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[Curiosità] Bettie Love

Giulio Ragni - 13.12.2008

La regina delle pin up americane Bettie Page è morta la scorsa notte (1a dicembre 2008), stroncata da un attacco cardiaco all'età di 85 anni: di fronte al nudo dilagante che imperversa nella comunicazione mediatica di questa era, può far sorridere considerare questa ragazza del Tennessee come un modello imprescindibile della rivoluzione sessuale e dello sdoganamento dell'eros come soggetto fotografico; eppure Bettie Mae Page, meglio conosciuta come Bettie Page, con la sua pelle levigata, gli occhi blu cobalto, la chioma corvina e il sorriso innocente da ragazza della porta accanto, è stata una musa ispiratrice per moltissimi fotografi di almeno due decadi, diventando in breve tempo un'icona dell'erotismo soft.

Dopo un'infanzia difficile trascorsa in orfanotrofio assieme alle sue sorelle, Bettie si rivela una studentessa modello, laureandosi in arte in pochissimo tempo, ma con il sogno nel cassetto di sfondare nel mondo del cinema. La svolta avvenne nel 1950, quando fu notata da Jerry Tibbs, che le produsse il suo primo portfolio e la fece da talent scout, presentandole i migliori fotografi di New York: in pochi mesi la sua carriera decolla, posando per riviste come Wink, Eyefull, Titter e Beauty Parade, fino ad arrivare pochi anni dopo nel mitico paginone centrale di Playboy.
Nel corso del tempo Bettie Page è diventata il prototipo della dominatrix, antesignana di tutte le icone fetish, bondage e sadomaso che spopolano oggi, con il suo abbigliamento in gomma e pelle nera lucida, lingerie, corde e fruste, stivali con tacchi vertiginosi.
Il suo ritiro dalle scene nel 1958 a causa di una campagna moralista del senatore Estes Kefauver la consacrano in leggenda, ricercatissima nei cataloghi da pin up di Irving Klaw e immortalata da artisti contemporanei come Olivia, Dave Stevens e Robert Blue; del 2005 è il film sulla sua vita The Notorius Bettie Page, assai sottovalutato e assolutamente da riscoprire per comprendere le origini del mito, ma le deve tutto anche la diva del burlesque Dita Von Teese, i cui spogliarelli e il look vintage sono ispirati al fascino senza tempo di Bettie.

Oggi Bettie Page è un'immagine perfettamente riconoscibile persino dalla pubblicità, e il suo ruolo è stato cruciale per lo spostamento progressivo di ciò che può risultare accettabile per la morale pubblica riguardo all'esposizione di epidermidi: forse alla generazione contemporanea che attraverso internet può accedere a materiali pornografici di ogni tipo sembrerà una reliquia polverosa, ma le vecchie foto e le illustrazioni di Bettie Page sono il perfetto compendio del gioco vedo/non vedo, tra quello che effettivamente (poco) mostrava questa sensuale ed innocente fanciulla, e quello (tanto) che lasciava all'immaginazione vouyeristica dei suoi ammiratori.
Erotismo nel senso più vero e profondo della parola.
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