Giulio Ragni - 01.12.2008
Il giorno in cui decise di ritirarsi dalle scene fu un colpo al cuore per milioni di spettatori, sedotti ed abbandonati da quello sguardo furbetto e da quella freschezza rimasta intatta nonostante lo scorrere del tempo: simbolo stesso dell'adolescenza e dei primi pruriti sessuali, Gloria Guida è stata la rappresentazione cinematograficamente più efficace della malizia della gioventù, oggetto del desiderio per adulti e coetanei, corpo di statuaria bellezza e magnetismo erotico sintetizzato in un'occhiata fugace, in un gesto di calcolata seduzione, in un sorriso di lussuria promessa e mai soddisfatta.
Se Edwige Fenech è la donna navigata ed esperta che conduce il maschio verso inesplorati orizzonti dell'eros, Gloria Guida è la giovane e virginale fanciulla cosciente del potere seduttivo del proprio corpo, una bambina impertinente a cui vien voglia di dare sculacciate, con il consapevole rischio che potrebbe anche trovarle di suo gradimento. Se fosse stata un'icona di quest'epoca, probabilmente avrebbe incarnato quelle bad girls ciniche e manipolatrici che popolano molti teen movies del cinema contemporaneo, o magari Quentin Tarantino le avrebbe dato una katana o una pistola per farne l'eroina emancipata e sessualmente famelica tipica del suo cinema; invece questo diavolo tentatore travestito da angelo biondo ha attraversato il cinema italiano degli anni Settanta interpretando praticamente sempre lo stesso personaggio, passando dalle prime pellicole drammatiche a forti tinte erotiche alla commedia sexy, grazie all'incredibile successo de La liceale che ne fece una star di prima grandezza, un titolo divenuto rapidamente cult, che avrebbe generato una marea di seguiti e di imitazioni, e inaugurato un sottofilone giovanilistico rispetto a quello fenechiano più adulto.
Dimostrando un'età anagrafica inferiore rispetto alla realtà, Gloria Guida ha potuto affinare nel corso della sua carriera il ruolo di lolita del cinema sexy italiano, molto generosa nel mostrarsi con ben poco addosso e disposta ad evidenziare attraverso il suo personaggio il lato meno solare e giocoso della liberalizzazione sessuale, seppur in filigrana e senza apparentemente mai distaccarsi dalle coordinate stilistiche tracciate dal genere. In tutti questi film Gloria Guida è la metafora esibita della potenza distruttiva dell'eros, l'arma di seduzione capace di far capitolare indifferentemente uomini e donne di ogni età, l'emblema della naturale curiosità adolescenziale per il sesso che prende un'inaspettata piega lasciva, l'ammaliante ninfa sempre sul punto di sbocciare, o molto più prosaicamente, Il solco di pesca (dicasi culo per quelli di voi meno dotati di immaginazione) più famoso e celebrato del cinema italiano dell'epoca.
Per i suoi innumerevoli fan, la scena cult più memorabile che la vede protagonista è quella de L'infermiera di notte, mentre si spoglia accaldata facendo eccitare il paziente Mario Carotenuto, ma noi segnaliano anche l'orgia a quattro con l'altra sexy star Lilli Carati in Avere vent'anni, censuratissimo pamphlet sulla fine delle utopie sessantottine firmata dal grande Fernando Di Leo; tuttavia, poiché l'erotismo è in realtà una forma mentis assai più legata alla fantasia e all'immaginazione di quanto si è disposti a credere, a dispetto di una ipervisione del corpo nel cinema, è soprattutto negli sguardi ammiccanti e provocatori, lampi di fiammeggiante e debordante sensualità, che riconosciamo la capacità dell'icona Gloria Guida di ipnotizzare il pubblico, e sebbene oggi sia ormai unicamente una madre e la moglie di Johnny Dorelli, in qualche angolo remoto della memoria di ogni spettatore, resta vivida più di ogni altra immagine l'estasi di due occhi traboccanti desiderio e selvaggia carnalità. Gli occhi dell'eterna lolita Gloria Guida.
Filmografia Essenziale:
La ragazzina
La minorenne
Il solco di pesca
Quella età maliziosa
Peccati di gioventù
La novizia
La liceale
Blue Jeans
Avere vent'anni
L'infermiera di notte
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