Arti Visive

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[Arti Visive] Apollonius tra arte,cultura e sensualità

Rolando Attanasio - 29.11.2008

Un excursus unico; quello del sito: "Apollonius", che raccoglie in primis tutta l'iconografia nostrana erotica, presente in maniera massiccia soprattutto a Pompei; per poi allargarsi all'India e a quasi tutto il mondo antico in generale, con particolare attenzione anche alla Grecia Ellenica, al Giappone e all'america pre Colombiana.

Nell'osservare tale portata di immagini, che sono rese in maniera mirabile attraverso sculture bronzee raffiguranti falli alati ai quali sono appese delle raffinate campanelle, oggi tutte o quasi presenti al museo archeologico di Napoli, oppure alle palesi scene Erotiche tra uomo e donna, resi in bassorilievi marmorei, dove triangoli amorosi e maestose esibizioni di statue che rappresentano Priapo si alternano a imponenti statue e decorazioni di vasi in terracotta finemente dipinti .
La divinità dell'istinto e ovviamente della forza della natura non poteva non essere raffigurata in maniera eccellente da "Priapo" appunto, figlio di Dioniso e di Afrodite ma per molti altri Adone e Afrodite, o Pan e una Ninfa. Il mito era molto diffuso nell'aria Greco-Romana; secondo una leggenda, Priapo si era innamorato della ninfa Lotide, e nella notte mentre ella dormiva cercò di possederla, ma, gli fu impedito il ratto, dai ragli dell'asino di Sileno che fecero fallire l'impresa. I Romani lo chiamarono anche "Mutino" o "Fascino"e man mano nella leggenda la dea Vesta prese il posto di Lotide. Da qui forse il concetto legato alla parola Fascino, dal latino: Fascinare ovvero affascinare, ammaliare, incantare.
Gli attributi esuberanti maschili, nel mondo antico, rappresentavano spesso l'abbondanza in genere, infatti, l'immagine posta nei campi assicurava la prosperità e teneva lontano i ladri e gli uccelli. Anche le Famose: "Lupanare", strada famosa di Pompei, dove si poteva intrattenersi con varie prostitute, che con arte mirabile, vendevano il loro corpo. Detta pratica, pare, fosse appannaggio di raffinate donne, spesso avvenenti, che praticavano l'arte amatoria con particolare dedizione e libertà, frutto di un insegnamento antico, e a noi, in parte, probabilmente sconosciuto.
Le fantastiche decorazioni pittoriche, all'interno delle case nel quartiere "Lupanare" rappresentano delicate e palesi scene, che oggi noi connoteremmo con il termine quasi spregevole: Pornografiche.
Intrecci di corpi che si distendono delicatamente su divani, si invitano, avviluppati da passione; spesso il corpo dell'uomo è dipinto con toni più scuri o con terre tendenti quasi sempre al rosso pompeiano, mentre le donne vengono dipinte con toni soavi tendenti al bianco, e sempre dalle curve sinuose ed abbondanti. Gli affreschi si sono conservati grazie alla lava, venuta furori dalla famosissima eruzione del Vesuvio del 79 D.C, creando una sorta di camera compatta o encausto, che ha preservato detti dipinti.
Mentre le lampade falliche, i vasi e le statue, che ornavano le case dei ricchi, dove spesso vi si trovava all'ingresso un bassorilievo che rappresentava un membro in erezione sono prevalentemente sculture a tuttotondo o lastre in pietra.

In India invece abbiamo il culto del Lingam e della Yoni, personificazioni dell'energia maschile la prima, e di quella femminile la seconda. Influenzata dalla tradizione filosofica antica dell'Induismo e del Buddhismo, che nell'atto d'amore consapevole, ritrova l'unità primordiale, e la polarizzazione dell'energia sessuale.
Queste filosofie hanno prodotto tutta una serie di trattati filosofici, scuole, e creazioni artistiche; tutte o quasi, riconducibili all'energia sessuale, espressa sotto forme-pensiero auliche, come: "Kundalini yoga", esse stesse sono la fonte prima di un congiungimento ultramondano attraverso l'esperienza sublimata della suddetta energia. Essendo sicuramente più contemplativa per natura, la cultura indiana e subito dopo quella più orientale che va dalla Cina al Giappone, hanno indagato sul sesso, attribuendogli caratteri semi-divini e non mitologici e superstiziosi come è accaduto talvolta nel bacino del mediterraneo. Allora possiamo apprezzare le imponenti statue, i bassorilievi sinuosi, le stampe che rappresentano scene erotiche che si svolgono in privato o in piscine pubbliche. Fino all'america pre colombiana dove il culto è una maniera, forse, per esorcizzare il mistero della nascita.
D'altronde, se è vero, una parte viene palesemente mutuata dalla parola latina Genitalis che allude spesso alla nascita, alla creazione degli elementi corporei così come noi li conosciamo.

Ovviamente tutta una parte, di questa miscela di immagini arcaiche, che ci arriva dalla notte dei tempi, è possibile visitarla sul sito Apollonius. la moralità, con la quale noi giudichiamo ( in questo caso la morale stessa, non va intesa come ente moralizzante e giudicante) è l'insieme, come sappiamo, delle regole aprioristiche che stabiliscono il comportamento umano, il pensiero e le suddette regole sociali, più o meno condivise da una tribù, da un paese o da un' intera epoca.
Anche il padre della psicoanalisi, Simun Freud, con il suo famoso saggio: La morale sessuale e il nervosismo moderno, ci mette in guardia dal pericolo che la morale condivisa, può assumere nei confronti del sesso. Detto processo automaticamente repressivo, secondo Freud, produce nelle società "avanzate", una maggiore produzione in termini lavorativi, dovuta per lo più, ad un processo di sublimazione o deviazione della libido stessa. Quindi l'abbrutimento conseguente è da ricercare, proprio, dove invece una società esclude detta componente, vissuta come fattore di gioia e di vita, e invece, erroneamente equivoca, traduce il tutto in un comportamento peccaminoso; da qui il senso di colpa e altri sentimenti negativi.
E allora visitiamoli questi siti e ridiamoci su.
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