Elisa Campana - 02.01.2007
Diario di una ninfomane, scritto dalla contemporanea Valérie Tasso, è l'autobiografia erotica di una giovane benestante che viene iniziata all'attività sessuale anzi tempo. Un sesso scarno, consumato senza emozioni e con la sola finalità di raggiungere il piacere e l'orgasmo. Questi elementi non vengono assaporati, sono correlati con l'automatismo del sesso, le voglie di una donna che, pur di sedare le sue esigenze e pulsioni, vive in uno stato di promiscuità sessuale. Val ha dei partners occasionali di svariate fattezze (dall'obeso al bellimbusto, dal calvo alla persona ripugnante e puzzolente, che non riesce a trasmetterle nulla in prima battuta), i quali tratta come oggetti per soddisfare le sue debolezze.
Val non è forte, ma in balia del suo corpo, anche se potrebbe pretendere di più, considerando la sua cultura e la sua intelligenza. Infatti, lavora in una rinomata agenzia pubblicitaria che le garantisce un considerevole stipendio.
Tuttavia, quando viene licenziata, Val è alla spasmodica ricerca di un lavoro che non riesce a trovare, poiché aspira ad altro e si fa travolgere da quello che lei definisce amore, ma non è altro che un incubo. Val, la donna che non ha mai amato in vita sua, si vede annientata nella sua persona e nelle sue scelte da un personaggio schizofrenico che le violenta la testa e la fa precipitare in un mondo di depressione.
Lei che prima sceglieva i suoi partners, ora è legata ad uno psicopatico che la fa vivere in mondi dicotomici pervasi da alcool, felicità, finto amore, droga, sesso, apparente fedeltà e mera infedeltà, bugie e sotterfugi.
Dopo aver depauperato tutti i risparmi messi da parte per l'indebitamento della persona che ama, Val inizia a lavorare in un'agenzia di prostituzione.
La degradazione, la trasgressione, l'umiliazione, l'abbattimento di alcuni tabù che ancora aveva (ad esempio, copulare nel periodo del ciclo mestruale), la soggezione a cui si sottopone durante pratiche sadomasochistiche, l'amore saffico sono le peculiarità che aleggiano nell'ambiente che ora ha scelto e da questo mondo, che le fa fruttare una cifra abbastanza notevole, uscirà grazie all'Amore Vero.
Quell'amore che credeva di aver trovato nello schizofrenico e che ora la porta fuori da un tunnel -anche se durerà poco - finalmente diventa soggetto della sua vita.
La trama del libro è scorrevole, il linguaggio è crudo ma non volgare, il tema è frivolo e rispecchia quello di Le Età di Lulù di Almudena Grandes.
Deflorazione, promiscuità sessuale, innamoramento, prostituzione e resurrezione legata all'Amore.
Donna soggetto ed oggetto al contempo.
Una donna che vive al bordo, priva di personalità e, soprattutto, alla ricerca di un sentimento che crede di trovare che, però, deve cercare dentro di sé.
L'amore è quanto viene perseguito dalla protagonista, eppure non viene trovato per la mancanza di introspezione, per la mancanza di autostima e perché ormai la frenesia della vita la porta a non considerare i valori, i sentimenti, ma la induce a vivere come un robot che fa del proprio corpo uno strumento puramente fisico, slegato da qualsiasi sentimento.
Quando realizza che lo psicopatico che ama e che l'ha portata a perdere tutto quello che aveva, sia economicamente sia a livello personale, l'ha solo ingannata, cade in depressione e non riesce a rialzarsi, perché l'Amore è il motore della vita.
Una vita di cui ha sempre frainteso il senso, in quanto l'Amore può oscillare fra alti e bassi senza mai basarsi su fobie, ossessioni, paure e menzogne.
E' un romanzo che rispecchia i canoni di una società che ha tutto, ma i cui individui non sanno cosa vogliono effettivamente. Sono sempre alla ricerca di un desiderio da soddisfare e, appena colmata questa necessità, subentra subito una pulsione più forte che si deve assolutamente ottenere. La filosofia di vita è quella enunciata nei suoi scritti da Schopenhauer.
Un libro scontato e banale per la ripetizione esasperante della trama, per la mancanza di originalità nella scelta del tema.
C'è mancanza di creatività, ripetitività degli eventi.
Il libro si presenta come rivisitazione dei best sellers del passato: monotono e privo di messaggi nuovi e stimoli.
Un testo consigliato per chi ama i fotoromanzi, sconsigliato per gli amanti della letteratura erotica.
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