Giulia Tarroni - 24.11.2008
Cristiana Longhi ha vinto il premio Fiuggi 2007 come miglior libro erotico italiano, con l'opera "Lisa e Cecile" scritto insieme a Maria Rosa C., per Borelli Editore.
Si tratta di un'opera che affronta un tema delicato, quello dell'amicizia e dell'amore tra due donne, attraverso un percorso erotico formativo, certamente di grande impatto emotivo.
Abbiamo avuto il piacere di poterla intervistare, per poter far conoscere ed apprezzare le sue opere ai lettori, ma anche per capire come una scrittrice "vede e vive" la realtà letteraria erotica italiana.
D: Cristiana, Lei ha vinto nel 2007 il premio Fiuggi con "Lisa & Cécile" di Cristiana L. e Maria Rosa C., Borelli Editore, come miglior libro erotico italiano: come mai ha deciso di scrivere un libro erotico? Com'è nato il suo interesse per questo argomento?
R: Partiamo da questa seconda domanda. L'interesse all'erotismo nasce con noi. Sin da piccoli attuiamo delle pratiche seduttive, che man mano usiamo a seconda delle nostre necessità... fin quando queste conoscenze si raffinano e divengono dei propri gusti e criteri di scelta, parte di noi stessi. Da qui la curiosità di spaziare nei vari ambiti dell'erotismo, fino ad approdare anche alla letteratura erotica. Quindi è questa carica emotiva che mi ha spinto a condividere questa esperienza con l'altra autrice e a voler scrivere un libro erotico
D: Chi sono Lisa e Cécile? Lei crede che l'amore tra due donne possa essere così forte ed intenso come quello etero?
R: Lisa e Cécile sono due amiche, due donne, che cercano la loro completezza l'una nell'altra. Condividendo un cammino di amore, complicità e avventure, privo di falsi moralismi e non convenzionale. I personaggi sono il tramite che serve allo scrittore, in questo caso, per mostrare una parte di un ventaglio di situazioni. Certamente l'amore non ha limitazioni di genere sessuale e Lisa e Cécile descrivono a mio avviso una porzione di quella intensità sentimentale e sessuale"
D: Cosa vuole trasmettere a quanti leggono, o leggeranno, il suo romanzo?
R: Quel che mi affascina principalmente è lo sforzo di tradurre la corporeità delle sensazioni su carta, che costituisce a mio avviso la sfida della scrittura erotica. Spesso l'erotismo costringe ad estenuanti descrizioni, a rompere la pacatezza e la linearità del racconto, a forzare lo stile... Vorrei così comunicare al lettore la stessa forza che mi pervade quando scrivo, i diversi stati d'animo che mi attraversano, che variano a seconda del vissuto personale e sono altalenanti nelle sensazioni provate quotidianamente. Il mio umore influisce sulla stesura di un racconto. A volte m'è capitato di avere l'esigenza di dover interrompere l'occupazione cui ero intenta per obbedire all'estro della scrittura... che a volte ti coglie come un raptus improvviso :)
È una smania che affiora in un primo momento tra i pensieri... e se poi questi non vengono fissati su carta, non ti dà tregua. Solo dopo che si è stanchi e sfiniti e paradossalmente svuotati o così colmi (come meglio si preferisce), solo alla fine, si ritorna a quella stabilità abituale. Infine scrivere un libro erotico è un modo per mettere "in scena" e a disposizione dei lettori le proprie conoscenze ed esperienze
D: Ci parli del suo secondo libro "Eroticamente. Confessioni intime": di cosa si tratta?
R: Il libro uscito a fine ottobre 2008 è edito dalla Valter Casini ed è un'antologia di racconti scritti da nove Autori, fra uomini e donne. È interessante contrapporre le due visioni dell'eros che in questo volume si esprimono tramite diversi percorsi (ossessioni d'amore, rivincite, devozioni, passioni, tabù, cliché, visioni intimistiche, ironia...).
Io introduco il libro con una prefazione e, allineandomi alle trame della raccolta, inserisco due miei racconti, "La stazione" e "Al mare", nei quali descrivo il languore del distacco e delle attese, ma anche la fisicità del piacere, dei ritorni e l'abbandono all'imprevisto in una calda serata estiva....
D: Cosa pensa del panorama letterario/artistico erotico italiano? Ritiene che l'Italia sia ancora pervasa da sentimenti bigotti e tabù, o qualcosa si muove?
R: Non spetta a me valutare il panorama letterario/artistico erotico italiano, non sono un critico, ma in generale penso che della letteratura erotica se ne faccia un uso improprio: è ancora relegata ai margini sia per pregiudizi, sia per le scelte editoriali e pubblicitarie che ne conseguono, più mirate ad un'audience che alla qualità, ma questo è il problema a mio avviso della società odierna. Quindi credo che l'attuale criterio di selezione delle opere dia manforte ai sentimenti bigotti, ai tabù e al provincialismo del nostro Paese. Empasse che verrebbe superata se all'arte e alla cultura fosse conferito il giusto impegno ed interesse. In quanto al bigottismo, questo è ancora persistente, serpeggia, soprattutto nelle realtà personali. Nel senso che a parole siamo tutti emancipati, nell'intimità ancora dobbiamo scontrarci con l'ipocrisia quotidiana e la sua orbita moralistica, che limita di molto la facilità di vivere il sesso.
D: Quali sono i suoi autori preferiti? c'è qualcuno che la intriga e da cui prende spunto?
R: Modelli ai quali ispirarmi non ne ho. Sicuramente alcune letture sono state formative. Le mie letture sono varie, dipende da cosa mi interessa di volta in volta. Leggo romanzi come anche saggi. Mi piace Ammaniti, Allende, Moravia: "La vita interiore" è stato il primo romanzo che ho letto. Freud, Jung (che preferisco a Freud) in "Psicologia e religione", "Psicologia e alchimia". Oppure leggo anche libricini sull'oroscopo :)) Gli ultimi libri che ho letto, che mi hanno interessato, sono di Georges Bataille: "Storia dell'occhio" e "L'Abate C" e "Le leggi dell'ospitalità" di Pierre Klossowski. Uno scrittore dal quale ho subito una sorta di fascinazione è A. Artaud. Di lui mi attrae, l'asciuttezza e l'apparente durezza con cui mi è capitato di descrivere atti mirati, diretti. Crudi se necessario, incastonati in una retorica che serve da cornice e preludio, per esaltare meglio la scena che vado a presentare. E adoro W. Blake, di cui condivido l'esaltazione dell'immaginazione come principale motivo di ispirazione.
Quanto ai libri erotici, nasco con i fumetti di Messalina, Lucrezia, ecc., passando per De Sade, Anaïs Nin, Alina Reyes... Di Pauline Réage ho letto da adolescente la "Storia di O" e rimasi colpita dal particolare che alla protagonista non era consentito accavallare le gambe, ma le veniva richiesto di lasciarle sempre leggermente aperte per manifestare la sua disponibilità.
D: Cos'è l'erotismo secondo Cristiana?
R: L'erotismo è una mitica regione del nostro inconscio, che resiste, ci anima e resta insofferente alle "prigioni morali". Penso che l'erotismo sia un gioco delle parti, di ruoli interscambiabili. Gioco di ruoli, maschere, giocosità e tormenti sono stati i punti cardine sui quali ho elaborato diversi racconti. E in questo mostrare diversi aspetti si rivela anche il mio approccio personale alla materia. Mi ritengo poliedrica, sfaccettata e multiforme sia nell'approccio al sesso che alla scrittura erotica. Nell'attraversare svariati "punti di vista" sull'argomento e riconoscendo la propria sensualità senz'altro si acquisisce una maggiore conoscenza di sé e dell'altro.
L'erotismo è anche l'emergere di una "forza". Cosmica, vitale e prorompente. E che ci offre quelle sensazioni che più ci avvicinano alla percezione dell'eternità. Basti pensare all'orgasmo, dove ci si ritrova a compiere un viaggio attraverso una porta dimensionale priva di riferimenti spazio-temporali. Il buco nero della nostra galassia erotica.
"Ringrazio Giulia Tarroni, che mi ha dato con questa intervista l'occasione di avvicinarmi al lettore e il portale Whipart per l'ospitalità"
Grazie a Cristiana Longhi per la disponibilità dimostrata! Per maggiori informazioni sulle sue opere, o per altre semplici curiosità sull'autrice, è possibile visitare il suo sito personale, http://www.cristianalonghi.com, e il suo blog, http://cristianalonghi.splinder.com/
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