un tono e dimostrare che ha gusto per poi tornare in fretta e furia a casa a guardare Amici o L'isola dei famosi. Non è presunzione la mia, a qualcuno le mie opere possono anche non piacere, ma te ne accorgi quando hai davanti un cretino che non riesce a fare una critica sensata sorretta da motivazioni serie, no?
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