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[Letteratura] Le Frontiere del Desiderio di Juan Pablo Salas

Paolo Gresta - 28.12.2008

Questa splendida, onirica collezione di trenta brevi racconti ben congegnati e sapientemente organizzati in schemi narrativi affascinanti e privi di inutili soluzioni di comodo non rappresenta propriamente un lavoro da inserire sotto la voce "Letteratura Erotica".
Salas piuttosto sembra servirsi di questa specie di maschera compositiva per potersi permettere digressioni su una serie infinita di altri argomenti, di altre dimensioni che intrecciano all'elemento erotico la noia, la perversione, la morte, la morbosità. Che a pensarci bene, spesso e volentieri hanno un saldo legame con il sesso e le sue migliaia di interpretazioni. Lo scritto dell'autore è sorprendentemente agile e sempre efficace, soprattutto quando sembra stia per crollare nel lessico canonico per poi trovare dalla manica la parola chiave che rivolta la riflessione e scandisce perfetta il ritmo incessante della storia.

Suddiviso in tre capitoli ("Frontiere del Desiderio", "Suicidi", "Le Torri del Destino"), il libro di Salas dà all'inizio l'impressione di essere un vero e proprio romanzo, al punto che sembra ci sia un filo conduttore tra un racconto e l'altro e si ha spesso la sensazione di un continuum tra personaggi, luoghi, vissuti, episodi nei quali l'autore disegna con abilità l'illusione di un tutt'uno, che in realtà germoglia solo come "humus" dell'opera, invisibile eppure potente. A dare maggior peso all'incisività delle storie è tra l'altro l'uso frequente della narrazione in prima persona, anche quando il protagonista, di fatto, trova la morte o solo la sfiora.
Morte che emerge con più forza come elemento dominante soprattutto (e ovviamente) nel secondo capitolo, composto da sei racconti fulminanti e oscuri nei quali il tema dell'erotismo è solo accennato e sfruttato per consentire ai personaggi di Salas di approfondire e andare a sfilacciare il rapporto con il suicidio affrontato nelle diverse fasi della vita, dall'adolescenza alla maturità. Lasciando comunque in sospeso le risposte e preoccupandosi quasi esclusivamente di porre al lettore domande assai angosciose.

Per chi ama il surreale, le atmosfere a metà tra sogno e realtà, quel territorio che va a collocarsi (parafrasando Peter Pan) "appena dopo essersi svegliati, quando ancora ti ricordi di aver sognato", "Frontiere del Desiderio" è un'opera dai molteplici spunti di riflessione, ben scritta e intrisa di gusto per l'assurdo e il contraddittorio, che consente di arrivare ben al di là di ciò che gli occhi scrutano e le mani sfiorano, alle soglie di un erotismo inteso come viaggio puro ma complesso, stratificato in base a culture e credenze eppure unito dalla costante e ossessiva ricerca di amore totalizzante, di una dimensione comune che sappia accettare e comprendere chi riesce ad afferrarla.
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