Rolando Attanasio - 27.11.2008
Figlio illegittimo d'un notaio Fiorentino e d'una contadina, crebbe e fu educato nella casa paterna. Andò verso il 1476 nella bottega del pittore Andrea del Verrocchio, nato nel 1452 a Vinci e morto nel 1519 in Francia. E' cosa per noi consueta pensare al grande genio di Leonardo Da Vinci, come al prototipo Rinascimentale per antonomasia; lo scienziato che è anche artista e pensatore.
Nel contempo Leonardo, oltre al famoso: "Codice Atlantico", ha generato un' infinità di idee che sono germinate al culmine in quasi tutti i campi dello scibile umano. Meno noto è Leonardo letterato, poeta e autore di aforismi e piccole parabole quasi inverosimili, al limite anche favole.
E' possibile visitarlo su siti e libri in vendita per avere un' incredibile affacciata su un mondo fantastico e poeticamente lirico e saggio al contempo stesso, ma ciò non dovrebbe stupirci; avendo una pur vaga idea della capacità del grande genio di spaziare in più campi con grande ingegno e faciltà sorprendente. Anche Sigmund Freud, ha tentato di tracciare un piccolo solco nella psiche del maestro, con il famoso saggio: Un Ricordo d'infanzia di Leonardo Da Vinci, dove viene analizzato un episodio ,narrato dal maestro stesso. Un Nibbio arriva sulla culla e inserisce la sua coda nella bocca del piccolo Leonardo.
Questo episodio narrato poi dal maestro è lo spunto di un saggio psicoanalitico, dove probabilmente Freud intravede nell'uccello stesso, la figura della madre, e nella coda inserita nel cavo orale, un sostituto della fase orale sublimata, attraverso un processo onirico-simbolico. "ne la mia prima ricordazione della mia infanzia mi parea che, essendo io in culla, che un nibbio venissi a me e mi aprissi la bocca colla sua coda, e molte volte mi percotessi con tal coda dentro alle labbra."Freud analizza il contesto discrepante di questa famiglia allargata e intravede il processo psichico di Leonardo, egli era figlio illegittimo e trascorse i suoi primi quattro anni di vita insieme alla madre, la quale probabilmente riversò su di lui tutto il suo amore, facilitando un legame incestuoso e la strutturazione di una personalità narcisistica; Freud lo analizza, lo scruta, lo mostra attraverso il metodo della psicoanalisi.
Fa riferimento all'impalcatura religiosa dell'Antico Egitto, ipotizzando che Leonardo abbia avuto presente, nel costruire la sua fantasia, la figura mitologica dell'avvoltoio: la divinità egizia Muth, la "madre" dalla testa di avvoltoio, ermafrodita, auto-generantesi, per identificare nel nibbio la povera Caterina, madre di Leonardo.Ai tempi di Leonardo infatti questo mito era conosciuto e diffuso dalla cultura ecclesiastica, che lo usava per fornire una sorta di giustificazione al dogma della verginità della Madonna. Da quelle poche notizie che ci sono arrivate, pare che il padre, Piero, avesse contratto quattro matrimoni.
Liberati ormai dalle vecchie polveri del pensiero e delle arti liberali del Trivio e del Quadrivio, Leonardo si colloca nella tradizione di un altro insegnamento, quello che noi conosciamo come Rinascimento. Analisi e sintesi, ingegno e tecnica, fantasia e metodo, sperimentazione e tradizione, scienza e arte, filosofia ed esoterismo si fondono in un tutt'uno armonico nel cervello del grande Leonardo che esprime al meglio il suo tempo. Ora resta curioso vedere e assaporare attraverso quel venoso flusso che cosparge di idee il mondo intero il mistero dell'eros. Dov'è finito l'Eros, la pulsione all'unione verso i propri simili? Completamente sublimata o parzialmente deviata in fantasie catartiche, come molti pensano? Ci sono anche alcune curiosità misteriose circa un incarceramento che Leonardo subì a Firenze, su cui non si sa nulla; solo una dichiarazione del maestro in cui appunto lui stesso attribuisce sibillinamente l'evento al fatto di aver voluto dipingere Gesù come " putto"e di lì la persecuzione della chiesa. Un altro fatto di cronaca, ma stavolta contemporaneo, avvenuto nel 1998, scuote o tenta di farlo, il mondo intero; la notizia lanciata dalle agenzie di stampa : Leonardo Da Vinci ( 1452-1519 ) " apprezzava le donne" e dunque " non era omosessuale! Il fatto lo assicurava un certo Carlo Pedretti, direttore dell'Hammer Institute Center per gli studi Leonardiani, che altro non è che la fondazione messa in piedi dalla Macrosoft dopo che Bill Gates s'è comprato il " Codice Hammer" di Leonardo..., ma purtroppo questo non l'ha scritto nessuno.
Di fronte al suo scoop, la reazione ovvia è avvenuta subito nelle menti dei benpensanti, e cioè che non c'è nessun legame tra la genialità del maestro e la presunta omosessualità.
Ovviamente insorge il mondo Gay, le varie associazioni si schierano contro tale affermazione, ma insorgono anche le frange di destra che con le dichiarazioni pubbliche e di stampa di: Riccardo Pedrizzi, "responsabile per i problemi della famiglia" di... Alleanza Nazionale, che si schiera contro i sindacati dei Gay. E' da qui il conflitto va avanti.
Tutto questo accanimento mostra invece la lacerazione del pensiero contemporaneo, incapace di dialogare, anche su un piano etico più elevato, anzi si cerca in maniera qualunquista di etichettare a tutti i costi, di usare spesso i grandi artisti come strumento di propaganda anche politica. E' ovvio che il diritto di un omosessuale non dipende certo dal fatto di non discendere da predecessori illustri, questa è una visione classista e borghese, come lo è il fatto di dimostrare il contrario a tutti i costi evidentemente.
Abbiamo però un documento di Leonardo nel qualche scappa di suo pugno qualcosa, parlando di amante giunto all'amato si lascia scappare un doppio genere maschile: "Movesi l'amante per la cosa amata come il suggietto con la forma, come il senso col sensibile, e con seco s'uniscie e fassi una cosa medesima (...). Quando l'amante è giunto all'amato, lì si riposa". Un Altro documento ci viene dai disegni di giovani androgini, viene qui a crollare l'impalcatura delirante, costruita da alcuni storici dell'arte che insistono sulla natura asessuata di Leonardo. Di recente è venuto fuori dall'oblio, dopo secoli di censura, uno stupendo angelo disegnato dal maestro con l'aggiunta di un ritocco di una vistosa erezione.
Il ritocco potrebbe essere stato opera degli allievi, ma potrebbe essere opera del maestro stesso. Tutte queste controversie nascono dal fatto che Leonardo era privo di una sessualità etero evidente, è quindi stato sospinto dalle malelingue artificiose di critici che il maestro non fosse dotato di una sessualità propria.
Invece Leonardo scrisse molte storielle " sconce" nei suoi appunti e disegnò almeno tre volte il coito eterosessuale, soprattutto per le sue ricerche anatomico-scientifiche. Oggi noi le definiremmo probabilmente senza esitare " pornografiche ". Tra cui spesso ragazzini su cui crescevano falli in erezione (descritti anche dal pittore e scrittore Giampaolo Lomazzo (1538-1600), che li vide prima che fossero distrutti) ; immaginiamo cosa avrebbe potuto pensare Freud se l'avesse saputo. Ma chi fu il Salaj? E che rapporto ebbe con Leonardo? In un foglio del "Codice Atlantico" quando fu restaurato, scollando alcuni fogli ci si accorse che ve n'erano altri che nascondevano una immagine di ragazzo schizzata a mano dove due membri virili, dotati di gambe e coda, marciano verso un orifizio anale, sopra il quale sta la scritta: " Salaj". Allora a noi contemporanei cosa può interessare tutto ciò? Quale stringa minacciosa vogliamo erigere come apologia di un assurdo pensiero sessuofobico e nauseabondo? Lasciamo tutto alle parole del grande Leonardo, tratto dalle sue Favole:
Il noce mostrando sopra una strada ai viandanti la ricchezza de' sua frutti, ogni omo lo lapidava.
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